Esce a mezzanotte per fare foto e non rientra: trovato morto a 43 anni

Un 43enne ceco esce dal Rifugio Coldai per fare foto e viene trovato morto. Sul Tivan soccorsi altri quattro escursionisti.

14 settembre 2026 10:53
Esce a mezzanotte per fare foto e non rientra: trovato morto a 43 anni -
Condividi

BELLUNO – Era uscito dal Rifugio Coldai verso mezzanotte per scattare fotografie, ma non aveva più fatto ritorno. Il suo telefono continuava a squillare senza che nessuno rispondesse. Le ricerche avviate dopo l’allarme degli amici si sono concluse con il ritrovamento del corpo di un escursionista di 43 anni, cittadino della Repubblica Ceca, in un canale sotto il rifugio, a circa 2.000 metri di quota.

La tragedia è avvenuta nella notte tra il 13 e il 14 settembre. Il Soccorso alpino della Val di Zoldo, impegnato nelle ricerche, era già intervenuto nella serata precedente per aiutare quattro escursionisti israeliani in difficoltà sul sentiero Tivan, sul Civetta.

Gli amici lo cercano e chiamano il 118

Con il trascorrere del tempo, i compagni del 43enne hanno iniziato a preoccuparsi. Hanno provato a contattarlo al cellulare, che risultava raggiungibile, senza però ottenere risposta.

Sono quindi usciti dal rifugio, chiamandolo e cercando di individuare qualche luce che potesse indicare la sua posizione. Non riuscendo a trovarlo, poco prima delle 2 hanno contattato la Centrale del 118.

È scattato l’allertamento di Soccorso alpino, Vigili del fuoco e Carabinieri, con l’avvio delle operazioni di ricerca.

Il ritrovamento con il visore notturno

Una squadra del Soccorso alpino della Val di Zoldo ha raggiunto con i mezzi Malga Pioda, proseguendo poi a piedi lungo la Val de Ziolere, che scende sotto il Rifugio Coldai.

Durante la salita, i soccorritori hanno osservato il terreno con un cannocchiale per la visione notturna. È stato così che hanno individuato un’anomalia, circa un centinaio di metri sotto la struttura.

Avvicinandosi al punto segnalato, la squadra ha purtroppo accertato che si trattava del corpo dell’escursionista disperso.

L’ipotesi della caduta e il recupero all’alba

Secondo la prima ricostruzione, il 43enne potrebbe essersi sporto dallo spiazzo dove sorge il bivacco, scivolando nel canale sottostante.

I soccorritori sono rimasti accanto alla salma per il resto della notte. Alle prime luci del giorno è intervenuto Falco 2, che ha recuperato il corpo e lo ha trasportato a Palafavera, dove erano presenti Carabinieri e Vigili del fuoco.

La vicenda rientra negli aggiornamenti della cronaca e degli interventi di soccorso nel Nordest.

Quattro escursionisti soccorsi sul sentiero Tivan

Nella serata precedente, intorno alle 19.30, la stessa stazione del Soccorso alpino era stata chiamata per un altro intervento sul Civetta.

A chiedere aiuto erano state due coppie di escursionisti israeliani, che non riuscivano più a rientrare autonomamente perché una ragazza era esausta e infreddolita.

L’elicottero del Suem di Pieve di Cadore aveva tentato un sorvolo, ma la presenza della nebbia e il raggiungimento del limite operativo legato alla luce del giorno avevano impedito di completare l’intervento dall’alto.

Il rientro a piedi e l’accompagnamento a Dont

Una squadra si era quindi incamminata per raggiungere il gruppo, individuato nel punto in cui il sentiero del Van de le Sasse incrocia il Tivan.

Dopo l’arrivo dei soccorritori e le rassicurazioni ricevute, la ragazza si era ripresa, riuscendo a ricominciare a camminare autonomamente. I quattro erano così rientrati a valle accompagnati dalla squadra.

Da Malga Grava, i soccorritori avevano infine utilizzato i propri mezzi per accompagnare gli escursionisti a Dont.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail