Le testimonianze dei carabinieri e il dolore della madre di Matteo: «Vogliamo arrivare fino in fondo» | VIDEO

Rosita, madre di Matteo Pittana, intervistata da Patrick Ganzini: le testimonianze in aula e la richiesta di riaprire l’omissione di soccorso.

14 settembre 2026 13:20
Le testimonianze dei carabinieri e il dolore della madre di Matteo: «Vogliamo arrivare fino in fondo» | VIDEO -
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UDINE «Quando arriva la notizia che tuo figlio non c’è più, questo è atroce. Non è solo paura, è terrore puro». È uno dei passaggi più dolorosi dell’intervista di Patrick Ganzini a Rosita, la madre di Matteo Pittana, tornata a parlare a Nordest24 dopo l’udienza di venerdì dedicata alle testimonianze dei carabinieri e di un residente intervenuto quella notte.

Al centro della puntata, le prime spiegazioni che i due giovani presenti in auto con Matteo avrebbero fornito ai militari, la mancata indicazione della presenza del ragazzo e il racconto del ritrovamento. Per la famiglia, quanto ascoltato in tribunale rafforza la richiesta di fare piena luce sull’accaduto e di tornare a esaminare l’ipotesi di omissione di soccorso.

Rosita a Nordest24: «Più che novità, delle conferme»

Patrick Ganzini ha aperto il collegamento richiamando il peso delle deposizioni ascoltate in aula. Rosita ha spiegato che, dal punto di vista della famiglia, l’udienza ha dato soprattutto voce a circostanze sulle quali i genitori insistono da tempo.

«Più che novità, delle conferme», ha detto. Secondo la madre, i due carabinieri e il testimone indicato in trasmissione come il signor Oreste hanno ribadito elementi che la famiglia considera centrali: l’allontanamento dei ragazzi, le spiegazioni fornite dopo l’incidente e il silenzio sulla presenza di Matteo nell’auto.

«I carabinieri hanno confermato che i due ragazzi hanno mentito e omesso di dire che c’era anche Matteo nella macchina, per lungo tempo», ha dichiarato Rosita durante l’intervista.

Ascoltare quelle ricostruzioni direttamente dai testimoni, ha aggiunto, ha avuto un impatto diverso rispetto alla lettura degli atti. Alcuni particolari non erano mai arrivati alla famiglia con quella precisione: «Tanti dettagli non li avevamo mai sentiti e quindi è stato un duro colpo».

La richiesta di risposte era già emersa nella precedente intervista di Nordest24 ai genitori Rosita e Luca, nella quale avevano raccontato il proprio percorso tra dolore, memoria e attesa di verità.

Il racconto del tuffo nel Tagliamento

Uno dei punti affrontati riguarda ciò che i giovani avrebbero detto ai carabinieri per spiegare perché fossero completamente bagnati.

Secondo quanto ripercorso nella puntata a proposito delle testimonianze in aula, inizialmente avrebbero parlato di una scommessa e di un tuffo nel Tagliamento, senza riferire dell’incidente e senza segnalare la presenza di una terza persona nell’auto.

Il conduttore ha ricordato che i militari, notando anche le ferite, avrebbero approfondito le domande. Rosita ha confermato questa ricostruzione, sostenendo che l’ammissione dell’incidente sarebbe arrivata soltanto dopo ripetute insistenze.

Per la madre, resta da comprendere fino in fondo il motivo di quella versione iniziale. Nell’intervista l’ha interpretata come un tentativo di allontanarsi dalle proprie responsabilità, precisando però di non poter conoscere ciò che i ragazzi avessero realmente pensato o concordato.

Da qui la richiesta di ascoltare direttamente la loro versione davanti a un giudice, per chiarire i passaggi di quella notte che la famiglia continua a considerare irrisolti.

La testimonianza di Oreste e il riferimento ai soccorsi

Nel corso del colloquio è stato ricordato anche il ruolo di Oreste, un residente della zona al quale i ragazzi avrebbero suonato il campanello.

Secondo la ricostruzione richiamata da Ganzini, quando l’uomo aveva parlato di chiamare un’ambulanza e attivare i soccorsi, i giovani si sarebbero allontanati.

La sua deposizione, insieme a quelle dei carabinieri, viene considerata dalla famiglia un elemento importante per ricostruire i comportamenti successivi all’incidente: le richieste fatte, le informazioni comunicate e quelle che, secondo i genitori, sarebbero state taciute.

«Non è solo paura, è terrore puro»

Il confronto sulle responsabilità ha portato Rosita a raccontare ciò che significa ricevere la notizia della morte di un figlio.

«So che fa paura prendersi queste grandi responsabilità, ma credetemi che quando arriva la notizia che tuo figlio non c’è più, questo è atroce, non è solo paura, è terrore puro», ha affermato.

La madre ha rivolto un appello affinché ciascuno risponda delle proprie condotte e affinché la giustizia chiarisca quanto accaduto. Nelle sue parole, l’accertamento dei fatti riguarda anche il valore dell’aiuto e le conseguenze dell’abbandono di una persona in difficoltà.

Le prossime date ricordate in puntata

In chiusura, Patrick ha richiamato gli appuntamenti successivi: un’udienza il 29 ottobre e la sentenza attesa il 12 novembre, secondo il calendario riferito durante il collegamento.

Rosita ha confermato che sono previste ancora tre date complessive, comprendendo quella conclusiva. Ha inoltre ribadito l’intenzione della famiglia di affrontare, con il proprio legale, il passaggio necessario per chiedere di riesaminare l’omissione di soccorso.

Ganzini ha assicurato che Nordest24 continuerà a seguire il caso, dando spazio alla famiglia nelle proprie interviste e nella programmazione di Nordest24 TV, come già avvenuto con il padre Luca.

Rosita ha concluso ringraziando per l’attenzione riservata alla vicenda: «Vi ringrazio per la sensibilità che avete nei nostri confronti, grazie a tutti».

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