Escursionista 54enne dispersa, fine delle speranze: ritrovata senza vita

Escursionista slovena dispersa in Val di Fanes: ricerche tra Col Rosà, cascate e sentieri con droni ed elicotteri.

09 giugno 2026 16:28
Escursionista 54enne dispersa, fine delle speranze: ritrovata senza vita -
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AGGIORNAMENTO: Trovata morta l'escursionista 54enne dispersa: tragico epilogo delle ricerche

CORTINA D’AMPEZZO – Proseguono senza sosta le ricerche di una escursionista slovena di 54 anni, dispersa da ieri nell’area della Val di Fanes, nel Bellunese. La donna non dà più notizie di sé e la macchina dei soccorsi si è attivata in una vasta zona montana compresa tra Col Rosà, le cascate, i sentieri e i rifugi del territorio.

A lanciare l’allarme è stata la madre dell’escursionista, preoccupata per l’assenza di contatti con la figlia. La segnalazione ai Carabinieri ha dato il via agli accertamenti e poi alle operazioni di ricerca, che stanno impegnando numerose squadre specializzate.

Auto trovata in località Felizon

Dalle verifiche effettuate dopo la denuncia di scomparsa, l’autovettura della donna è stata individuata parcheggiata in località Felizon, all’ingresso del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo.

Il ritrovamento dell’auto ha permesso ai soccorritori di restringere l’area iniziale delle ricerche e di concentrare l’attenzione sui percorsi escursionistici più vicini. La zona è particolarmente frequentata dagli amanti della montagna, ma presenta tratti impegnativi, con sentieri, dislivelli, cascate e passaggi attrezzati.

Ultimo segnale telefonico nella zona del Col Rosà

Un elemento importante per indirizzare le operazioni arriva dall’analisi delle celle telefoniche. Secondo quanto emerso, l’ultima area di aggancio del cellulare della donna sarebbe stata individuata nella zona del Col Rosà.

Proprio da questo dato sono partite ulteriori verifiche nei tratti circostanti, con particolare attenzione alla Ferrata del Col Rosà, alla Val di Fanes, alle cascate e ai sentieri che attraversano l’area.

Le ricerche sono state estese anche ai rifugi presenti nella zona, nel tentativo di verificare se la donna possa aver raggiunto una struttura, chiesto informazioni o essere stata vista da altri escursionisti.

Soccorritori impegnati tra ferrata, cascate e rifugi

Le squadre stanno battendo un’area ampia e complessa. Le verifiche interessano sia i percorsi più noti sia i punti più delicati dal punto di vista escursionistico, dove un incidente, una caduta o un malore potrebbero rendere difficile chiedere aiuto.

In campo ci sono il Soccorso Alpino di Cortina, il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, il Soccorso Alpino di San Vigilio di Marebbe, i Vigili del fuoco, i Carabinieri, le unità cinofile e i dronisti.

Il lavoro delle squadre a terra viene supportato anche dalla ricognizione dall’alto, fondamentale in un territorio montano dove canaloni, pareti, boschi e salti di roccia possono ostacolare la visibilità.

Il tema dei soccorsi in ambiente impervio resta centrale nel Nordest, come dimostrato anche dal recupero della donna trovata morta vicino alla Cascata della Civetta a Lastebasse, intervento che aveva richiesto l’azione dei Vigili del fuoco in un contesto difficile.

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Elicotteri e droni per controllare l’area dall’alto

A supporto delle operazioni sono impegnati anche l’elicottero dei Vigili del fuoco e l’elicottero della Guardia di Finanza, utilizzati per la ricognizione aerea e per controllare dall’alto i punti più difficili da raggiungere.

L’impiego dei droni consente inoltre di sorvolare tratti impervi, canaloni, zone boschive e aree vicine ai corsi d’acqua, riducendo i tempi di verifica e aumentando le possibilità di individuare eventuali tracce.

Le ricerche proseguiranno finché non saranno completate tutte le verifiche ritenute necessarie. Ogni segnalazione, ogni traccia e ogni possibile avvistamento vengono valutati dagli operatori impegnati sul campo.

Nel Bellunese, la sicurezza in montagna resta un tema di forte attenzione, anche alla luce di altri recenti episodi di cronaca, come lo scontro mortale tra auto e moto sulla SP3 a Gosaldo, che ha richiesto l’intervento dei soccorritori e la chiusura della strada.

Ricerche ancora in corso nel Bellunese

Al momento le operazioni risultano ancora in corso. L’obiettivo dei soccorritori è ricostruire il possibile itinerario seguito dalla donna e individuare eventuali punti critici lungo il percorso.

Le squadre stanno lavorando tra Col Rosà, Val di Fanes, cascate e sentieri circostanti, con il supporto di personale specializzato e mezzi tecnologici. La presenza dell’auto in località Felizon e l’ultimo aggancio telefonico rappresentano i riferimenti principali da cui proseguire le verifiche.

L’area delle Dolomiti d’Ampezzo, molto frequentata dagli escursionisti, richiede particolare prudenza, soprattutto quando si affrontano ferrate o percorsi isolati. In queste situazioni, la tempestività dell’allarme e il coordinamento tra squadre di soccorso possono risultare decisivi.

L’attenzione resta alta anche nel resto del Veneto, dove nelle ultime ore i Vigili del fuoco sono stati impegnati in diversi interventi, tra cui l’incidente tra auto e furgone a Rosà, con un conducente ferito trasportato all’ospedale di Bassano.

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