L’Eurocamera adotta il mandato per aggiornare i benchmark ETS

Il mandato punta ad aumentare le quote gratuite; Ciriani chiede di escludere i termovalorizzatori dagli ETS.

23 ottobre 2026 10:27
L’Eurocamera adotta il mandato per aggiornare i benchmark ETS -
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"Un analista politico non schierato potrebbe tranquillamente affermare che nel voto sugli ETS, ieri a Strasburgo, il Pd e la sinistra europea si sono accodati alla linea della destra italiana e del governo Meloni. Comprendo che sia duro ammetterlo, ma per lo meno è un ulteriore segnale che in Europa il vento, pur con fatica e ritardo, sta girando". Il commento è dell'eurodeputato friulano Alessandro Ciriani sull'approvazione, da parte del Parlamento europeo, dell’aggiornamento dei benchmark ETS basati sul calore e sui combustibili per il periodo 2026-2030, con l’obiettivo di aumentare il numero di quote gratuite assegnate alle industrie.

Il voto europeo e le ricadute sulle filiere

Il mandato negoziale dell’Eurocamera è stato adottato con 474 voti a favore, 82 contrari e 28 astensioni. Si tratta di un passaggio apparentemente tecnico, ma destinato a incidere direttamente sulle sorti di intere filiere industriali in Friuli Venezia Giulia e in Veneto: dal legno-arredo all'elettrodomestico, fino alla logistica.

L'ETS (Emissions Trading System) era nato per abbattere le emissioni di gas serra, ma è diventato un boomerang per l'economia, aggravando i costi di produzione per le industrie locali a vantaggio delle importazioni — in particolare dall'Estremo Oriente — e favorendo speculazioni finanziarie.

Le richieste di Ciriani sugli ETS

"Noi di Fratelli d'Italia e tutto il gruppo ECR continuiamo a batterci contro la deindustrializzazione europea", prosegue Ciriani, impegnato in commissione ITRE in qualità di relatore ombra. "Riguardo alla norma sotto esame, chiediamo che i termovalorizzatori vengano esclusi dagli ETS, che i proventi della vendita di quote restino nella libera disponibilità degli Stati per sostenere le fasce più vulnerabili colpite dalla crisi energetica, che si blocchi la finanziarizzazione di questo sistema malato e che non vengano inaspriti gli obiettivi climatici senza fornire strumenti adeguati. Le nostre fabbriche e i nostri posti di lavoro non possono essere sacrificati in nome di regole insostenibili".

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