Gorizia, l’ex ospedale lascia spazio al campus scolastico: 3 milioni per la nuova viabilità

Durante i lavori sono emerse fragilità strutturali e assenza quasi totale di elementi antisismici.

16 settembre 2026 13:16
Gorizia, l’ex ospedale lascia spazio al campus scolastico: 3 milioni per la nuova viabilità -
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GORIZIA - La demolizione dell’ex Ospedale Civile di Gorizia ha fatto emergere un quadro tecnico più preciso sulle condizioni del complesso: secondo quanto riferito dalla Regione, durante le lavorazioni sono state riscontrate una marcata fragilità strutturale e una dotazione pressoché nulla di elementi antisismici, come i cordoli armati. Nell’area di via Vittorio Veneto è previsto il nuovo campus scolastico, mentre la Regione finanzierà con 3 milioni di euro la nuova viabilità di accesso.

A fare il punto è stata l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, intervenendo sul percorso che accompagna la demolizione dell’ex ospedale e la successiva trasformazione dell’area.

Secondo quanto spiegato, nel corso delle attività alcune parti dell’edificio hanno ceduto in tempi molto rapidi. Un elemento che, assieme alle caratteristiche costruttive emerse in cantiere, viene indicato come utile a valutare lo stato reale del fabbricato e le possibilità effettive di recupero.

Le condizioni dell’edificio emerse durante il cantiere

Oltre agli aspetti strutturali, la Regione richiama anche il degrado accumulato negli anni. Prima della demolizione, all’interno dell’immobile sono stati trovati giacigli e coperte; nel tempo si erano inoltre verificati accessi impropri, atti vandalici e interventi dei Vigili del fuoco per incendi dolosi.

Per l’assessore, questi elementi descrivono la condizione raggiunta da un complesso che aveva ormai esaurito la propria funzione originaria, con ricadute anche sul piano della sicurezza.

Bonifica completata su tutto il compendio

Una parte rilevante dell’intervento ha riguardato la bonifica ambientale. La documentazione della Direzione lavori attesta che le verifiche sull’intero compendio, avviate nei primi anni Duemila da Asugi, sono state completate nell’ambito dell’appalto in corso.

Nel solo monoblocco sono state rimosse e smaltite oltre 25,8 tonnellate di materiali contenenti amianto. A queste si sono aggiunte circa 12 tonnellate rinvenute nei cunicoli e in altri punti emersi durante le lavorazioni. Nel complesso, quindi, sono state eliminate quasi 38 tonnellate di materiali contenenti amianto.

La bonifica ha interessato l’intera area, compresi i cunicoli, con la rimozione e l’allontanamento dei materiali contaminati da tutte le zone coinvolte dai lavori. Gli interventi hanno riguardato anche una quantità rilevante di fibre artificiali vetrose (Fav).

Le operazioni si sono estese inoltre ai padiglioni servizi, più volte indicati nel dibattito pubblico come strutture potenzialmente riutilizzabili in tempi rapidi. Le verifiche eseguite in cantiere, però, hanno reso necessarie anche in questi edifici importanti opere di bonifica da amianto e Fav.

Demolizione e misure adottate nel cantiere

La Direzione lavori ha precisato che l’intervento è stato eseguito nel rispetto della normativa ambientale e delle disposizioni sulla sicurezza dei cantieri. Per la demolizione e la frantumazione sono state ottenute le autorizzazioni in deroga previste per le attività rumorose e sono stati utilizzati sistemi di schermatura e mitigazione degli impatti.

Cosa sorgerà nell’area dell’ex ospedale

Il sito dell’ex ospedale ospiterà il nuovo campus scolastico di via Vittorio Veneto, pensato come un sistema integrato di edifici e servizi per la formazione e la comunità. Il progetto prevede scuole, spazi comuni, auditorium, biblioteca, mensa, palestra, strutture sportive e aree aperte.

Accanto alla realizzazione del campus, la Regione sosterrà anche la nuova viabilità di accesso con un contributo da 3 milioni di euro.

Cristina Amirante ha sottolineato che il valore storico dell’edificio per la città resta un elemento da rispettare, ma ha ribadito che le decisioni pubbliche devono basarsi su condizioni strutturali, valutazioni tecniche, sicurezza e prospettive di utilizzo futuro dell’area. Il progetto, ha aggiunto, punta a trasformare un compendio non più funzionale in un nuovo polo dedicato all’istruzione e alla vita cittadina, destinato nei prossimi anni a essere frequentato ogni giorno da studenti, insegnanti e famiglie.

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