Export vino negli Usa, il Veneto orientale regge: oltre 20 milioni anche nel 2026

Nei primi mesi del 2026 il vino italiano perde circa il 15% negli Stati Uniti, ma le cantine del territorio tengono. Prosecco decisivo.

03 settembre 2026 16:25
Export vino negli Usa, il Veneto orientale regge: oltre 20 milioni anche nel 2026 -
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TREVISO - Il rallentamento del vino italiano negli Stati Uniti non sta colpendo con la stessa intensità le aziende del Veneto orientale: nei primi mesi del 2026 l’export nazionale verso il mercato americano segna un calo di circa il 15%, ma per le cantine del territorio le vendite negli Usa restano oltre i 20 milioni anche quest’anno.

A pesare sul quadro generale sono le pressioni sul mercato americano e le fluttuazioni del dollaro, fattori che stanno frenando una parte delle esportazioni italiane. Nel Veneto orientale, però, il comparto mostra una tenuta maggiore, sostenuta soprattutto dalla spinta del Prosecco.

Il Prosecco sostiene le vendite all’estero

Nel contesto attuale, il Prosecco si conferma la denominazione che più di altre riesce a difendere quote di mercato all’estero. Mentre molte etichette italiane devono fare i conti con una domanda più debole, le bollicine continuano a mantenere un andamento positivo grazie a una presenza già consolidata sui mercati internazionali.

Nel 2025 la Doc Prosecco ha superato 660 milioni di bottiglie certificate, con oltre l’80% della produzione destinata all’export. I mercati di riferimento restano Regno Unito, Stati Uniti e Germania, mentre la capacità degli spumanti di reggere meglio rispetto ai vini fermi continua a essere uno dei fattori più evidenti nel commercio mondiale del settore.

Su questo fronte pesa anche il posizionamento raggiunto dal prodotto nella fascia premium accessibile degli spumanti, capace di intercettare consumatori più giovani e nuovi momenti di consumo. Un dato che si inserisce in un quadro più ampio di crescita della domanda internazionale di bollicine, come dimostrano anche le dinamiche dell’export legate al Pinot Grigio delle Venezie.

Il punto di Vi.V.O. Cantine

A richiamare l’attenzione sulla tenuta del comparto Prosecco è Franco Passador, Presidente e Amministratore Delegato di Vi.V.O. Cantine, con sede legale a Salgareda. Secondo Passador, la forza della denominazione nasce da un equilibrio costruito nel tempo tra programmazione produttiva, organizzazione della filiera e presenza internazionale.

Per il presidente di Vi.V.O. Cantine, questi elementi consentono oggi al Prosecco di affrontare una fase di mercato più favorevole rispetto ad altre aree vitivinicole italiane. Allo stesso tempo, Passador invita a non generalizzare il quadro del vino nazionale: all’interno del settore convivono infatti situazioni molto diverse e gli interventi sulla gestione del potenziale produttivo, osserva, devono tenere conto delle specificità dei singoli territori.

Perché il dato interessa il territorio

Per il Veneto orientale il mantenimento di un valore export sopra i 20 milioni negli Stati Uniti rappresenta un segnale concreto in una fase di rallentamento internazionale. Il dato riguarda un’area dove il vino resta una voce importante per l’economia agricola e per la presenza delle imprese sui mercati esteri.

In un contesto in cui le aziende sono chiamate a rafforzare strumenti commerciali e presenza internazionale, contano sempre di più anche aspetti organizzativi come lingua, contratti e documentazione per l’export del Nordest. Nel caso del Prosecco, la solidità della filiera e una pianificazione costruita negli anni stanno contribuendo a contenere l’impatto della frenata americana.

Il quadro che emerge è quindi a doppia velocità: da una parte il vino italiano negli Usa in difficoltà nei primi mesi del 2026, dall’altra il Veneto orientale che limita gli effetti del calo e continua a contare sulla spinta del Prosecco, con Regno Unito, Stati Uniti e Germania che restano i principali mercati di riferimento.

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