Farra di Soligo, una nuova scultura lignea arricchisce l’area de La Crose
Sulla collina di San Giorgio installata un’opera di Oscar Stella nel percorso di recupero e valorizzazione del sito.
Farra di Soligo (TV), 27 ottobre 2026
FARRA DI SOLIGO, UNA NUOVA SCULTURA LIGNEA ARRICCHISCE L’AREA DE “LA CROSE” Prosegue il percorso di valorizzazione dell’area in cima alla collina di San Giorgio. L’opera di Oscar Stella raffigura un cane di razza Bull Terrier. Un nuovo elemento di bellezza in un sito riqualificato e reso fruibile alla cittadinanza dall’Amministrazione comunale.
La nuova scultura a La Crose
Una nuova opera d’arte lignea arricchisce l’area de “La Crose”, sulla collina di San Giorgio, a Farra di Soligo. Si tratta di una scultura raffigurante un cane di razza Bull Terrier, realizzata dall’artista Oscar Stella, con la supervisione di Mario Zuan, e collocata nel punto in cui, alcuni anni fa, sorgeva un’opera simile, ormai deteriorata dal tempo e dagli agenti atmosferici. L’installazione rientra nel percorso di recupero e valorizzazione dell’area promosso dall’Amministrazione comunale e coordinato dall’assessore all’ambiente, Michele Andreola, che nel corso dell’ultimo anno si è occupato di proseguire gli interventi dedicati a questa località particolarmente cara alla comunità farrese. La nuova scultura rappresenta un ulteriore elemento di abbellimento per uno spazio che, grazie agli interventi realizzati negli ultimi anni, sta ritrovando visibilità e interesse, coniugando arte, natura, storia e memoria collettiva.
La storia della grotta-bunker
L’area de “La Crose” custodisce infatti una storia profonda, legata agli eventi drammatici della Prima Guerra Mondiale. Dopo la ritirata di Caporetto del 1917, il Quartier del Piave fu occupato dalle truppe austro-ungariche e il territorio divenne teatro di scontri e bombardamenti, anche in ragione della vicinanza al fronte del fiume Piave. In quel periodo, la collina offrì riparo alla popolazione locale grazie alle sue caratteristiche naturali. Un anfratto venne adattato a rifugio collettivo, dando origine a quella che oggi è conosciuta come la grotta-bunker de “La Crose”, utilizzata da residenti e profughi per trovare protezione durante i cannoneggiamenti. Secondo le ricostruzioni storiche, la cavità riuscì a ospitare circa un centinaio di persone, diventando un luogo simbolo della sofferenza e della resistenza della comunità durante il conflitto.
Il recupero dell’area di San Giorgio
Nel secondo dopoguerra, la presenza dell’alta croce in legno sormontata da un gallo, che domina il paesaggio circostante, ha continuato a caratterizzare la località, contribuendo a mantenerne vivo il valore identitario. Dopo un periodo di progressivo abbandono, negli ultimi anni l’Amministrazione comunale ha avviato un percorso di recupero dell’area, a partire dalla pulizia della vegetazione incolta. Sono state quindi collocate una decina di sculture lignee lungo il sentiero di accesso, trasformando il percorso in un itinerario artistico immerso nel paesaggio. Sul versante sud sono stati inoltre installati pannelli illustrativi dedicati alla Prima Guerra Mondiale, per offrire ai visitatori strumenti di approfondimento storico. A completare questo percorso di valorizzazione è arrivata, nel giugno 2026, la Panchina Gigante ufficiale numero 468, installata da Alto Trevigiano Servizi, che ha aggiunto un nuovo punto di osservazione sul territorio e un’ulteriore occasione per visitare e vivere questo luogo.
Il commento di Michele Andreola
Il commento dell’ assessore all’ambiente, Michele Andreola: “La nuova scultura del bull terrier si inserisce dunque in un progetto più ampio, volto a restituire alla comunità uno spazio di particolare significato, rendendolo al tempo stesso fruibile e attrattivo per residenti e visitatori. Attraverso interventi di cura, arte e valorizzazione della memoria storica, La Crose si conferma un luogo in cui il passato incontra il presente, dove il ricordo delle vicende della Grande Guerra si accompagna alla riscoperta del paesaggio e alla possibilità di vivere un’esperienza di visita all’insegna della cultura, della natura e della pace. Grazie di cuore a Oscar Stella e Mario Zuan per aver messo il loro impegno e la loro passione in questo progetto”.