Fedriga e Stefani sono i governatori più graditi in Italia: il Nordest in testa
Il dato emerge da una rilevazione SWG diffusa dall'ANSA e conferma la centralità delle due Regioni del Nordest nel quadro politico nazionale.
La nuova fotografia del gradimento dei presidenti di Regione consegna al Nordest un risultato politicamente significativo: Massimiliano Fedriga, governatore del Friuli Venezia Giulia, è il presidente più apprezzato d'Italia con il 65%, mentre Alberto Stefani, alla guida del Veneto, si colloca al secondo posto con il 58%.
Il dato emerge da una rilevazione SWG diffusa dall'ANSA e conferma la centralità delle due Regioni del Nordest nel quadro politico nazionale. Fedriga cresce di un punto rispetto alla precedente rilevazione, mentre Stefani si inserisce subito nella parte alta della graduatoria, consolidando l'avvio della sua presidenza dopo il passaggio politico raccontato anche da Nordest24 sull'elezione di Alberto Stefani in Veneto.
La doppietta del Nordest
Il primo elemento che emerge dalla classifica è la forza dei due presidenti leghisti del Nord. Fedriga mantiene una posizione di vertice in un momento in cui il suo ruolo va oltre i confini regionali, anche per il peso assunto nella Conferenza delle Regioni e nei dossier istituzionali nazionali. Il suo percorso politico recente è stato seguito da Nordest24 anche in relazione alla tenuta della maggioranza in Friuli Venezia Giulia e al dibattito sul futuro degli enti territoriali, tema affrontato nell'intervento sul ruolo degli enti intermedi.
Stefani, invece, porta il Veneto al secondo posto della classifica nazionale in una fase nuova per la Regione, dopo la lunga stagione amministrativa precedente. Il 58% indica una base di consenso già ampia, ma anche una forte attenzione da parte dei cittadini verso i primi passaggi della nuova guida regionale.
La classifica dei presidenti di Regione
Alle spalle di Fedriga e Stefani si collocano tre governatori del Sud, segnale che il gradimento regionale non segue una sola direttrice geografica. Al terzo posto c'è Roberto Occhiuto, presidente della Calabria, con il 53%, in crescita di un punto. Seguono Antonio Decaro in Puglia con il 51% e Roberto Fico in Campania con il 47%.
La parte centrale della graduatoria vede Michele De Pascale in Emilia-Romagna e Stefania Proietti in Umbria entrambi al 45%. Per Proietti, però, la rilevazione registra il calo più marcato: otto punti in meno rispetto al 2025. Seguono Eugenio Giani in Toscana al 42%, Alberto Cirio in Piemonte al 40%, quindi Marco Bucci in Liguria e Francesco Acquaroli nelle Marche, entrambi al 37%.
Cali e ultime posizioni
Più indietro si trova Attilio Fontana, presidente della Lombardia, al 35%, stabile rispetto alla precedente rilevazione. A quota 33% ci sono Marco Marsilio in Abruzzo, Alessandra Todde in Sardegna e Vito Bardi in Basilicata. I tre registrano arretramenti diversi: Marsilio perde due punti, Todde quattro e Bardi sei.
In fondo alla classifica restano Francesco Rocca, presidente del Lazio, al 29%, in calo di due punti, e Renato Schifani in Sicilia, ultimo con il 25%, stabile rispetto alla precedente rilevazione.
Una lettura politica del sondaggio
La graduatoria non misura il voto, ma il livello di apprezzamento personale e amministrativo percepito dai cittadini. Per questo il risultato assume un peso particolare: Fedriga e Stefani non guidano soltanto due Regioni economicamente centrali, ma rappresentano anche un asse istituzionale del Nordest che continua ad avere visibilità nazionale. Il tema della collaborazione tra Friuli Venezia Giulia e Veneto, già evidenziato da Nordest24 nei rapporti tra i due territori, resta uno dei punti osservati con maggiore attenzione.
Il sondaggio SWG segnala inoltre un quadro molto differenziato: alcuni presidenti consolidano il proprio profilo, altri pagano una fase politica più complessa o una minore capacità di tradurre l'azione amministrativa in consenso percepito. In questo scenario, il primato di Fedriga e il secondo posto di Stefani rafforzano il peso politico del Nordest nella mappa italiana delle Regioni.