Femminicidi, Semenzato: «Vittime donne in calo del 37%, ora rafforzare la prevenzione»

Martina Semenzato commenta i dati del Viminale: vittime donne in calo del 37%. «Prevenzione e formazione restano fondamentali».

26 agosto 2026 18:21
Femminicidi, Semenzato: «Vittime donne in calo del 37%, ora rafforzare la prevenzione» -
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VENEZIA. Un calo significativo delle donne vittime di omicidio, ma anche la necessità di non interpretare i numeri come un punto di arrivo. Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, richiama soprattutto il valore della prevenzione commentando i dati contenuti nel dossier Sicurezza 2026 del Viminale.

Secondo quanto riferito dalla deputata veneziana di Coraggio Italia e del gruppo parlamentare Noi Moderati, nei primi sei mesi del 2026 le vittime di genere femminile sono diminuite del 37% rispetto allo stesso periodo del 2025.

«Sono dati che ci fanno ben sperare e che, pur non cancellando la gravità dei singoli episodi, segnalano l’effetto delle misure di prevenzione e degli interventi di contrasto», sottolinea Semenzato.

I dati dei primi sei mesi del 2026

Nel dettaglio, secondo i numeri richiamati dalla presidente della Commissione, sono state 26 le donne vittime di omicidio volontario e 8 le vittime di femminicidio, per un totale indicato di 34 casi.

Semenzato pone l’attenzione anche sull’introduzione dello specifico reato di femminicidio, entrato in vigore il 17 dicembre 2025 e disciplinato dall’articolo 577 bis del codice penale.

La norma consente di individuare specificamente i casi nei quali l’uccisione di una donna è riconducibile al cosiddetto movente di genere, quindi a dinamiche legate, tra le altre, a odio, discriminazione, controllo, possesso o dominio.

«Il calo è un segnale importante», osserva la parlamentare, sottolineando come i dati consentano per la prima volta di distinguere anche questa nuova fattispecie.

Crescono gli ammonimenti per violenza domestica

Per Semenzato, tuttavia, il dato sulle vittime non può essere separato dal lavoro che precede i fatti più gravi.

Gli ammonimenti del questore risultano complessivamente in crescita del 10,7%. All’interno di questo dato, quelli per violenza domestica aumentano del 24,1%, mentre gli ammonimenti per stalking registrano una diminuzione del 12,3%.

Numeri che, secondo la presidente della Commissione, devono spingere a rafforzare l’azione preventiva e la capacità di riconoscere tempestivamente le situazioni di rischio.

«Riconoscere i reati spia»

Uno dei punti sui quali Semenzato insiste maggiormente riguarda proprio i comportamenti che possono precedere episodi di violenza più grave.

«Solo facendo rete si possono prevenire e reprimere i cosiddetti reati spia, spesso veri e propri campanelli d’allarme di fatti ben più gravi», afferma.

Il riferimento è alla necessità di un coordinamento tra istituzioni, forze dell’ordine, magistratura, servizi e tutti i soggetti che possono intercettare una condizione di pericolo prima che degeneri.

Per la parlamentare veneziana diventa quindi fondamentale investire non soltanto negli strumenti repressivi, ma anche nella formazione specifica di chi è chiamato a intervenire.

Formazione obbligatoria e prevenzione

Semenzato ricorda che la legge 181 del 2025 ha reso obbligatoria la formazione specifica nel contrasto alla violenza sulle donne.

«Affrontare la violenza contro le donne richiede grande attenzione, competenza e formazione», evidenzia, aggiungendo che parallelamente deve essere potenziato tutto il sistema della prevenzione.

L’obiettivo è intervenire prima che le situazioni di controllo, minaccia, violenza domestica o persecuzione possano trasformarsi in episodi ancora più gravi.

Tre anni di lavoro della Commissione

Nel tracciare un bilancio dell’attività parlamentare, Semenzato richiama anche il lavoro svolto dalla Commissione che presiede.

In tre anni sono state realizzate 6 relazioni, per complessive 1.310 pagine di inchieste, dalle quali sono emersi 71 punti di indirizzo.

Un’attività che, secondo la presidente, ha contribuito a costruire un percorso condiviso sul fronte della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere.

«È fondamentale tutelare le donne», conclude Semenzato. Il miglioramento di alcuni indicatori rappresenta dunque un segnale positivo, ma per la presidente della Commissione la priorità resta la stessa: intercettare i segnali di pericolo prima che la violenza arrivi alle sue conseguenze più estreme.

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