Festival Biblico a Conegliano, quattro giorni sul tema del limite
Dal 7 al 10 maggio la 22ª edizione con ospiti, incontri gratuiti, spettacoli, concerti e passeggiate tra Convento, Duomo e Sala dei Battuti.
CONEGLIANO - Quindici appuntamenti in quattro giorni, con quasi quaranta ospiti e un tema che attraversa filosofia, fede, società, politica, educazione, sport e comunicazione. Il Festival Biblico della diocesi di Vittorio Veneto torna a Conegliano dal 7 al 10 maggio per la sua 22ª edizione, la seconda consecutiva in città, con un programma costruito attorno al titolo “Il Potere del Limite”.
La rassegna, patrocinata dal Comune di Conegliano e curata da La Chiave di Sophia, avrà come luoghi principali il Convento di San Francesco, il Duomo di San Leonardo e la Sala dei Battuti. Tutti gli eventi sono gratuiti.
Il tema dell’edizione
Il filo conduttore scelto per quest’anno mette in relazione potere e limite, provando a leggere il limite non solo come confine o impedimento, ma anche come elemento capace di aprire domande sulla responsabilità individuale e collettiva. Il programma affronta il tema da prospettive diverse: spirituale, educativa, antropologica, sociale, artistica e geopolitica.
Tra i nomi annunciati figurano Mariangela Gualtieri, Edoardo Camurri, Nicolò Govoni, Maura Gancitano, Enrico Galiano e padre Guidalberto Bormolini. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è parlare a un pubblico ampio, religioso e laico, mantenendo il legame con il testo biblico ma mettendolo in dialogo con le questioni della contemporaneità.
L’apertura al Convento di San Francesco
L’inaugurazione è prevista giovedì 7 maggio alle 18 al Convento di San Francesco. A prendere la parola sarà Edoardo Camurri, giornalista, scrittore e conduttore, in dialogo con il vescovo della diocesi di Vittorio Veneto, mons. Riccardo Battocchio. Al centro dell’incontro ci sarà la natura ambivalente del limite, inteso anche come possibilità generativa.
Sempre giovedì, alle 21, il programma proseguirà con padre Guidalberto Bormolini e Ines Testoni, entrambi docenti del master in Death Studies & The End of Life dell’Università di Padova. Il confronto entrerà nel tema della morte come limite ultimo, uno dei passaggi più delicati dell’intera edizione.
Gli ospiti e gli incontri principali
Venerdì 8 maggio alle 18, ancora al Convento di San Francesco, Alessandra Morelli, Giacomo Marramao e Tiziana Bagatella affronteranno il rapporto tra limite, politica e società. In serata, alle 21, spazio alla poesia con “Rito sonoro”, spettacolo con versi e voce recitante di Mariangela Gualtieri e musica elettronica di Lemmo.
Sabato 9 maggio alle 11 il programma guarderà allo sport con la campionessa di basket Giorgia Sottana e il campione paralimpico di tiro con l’arco Paolo Tonon, moderati dalla psicologa dello sport Roberta Ioppi. Lo sport diventa così uno dei linguaggi scelti dal Festival per interrogare il rapporto tra capacità, fragilità, regole e superamento dei limiti.
Nel pomeriggio di sabato, alle 18, Maura Gancitano sarà protagonista di un dialogo sul limite come atto di resistenza nella società contemporanea. Domenica 10 maggio alle 18 toccherà invece a Enrico Galiano e Susy Zanardo, impegnati in una riflessione sul rapporto tra potere ed educazione, tra autorità, dominio e responsabilità.
Tra gli appuntamenti più attesi c’è anche lo spettacolo dedicato alla storia di Nicolò Govoni, scrittore e attivista per i diritti umani, presidente e CEO di Still I Rise, candidato nel 2020 al Premio Nobel per la Pace.
Bibbia, fedi e comunicazione
Due gli incontri biblici del format “Giorno e notte”, entrambi al Convento di San Francesco. Sabato 9 maggio alle 16.30 la teologa e biblista Rosalba Manes guiderà l’incontro “Una donna forte chi potrà trovarla?”. Domenica 10 maggio, sempre alle 16.30, il biblista Maurizio Girolami proporrà una riflessione sulla Croce come luogo in cui fragilità ed eternità si incontrano.
Il programma comprende anche l’incontro speciale “Geografia delle fedi”, dedicato quest’anno ai territori balcanici. Interverranno Daniele Bombardi, responsabile Caritas in Bosnia, e lo scrittore Andrea Mella, in un confronto sul rapporto tra cattolici, ortodossi e musulmani in un’area segnata da convivenze secolari e fratture profonde.
Domenica 10 maggio alle 15, in Sala dei Battuti, la giornalista Assunta Corbo e il teologo e comunicatore Manuel Belli affronteranno il tema del limite nella comunicazione. L’incontro sarà moderato da don Alessio Magoga, direttore de L’Azione, ed è aperto anche ai crediti dell’Ordine dei giornalisti.
Musica, meditazioni e passeggiate
La musica avrà un ruolo centrale nella chiusura del Festival. Domenica 10 maggio alle 21, nel Duomo di San Leonardo, è in programma “Francesco d’Assisi. Il coraggio di diventare piccoli”, concerto con la voce recitante di Livio Vianello, le voci soliste di Elvira Cadorin e Alberto Stefan, l’Orchestra KiARA e il Coro Diverse Voci diretto da Marco Fontanive.
La giornata conclusiva si aprirà già alle 7.30 con una meditazione affidata a don Paolo Scquizzato e al violino di Francesco Marcuzzo, a partire dalle parole del Libro del Qoelet. Alle 10 è prevista invece una passeggiata verso il castello di Conegliano con frate Danilo Salezze, accompagnato dalla chitarra di Mauro Serafin, sul tema dell’abitare la Terra con gratitudine.
Il Festival e il territorio
Il Festival Biblico è un progetto promosso dalla Diocesi di Vicenza e dalla Società San Paolo. Vi aderiscono le diocesi di Verona, Padova, Adria-Rovigo, Vittorio Veneto, Treviso, Chioggia, Alba e le arcidiocesi di Catania e Genova. La diocesi di Vittorio Veneto partecipa dal 2017, mentre Conegliano ospita la rassegna per il secondo anno consecutivo.
Secondo i dati forniti dagli organizzatori, l’edizione nazionale 2025 si è chiusa con 20.406 presenze, 194 eventi in 50 giorni, 377 ospiti, 96 sedi utilizzate, 103 partner culturali e 48 media partner locali. Per l’appuntamento coneglianese-vittoriese, l’organizzazione segnala prenotazioni già attive e alcuni eventi esauriti a pochi giorni dall’apertura.
Il sindaco Fabio Chies e l’assessore Cristina Sardi sottolineano il ruolo assunto da Conegliano come sede del Festival e il valore di un programma costruito attorno a parole considerate centrali per leggere il presente. Elena Casagrande, presidente de La Chiave di Sophia, evidenzia invece la crescita rispetto all’anno precedente, con due appuntamenti in più e nuovi partner a sostegno della rassegna.
Per il vescovo Riccardo Battocchio, la presenza del Festival nel territorio della diocesi risponde al desiderio della Chiesa locale di rimettere al centro le Scritture e di proporle come occasione di confronto culturale e spirituale aperta a tutti.