Personale carente e fondi incerti in Veneto, Nursing Up: "Servono risposte subito”

Sanità Veneto, Nursing Up denuncia stallo e carenza personale: chiesto incontro urgente alla Regione.

28 aprile 2026 11:17
Personale carente e fondi incerti in Veneto, Nursing Up: "Servono risposte subito” -
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VENETO - Sconcerto per l’incomprensibile silenzio. Il sindacato Nursing Up Veneto denuncia lo stallo dell’Area Sanità Regione Veneto e la mancanza di segnali concreti di avvio di un confronto con le organizzazioni sindacali per affrontare le numerose criticità del sistema sanitario regionale.

Alla luce di questo clima di incertezza, che si riflette negativamente anche sulle Aziende e sugli operatori sanitari, Nursing Up Veneto torna a chiedere con forza alla Regione la convocazione del tavolo regionale del comparto sanità, già formalmente sollecitato a inizio aprile. A sei mesi dall’appuntamento elettorale, infatti, non si registrano passi avanti né interlocuzioni strutturate, nonostante le tante difficoltà che affliggono il sistema sanitario regionale.

Dichiara Guerrino Silvestrini, referente regionale Nursing Up Veneto: «È assolutamente prioritario delineare una strategia complessiva per affrontare la carenza di personale, garantire una gestione efficace del piano ferie estivo e definire con chiarezza la ripartizione delle risorse disponibili. La Regione deve mettere le carte in tavola sulle scelte organizzative e finanziarie, aprendo un confronto trasparente e strutturato con i sindacati sulla questione infermieristica. Per questo torniamo a chiedere un incontro urgente con la nuova direzione strategica della sanità regionale, con l’assessore Gino Gerosa e il direttore Giancarlo Ruscitti».

Rimane infatti ancora incerta la conferma e la ripartizione dei fondi destinati alle prestazioni aggiuntive, uno strumento essenziale per garantire la tenuta dei servizi durante il periodo estivo, in concomitanza con l’attivazione del piano ferie. Parallelamente, non è stata chiarita la distribuzione delle risorse previste dal piano di attrattività per il 2026, pari a 51 milioni di euro, che dovrebbero essere suddivise tra area medica e area del comparto ma che, allo stato attuale, restano prive di una definizione operativa.

A preoccupare ulteriormente è la cronica carenza di personale, una criticità ormai strutturale che continua ad aggravarsi negli ospedali veneti: i nuovi ingressi non sono sufficienti a coprire i fabbisogni reali e le aziende sanitarie si trovano a gestire attività e servizi con organici sempre più ridotti, con un impatto negativo sulla qualità dell’assistenza e sulle condizioni di lavoro.

In questo quadro già complesso si inserisce anche l’imminente apertura delle Case di Comunità, che vede le ULSS impegnate senza disporre di un modello organizzativo chiaro né di risorse dedicate. Il rischio, evidenziato anche in occasione di un recente incontro con l’Ulss 2 di Treviso, è quello di sottrarre personale ai reparti ospedalieri per destinarlo alle nuove realtà territoriali, aggravando una situazione già critica nelle unità operative.

Conclude Silvestrini: «Il protrarsi del silenzio istituzionale rischia di compromettere ulteriormente l’equilibrio del sistema sanitario regionale. Oggi più che mai, in un contesto di forte sofferenza, servono dialogo, confronto e programmazione per individuare soluzioni a favore della tenuta del nostro servizio, fornendo risposte adeguate a professionisti e cittadini. È giunta, peraltro, una convocazione per la presentazione del nuovo direttore dell’area Sanità e Sociale, il dottor Ruscitti, prevista per il 4 maggio, dove non mancheremo di auspicare e sollecitare una accelerazione nelle decisioni quanto mai necessarie alla concretezza e ai risultati».

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