Come funziona Fight As One a Trieste e chi può partecipare?

Il progetto della Pallacanestro Trieste unisce basket, doposcuola e pasti condivisi fino a giugno 2027. Non è un corso con iscrizione libera: i 25 partecipanti sono individuati con le scuole.

04 novembre 2026 22:11
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TRIESTE – Fight As One: Siamo tutti campioni non è un corso di basket al quale ci si iscrive liberamente. È un percorso annuale rivolto a 25 studenti e studentesse della scuola secondaria di primo grado e delle prime classi delle superiori, individuati con la collaborazione dell’Ufficio scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia. Da ottobre 2026 a giugno 2027 mette insieme due allenamenti alla settimana al PalaTrieste, aiuto compiti, momenti di alimentazione condivisa e alcune uscite sul territorio.

Per una famiglia la distinzione conta: l’iniziativa può essere una risorsa concreta quando un ragazzo o una ragazza non frequenta con continuità un’attività sportiva o rischia di restare ai margini dei circuiti agonistici, ma non è previsto un modulo pubblico di adesione né una quota d’iscrizione comunicata al pubblico. La selezione dei partecipanti è già avvenuta nel raccordo fra progetto e scuola. Chi cerca un’attività sportiva aperta a tutti deve quindi orientarsi verso associazioni, corsi e impianti del territorio; chi invece vuole capire se esistano percorsi di supporto adatti alla situazione del proprio figlio dovrebbe partire dalla scuola, senza promettere ai ragazzi un posto che non risulta disponibile.

Che cos’è Fight As One e perché non coincide con una squadra giovanile

Il progetto è promosso dalla Pallacanestro Trieste attraverso l’associazione Il Cuore in Campo Pallacanestro Trieste ODV. Il suo obiettivo non è costruire una selezione di atleti né misurare i risultati in campionato: è offrire un luogo stabile di movimento, relazioni e sostegno allo studio a giovani che praticano poco sport o possono sentirsi esclusi dalle attività tradizionali.

La società ha comunicato il riavvio della terza edizione nella propria area Community. Il modello è riconoscibile anche rispetto all’anno passato: allora il programma coinvolgeva 30 ragazzi; per il 2026-2027 i partecipanti indicati sono 25. Non è un dettaglio burocratico, ma il motivo per cui non sarebbe corretto presentarlo come una palestra aperta senza limiti di accesso.

Il basket resta il punto di partenza, ma l’esperienza è più ampia. Nel percorso entrano attività fisica guidata, socializzazione, supporto didattico, attenzione al cibo e una presenza educativa continuativa. È una formula diversa sia da un allenamento settimanale acquistato da una famiglia, sia dal normale programma di educazione motoria svolto in classe. Nel quadro regionale, le scuole del FVG hanno anche un programma specifico per sport e motoria: qui i dettagli sui fondi e sulle adesioni degli istituti per il 2026-2027. Fight As One è però un progetto mirato, con gruppo ristretto e attività fuori dall’orario scolastico.

Chi sono i 25 partecipanti

La fascia interessata comprende ragazze e ragazzi delle scuole secondarie di primo grado e le prime classi della secondaria di secondo grado. La scelta avviene grazie alla collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale FVG: questo significa che il canale di intercettazione è la rete scolastica e non una richiesta diretta alla biglietteria del club o alla segreteria del PalaTrieste.

Il criterio spiegato dal progetto riguarda giovani che non praticano sport con continuità oppure rischiano di restare esclusi dai percorsi sportivi più tradizionali. Non viene pubblicato un elenco di requisiti, non è annunciata una graduatoria aperta e non sono indicati punteggi, soglie economiche o diagnosi necessarie. Da qui una cautela utile: non bisogna trasformare una descrizione generale in una certificazione richiesta alle famiglie. Le informazioni diffuse non autorizzano a dire che il programma sia destinato esclusivamente a studenti con disabilità, con Dsa, con Bes o con determinate condizioni economiche.

In Friuli Venezia Giulia restano attivi anche interventi pubblici più ampi sull’inclusione scolastica; Nordest24 ha spiegato, per esempio, le misure regionali per disabilità, Bes e Dsa nell’anno 2026-2027. Sono strumenti diversi e non sostituiscono Fight As One, né Fight As One sostituisce il sostegno scolastico o sanitario previsto nei singoli casi. La cosa più corretta è tenere separati i piani: il progetto biancorosso lavora sull’inclusione attraverso sport e accompagnamento; i servizi scolastici e territoriali rispondono a bisogni e procedure proprie.

Attività, durata e impegno settimanale

L’edizione in corso dura da ottobre 2026 a giugno 2027. I partecipanti frequentano due allenamenti settimanali di un’ora e mezza, condotti da tecnici selezionati dalla Pallacanestro Trieste negli spazi del PalaTrieste. In termini pratici, sono tre ore alla settimana dedicate allo sport: un impegno regolare, non un laboratorio occasionale.

Alla parte sportiva si affianca l’Officina dei compiti. Dopo gli allenamenti, gli studenti possono contare su un’ora e mezza di doposcuola, con due insegnanti, quattro volontari e tre persone del servizio civile. Il supporto dichiarato è di tre ore settimanali. Per genitori e docenti è un elemento sostanziale: la proposta non chiede di scegliere tra compiti e palestra, ma costruisce un pomeriggio nel quale i due aspetti sono collegati.

È confermato anche Aggiungi un posto a tavola, il programma che prevede pasti sani ed equilibrati preparati dalla chef della società, con attenzione alle esigenze individuali. Il pranzo o la merenda non sono un dettaglio accessorio: diventano uno spazio di conversazione e condivisione, talvolta con la presenza dei giocatori della prima squadra. Questo non va però letto come un servizio mensa da prenotare per esterni: è parte dell’esperienza riservata al gruppo.

La terza edizione aggiunge due elementi. Fight As One – Field Trip prevede fino a tre escursioni giornaliere alla scoperta del Friuli Venezia Giulia; date, mete e modalità di partecipazione non sono state rese pubbliche, quindi le famiglie dei partecipanti dovranno attendere le comunicazioni degli organizzatori. Fight As One – Honor Roll è invece un software con cui studenti, scuola e organizzazione possono seguire obiettivi e progressi, puntando sul rinforzo positivo. Anche qui non è un’applicazione disponibile per l’uso autonomo di qualunque famiglia.

Cosa può fare una famiglia interessata

Se un ragazzo frequenta già una delle scuole coinvolte, il primo interlocutore non è un modulo online generico ma il coordinatore di classe, un docente di riferimento o la segreteria dell’istituto. La domanda utile non è “posso prenotare un posto?”, perché non risulta una raccolta pubblica di domande; è piuttosto se la scuola conosca iniziative territoriali di sport, doposcuola o inclusione compatibili con il bisogno concreto dello studente.

È utile descrivere in modo semplice la situazione: difficoltà a mantenere un’attività nel tempo, bisogno di un doposcuola, isolamento dal gruppo dei pari, necessità di un contesto non competitivo. La scuola può indicare i canali interni appropriati o altre opportunità del territorio, nel rispetto della riservatezza. Il passaggio evita due equivoci: consegnare dati sensibili a soggetti non competenti e confondere un progetto selettivo con una prestazione alla quale si ha diritto automatico.

Per chi ha già ricevuto un invito, la preparazione pratica è più lineare: verificare giorni e orari assegnati, modalità di arrivo e rientro, eventuali autorizzazioni per le uscite, esigenze alimentari da segnalare e materiali richiesti per l’attività. Poiché le comunicazioni pubbliche non indicano calendario settimanale, costi o dotazione personale, non è corretto fissare qui dettagli che devono arrivare direttamente dall’organizzazione. È invece ragionevole annotare subito i due allenamenti e le ore di doposcuola, così da non sovrapporli a terapie, trasporti, altri corsi o impegni familiari.

Il PalaTrieste come spazio educativo, non soltanto di gara

Il progetto si svolge al PalaTrieste, nell’area di Valmaura. Per molti ragazzi il palazzetto è associato alle partite della prima squadra; in questo caso diventa uno spazio quotidiano di apprendimento. La presenza di tecnici, insegnanti e volontari serve proprio a rendere più continui il movimento, il rapporto con i compagni e lo studio.

Il legame fra società e territorio non nasce oggi. A Borgo San Sergio, per esempio, è stato inaugurato il playground con il primo campo di baskin all’aperto della città: il progetto Playground Revolution e il suo carattere inclusivo raccontano un’altra iniziativa, aperta però su un terreno diverso. Il paragone aiuta a capire che le attività della stessa rete possono avere regole di accesso differenti: un campo pubblico, una proposta scolastica e un gruppo educativo annuale non funzionano nello stesso modo.

Le informazioni da ricordare

Fight As One è attivo fino a giugno 2027 per 25 giovani già individuati attraverso la collaborazione con le scuole e l’Ufficio scolastico regionale. Prevede due allenamenti da un’ora e mezza, tre ore di supporto allo studio alla settimana, pasti condivisi e fino a tre escursioni nel territorio regionale. Non risultano, alla data del 4 novembre, iscrizioni aperte, una tariffa pubblica o un calendario di accesso per esterni.

La risposta più utile, quindi, è netta: non si può chiedere un posto come per un normale corso di basket. Una famiglia che ritiene importante un percorso di questo tipo può parlarne con la scuola del proprio figlio o della propria figlia e informarsi sulle risorse territoriali effettivamente disponibili. Per i 25 partecipanti già inseriti, l’opportunità è un anno di sport e studio nello stesso luogo, con l’obiettivo di rendere più stabile la partecipazione e non di selezionare futuri campioni.

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