Filanda Banfi, tre scenari per il recupero a Dignano
Lo studio valuta un polo culturale, servizi alla comunità e un polo per agroalimentare e innovazione.
Presentato a Dignano il progetto di rigenerazione in scala sovracomunale
Dignano, 3 novembre - "Il progetto di recupero della Filanda Banfi è particolarmente interessante perché restituisce una prospettiva a un'architettura di grande valore storico e suggestione, che ha perso la propria funzione originaria ma rappresenta ancora una testimonianza significativa della storia produttiva di questo territorio".
È il concetto espresso dal vice governatore con delega alla Cultura Mario Anzil e dall'assessore regionale a Infrastrutture e territorio Cristina Amirante a margine della presentazione, oggi a Dignano, del Progetto di recupero e rigenerazione urbana della storica Filanda Banfi.
Il progetto di recupero della Filanda Banfi
Con il titolo "Il risveglio del Gigante", il progetto restituisce la centralità della storica filanda per la comunità di Dignano, come ha spiegato il sindaco della cittadina Giambattista Turridano.
"La sfida di immaginare una nuova funzione per un edificio storico e simbolico come questo è difficile ma necessaria. Apprezzo il metodo e il lavoro pregevole che l'Amministrazione comunale ha condotto per individuare i possibili scenari di conversione e utilizzo, dando priorità ad una soluzione che sia sostenibile economicamente e che restituisca un valore aggiunto allo sviluppo futuro del territorio" ha sottolineato Anzil. "Pur conservando la testimonianza del passato, della storia e dell'identità di questo luogo, credo che la progettazione debba orientarsi alla destinazione che più crea servizi funzionali alla comunità di Dignano e concretamente realizzabili".
Lo studio di fattibilità per il recupero e la rifunzionalizzazione della storica Filanda Banfi di Dignano, elaborato dall'architetto Claudia Marcon di Stradivarie Architetti Associati, analizza le caratteristiche storiche, architettoniche e dimensionali del complesso, che si estende su un'area di 12mila metri quadrati, con 3.609 metri quadrati coperti e oltre 12mila metri cubi di volume. La ricerca individua tre possibili scenari di sviluppo: un polo culturale e museale, un sistema integrato di servizi alla persona e alla comunità e un polo dedicato alla filiera agroalimentare e all'innovazione. Le ipotesi costituiscono una base strategica per orientare le future scelte dell'Amministrazione comunale.
"La rigenerazione urbana può trasformare luoghi non più utilizzati in nuove opportunità per le comunità, recuperandone il valore e immaginandone funzioni capaci di guardare al futuro" ha evidenziato Amirante, secondo cui il progetto di Dignano si inserisce appieno nel nuovo Piano di governo del territorio e nella nuova stagione della pianificazione regionale: "L'adozione del nuovo Piano di governo del territorio segna un passaggio storico per il Friuli Venezia Giulia. Dopo 48 anni, superiamo uno strumento che ha accompagnato la ricostruzione post-terremoto e la trasformazione della nostra regione in un sistema manifatturiero, logistico e produttivo di primo piano. Oggi dobbiamo aprire una nuova fase, dotandoci di strumenti adeguati per affrontare le sfide della rigenerazione urbana e territoriale, a partire dal recupero di un patrimonio di archeologia industriale e di architetture militari dismesse che attende da tempo nuove prospettive di sviluppo".
"Interventi di questa dimensione - ha osservato Amirante - difficilmente possono essere affrontati da un singolo Comune, soprattutto quando si tratta di individuare nuove funzioni per spazi così ampi e complessi. È necessario ragionare su una scala territoriale più vasta, mettendo allo stesso tavolo Comuni, Regione e mondo economico e imprenditoriale. Il nuovo governo del territorio mette a disposizione strumenti innovativi, come la perequazione e la compensazione urbanistica, che possono favorire questo lavoro condiviso, valutando opportunità e criticità e costruendo le condizioni per trasformare patrimoni oggi inutilizzati in nuove occasioni di sviluppo".
Il percorso di recupero ha già visto un primo intervento, concluso nel maggio 2025, per la riqualificazione energetica della copertura della filanda, finanziato dalla Regione con 1,1 milioni di euro. Per il recupero dell'ex Galettiera, destinata a diventare una struttura per persone anziane, nel 2025 è stato inoltre concesso un contributo regionale di 2 milioni di euro.
La prossima fase riguarda il ripristino sismico dell'intero corpo di fabbrica. Il Comune è impegnato nella ricerca di ulteriori risorse regionali, statali ed europee per completare la rigenerazione dell'intero complesso.