Fine vita, domani il Consiglio veneto in Aula: Pellegrino incalza il Fvg

La consigliera Avs chiede procedure chiare sui diritti già sanciti dalla Consulta e richiama il vuoto legislativo nazionale.

31 agosto 2026 13:05
Fine vita, domani il Consiglio veneto in Aula: Pellegrino incalza il Fvg -
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TRIESTE - Alla vigilia dell'approdo in Aula del Consiglio regionale del Veneto della proposta di legge sul suicidio medicalmente assistito, la consigliera regionale del Friuli Venezia Giulia Serena Pellegrino, esponente di Alleanza Verdi e Sinistra, indica quel passaggio come un banco di prova politico e istituzionale che riguarda anche il Fvg.

Per Pellegrino il confronto previsto domani, 1 settembre 2026, a Palazzo Ferro Fini non va letto come uno scontro identitario, ma come una risposta attesa da chi affronta patologie irreversibili e sofferenze giudicate intollerabili. Il punto centrale, secondo la consigliera, è dare applicazione ai diritti già riconosciuti dalla Corte Costituzionale, fissando tempi certi e procedure chiare.

Il nodo del voto in Veneto

Nel suo intervento, Pellegrino auspica che in Veneto il dibattito si sviluppi con toni costruttivi, capaci di tenere insieme sensibilità politiche diverse. Richiama anche la posizione espressa dal presidente del Consiglio regionale del Veneto Luca Zaia, indicando come decisivo il nucleo del provvedimento: garantire un percorso definito per l'accesso al suicidio medicalmente assistito nei casi previsti dalla giurisprudenza costituzionale.

Secondo la consigliera regionale di Avs, la discussione non riguarda solo un tema etico, ma il rapporto tra libertà individuale e responsabilità delle istituzioni, tra progresso della medicina e limite delle cure, tra diritto, coscienza, dignità e sofferenza.

Il richiamo al Friuli Venezia Giulia

Pellegrino allarga poi il ragionamento al contesto regionale friulano. A suo avviso, in Friuli Venezia Giulia non è ancora stata compresa fino in fondo la portata del confronto che si apre in Veneto. Per questo torna a richiamare la lettera aperta inviata da Zaia ai cittadini veneti e sostiene che il passaggio in Aula possa rappresentare uno stimolo anche per la politica del Fvg.

Nel suo ragionamento pesa soprattutto il vuoto legislativo nazionale. Pellegrino accusa il Parlamento di non aver ancora affrontato il tema, lasciando alle Regioni il compito di intervenire su una materia che tocca diritti individuali, organizzazione sanitaria e responsabilità pubbliche.

Cure palliative e obiezione di coscienza

Tra gli elementi che la consigliera considera centrali nel percorso di mediazione in corso ci sono l'integrazione delle cure palliative e la tutela della libertà di coscienza del personale sanitario. Due aspetti che, nelle sue parole, sono indispensabili per arrivare a una sintesi condivisa.

Pellegrino insiste sul fatto che il tema non possa essere ridotto a una contrapposizione ideologica. La questione, sostiene, riguarda il diritto di ogni persona a scegliere come affrontare l'ultimo tratto della propria vita quando si trova di fronte a condizioni irreversibili e a sofferenze non più tollerabili.

L'appello alla maggioranza di Centrodestra in Fvg

In chiusura, la consigliera di Alleanza Verdi e Sinistra dice di guardare con fiducia al dibattito veneto, auspicando che il confronto in Aula possa servire da impulso sia ai parlamentari nazionali sia alla maggioranza di Centrodestra del Friuli Venezia Giulia. Per Pellegrino si tratta di una scelta che, sul piano politico e legislativo, non può più attendere.

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