Fine vita, tre proiezioni in Friuli Venezia Giulia: il 30 luglio si parte da Turriaco
Il documentario Lasciatemi morire ridendo farà tappa anche a San Vito al Tagliamento e Palmanova.
TURRIACO - Parte da Turriaco il 30 luglio 2026 un ciclo di proiezioni in Friuli Venezia Giulia del documentario “Lasciatemi morire ridendo”, dedicato alla vicenda di Stefano Gheller e al tema dell’autodeterminazione nel fine vita. Dopo la prima data isontina sono previsti altri due appuntamenti, a San Vito al Tagliamento e Palmanova.
L’iniziativa riporta al centro un tema che in regione ha avuto negli anni un peso giuridico e civile particolare. Il documentario racconta la storia di Gheller, che in Veneto aveva ottenuto l’autorizzazione ad accedere al suicidio medicalmente assistito ma aveva poi deciso di non usufruirne, continuando invece la sua battaglia perché anche altre persone, a partire dalla sorella, potessero avere la possibilità di scegliere.
Le date annunciate in Friuli Venezia Giulia
Al momento sono state indicate tre tappe in regione: la prima a Turriaco, 30 luglio 2026, quindi un appuntamento a San Vito al Tagliamento e uno a Palmanova. Non sono stati ancora diffusi nel dettaglio gli orari delle due date successive.
L’obiettivo delle proiezioni è riaprire il dibattito pubblico sul fine vita attraverso una vicenda personale che, secondo i promotori, mostra come la possibilità di scegliere possa avere anche un valore terapeutico, restituendo dignità e serenità a chi si trova in condizioni di sofferenza.
Perché il tema tocca da vicino la regione
Il Friuli Venezia Giulia viene indicato come una regione simbolo in questa battaglia. Il riferimento è innanzitutto alla vicenda di Eluana Englaro, considerata uno dei passaggi che hanno contribuito all’approvazione della legge sulle disposizioni anticipate di trattamento nel 2017 e, in seguito, alla sentenza della Corte costituzionale sul suicidio assistito.
Tra i casi più recenti vengono richiamati quello di Anna, che ha potuto accedere al suicidio medicalmente assistito in regione, e quello di Martina Oppelli, costretta invece a recarsi in Svizzera dopo il diniego da parte di ASUGI.
Il nodo politico e le firme raccolte
Al centro dell’iniziativa c’è anche il confronto ancora aperto sul piano legislativo. In Friuli Venezia Giulia il Consiglio regionale ha bocciato la proposta di legge d’iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni e dalle cellule territoriali nell’ambito della campagna Liberi Subito FVG, che nel 2023 aveva raccolto oltre 8.200 firme.
Secondo i promotori, quella scelta era stata motivata con una pregiudiziale di incostituzionalità legata alla competenza regionale. Una lettura che viene però considerata superata dopo la decisione della Corte costituzionale sulla legge regionale della Toscana in materia di fine vita, giudicata nel complesso legittima.
Nel quadro più ampio, i coordinatori dell’iniziativa ricordano anche gli oltre 33.000 firmatari friulani del referendum per l’Eutanasia Legale promosso nel 2021. La richiesta politica resta quella di una risposta concreta alle persone che chiedono una disciplina chiara sul fine vita, mentre a livello nazionale il Parlamento non ha ancora approvato una legge condivisa sul tema.
La storia di Stefano Gheller
Il documentario prende le mosse dalla vicenda di Stefano Gheller, diventata negli anni uno dei casi più noti nel dibattito italiano. Il punto centrale non è soltanto l’accesso al suicidio medicalmente assistito, ma il significato della libertà di scelta per chi affronta malattie o sofferenze irreversibili.
Secondo gli organizzatori, proprio questa esperienza dimostra come la consapevolezza di poter decidere del proprio fine vita possa incidere in modo profondo sulla qualità della vita della persona. Le tre proiezioni annunciate in Friuli Venezia Giulia si inseriscono quindi in un percorso di informazione e mobilitazione pubblica che nei prossimi mesi toccherà Turriaco, San Vito al Tagliamento e Palmanova.