Fine vita, in Consiglio Veneto il M5S chiede una legge regionale in attesa dello Stato
In Consiglio regionale l'intervento del capogruppo M5S Flavio Baldan sul disegno di legge di iniziativa popolare.
VENEZIA - Il Veneto torna a discutere di fine vita in Consiglio regionale, con il confronto in aula sul disegno di legge di iniziativa popolare che punta a definire una cornice regionale in attesa di un intervento del Parlamento nazionale. Nel dibattito è intervenuto il capogruppo del Movimento 5 Stelle Flavio Baldan, che ha rivendicato la necessità di garantire diritti e libertà ai cittadini veneti anche in assenza di una legge statale.
Secondo Baldan, la Regione si sta assumendo una responsabilità che finora il Parlamento, a suo dire, non ha affrontato. Il consigliere ha sostenuto che, dopo la sentenza della Corte Costituzionale, il tema non può restare fermo e che anche il Veneto, come già altre Regioni, ha scelto di misurarsi con la materia per offrire un riferimento normativo e politico in attesa di una disciplina nazionale. Un passaggio che si inserisce nel confronto più ampio aperto anche sul fronte del Consiglio veneto in Aula.
Il nodo politico e istituzionale
Nel suo intervento, Baldan ha detto di parlare "da cittadino, prima ancora che da rappresentante delle istituzioni", spiegando che l'obiettivo del percorso legislativo è garantire diritti di libertà a tutti i cittadini del Veneto, compresi coloro che non condividono questa strada o avrebbero preferito un impianto diverso.
Per l'esponente del M5S, il punto centrale è evitare che su un tema così delicato si creino regole differenti da una Regione all'altra senza una scelta chiara dello Stato. Da qui la richiesta che il Parlamento affronti direttamente la materia, mentre il Veneto prova nel frattempo a dotarsi di una disciplina che, nelle intenzioni dei promotori, possa rappresentare anche un modello di riferimento.
Il richiamo alla dignità della persona
Entrando nel merito, Baldan ha richiamato l'esperienza quotidiana di chi vive accanto a persone malate, anche in condizioni gravi e incurabili, per ragioni familiari, personali o di lavoro. Nel suo intervento ha sottolineato che il confronto sul fine vita non può tradursi nell'imposizione di sofferenze che ha definito intollerabili.
Nello stesso passaggio, il consigliere ha rivolto un saluto ad Alessandro Di Battista, con l'augurio di rivederlo presto in Italia e in salute, e ha ringraziato il personale sanitario del Veneto per la professionalità dimostrata in casi simili.
Il riferimento a Basaglia
Baldan ha poi allargato il ragionamento alla condizione delle persone che affrontano malattie gravi, osservando come la società contemporanea, pur capace di grandi progressi sul piano civile ed evolutivo, resti spesso fragile nel dare risposte complete a chi rischia di perdere fiducia nella medicina e nella vita.
A sostegno del suo intervento ha citato Franco Basaglia, veneziano e figura centrale della psichiatria contemporanea, ricordando l'idea secondo cui nessuna persona coincide con la propria malattia. Per Baldan, questo significa riportare al centro la persona, la sua storia, le relazioni, il contesto di vita, i diritti e le possibilità.
Su questa base, il capogruppo M5S ha spiegato che il tentativo della Regione è quello di individuare una disciplina corretta per affrontare la materia in modo, ha detto, degno di un Paese civile. La conclusione del suo intervento è stata netta: il Veneto, ha affermato, si assume oggi la propria responsabilità fino a quando lo Stato non farà la propria parte, senza scegliere al posto delle persone ma puntando a tutelarne dignità e libertà.