Folkest 2026, il 4 luglio a San Daniele i Perturbazione rileggono De André
Sabato 4 luglio 2026 una giornata tra incontri, spettacoli e showcase dei cinque finalisti, poi alle 21.30 il live dedicato a Fabrizio De
SAN DANIELE DEL FRIULI - Sabato 4 luglio 2026 Folkest concentra a San Daniele del Friuli una delle sue giornate più dense: incontri culturali, appuntamenti per il settore musicale, uno spettacolo per famiglie, gli showcase dei cinque finalisti del Premio Alberto Cesa e, in chiusura, il concerto dei Perturbazione dedicato a Fabrizio De André. Il live serale è in programma alle 21.30 in piazza Pellegrino con “La Buona Novella live”.
Il programma mette al centro la 22ª edizione del Premio Alberto Cesa, sezione dedicata alla nuova scena del folk e della canzone d’autore italiana. I finalisti sono cinque, selezionati tra oltre 150 candidature arrivate da tutta Italia, e si alterneranno durante la giornata sui palchi del festival. Il vincitore sarà annunciato domenica 5 luglio.
Il programma della mattina tra Biblioteca Guarneriana e San Antonio Abate
La giornata si apre alle 10.30 alla Biblioteca Guarneriana con “S’Istoria infinida. Canzone d’autore in Sardegna”, incontro curato dal giornalista e critico musicale Felice Liperi insieme a Duccio Pasqua, dedicato alla storia e all’evoluzione della canzone d’autore nell’isola.
Alle 11.40, nella chiesa di San Antonio Abate, parte il primo showcase del Premio Alberto Cesa con I Cani Sciolti del Mondo Roverso, formazione carnica del Friuli che unisce musica popolare, identità territoriale e ricerca contemporanea.
Pomeriggio con speed meeting, editoria friulana e finalisti
Nel primo pomeriggio, alle 14.15 nell’Area Segreteria, torna lo spazio degli Speed Meeting, pensato come momento di confronto diretto tra artisti e professionisti del settore musicale.
Alle 15.00 la Biblioteca Guarneriana ospita invece “L’Editoria Friulana nel dopo-terremoto”, incontro condotto da Michele Meloni Tessitori sul ruolo svolto dall’editoria nella ricostruzione culturale del Friuli dopo il sisma del 1976. Nel cartellone di questi giorni rientrano anche appuntamenti che dialogano con altre iniziative culturali del territorio, come il clima di attesa per Trieste Next 2026.
Per i più piccoli, alle 16.30 in Loggia Guarneriana, il Duo Meroni Zamboni porta in scena “Il Fracasso del diavolo”.
Il percorso del Premio Alberto Cesa riprende poi nel pomeriggio con gli altri showcase dei finalisti. Alle 17.00, nella chiesa di San Antonio Abate, si esibisce Natalia Abbascià dalla Puglia; alle 18.00, nella chiesa di Santa Maria della Fratta, tocca agli occitani Lindal dal Piemonte; alle 19.00 si torna nella chiesa di San Antonio Abate con la cantautrice sarda Elisa Carta; alle 20.30 in piazza Pellegrino chiude la selezione Ensemble du Sud, progetto che intreccia culture e sonorità di Italia, Cina e Venezuela.
Il concerto serale dei Perturbazione su La Buona Novella
Il momento più atteso arriva in serata con “La Buona Novella live”, il progetto con cui i Perturbazione rileggono uno dei lavori più noti e discussi di Fabrizio De André. Il gruppo piemontese affronta dal vivo il concept album pubblicato nel 1970, costruito attorno agli ultimi giorni della vita di Gesù e alla rilettura dei Vangeli apocrifi.
L’opera è considerata uno dei vertici della produzione di De André, anche per l’impianto musicale segnato da influenze folk e dalle orchestrazioni di Gian Piero Reverberi. Nella versione live, i Perturbazione mantengono il progetto originario ma ne rielaborano arrangiamenti e brani per il concerto, cercando un equilibrio tra rispetto dell’originale e nuova interpretazione. Un percorso che richiama anche altri appuntamenti dedicati alla canzone d’autore, come il libro su De André in dialetto.
Chi sono i Perturbazione
Nati a Rivoli nel 1988, i Perturbazione sono una delle band più longeve della scena italiana e hanno costruito il loro percorso tra pop d’autore, ricerca sonora e attenzione ai temi delle relazioni umane. A San Daniele arrivano con una formazione composta da Tommaso Cerasuolo alla voce, Cristiano Lo Mele a chitarre e cori, Alex Baracco al basso e cori, Rossano Antonio Lo Mele alla batteria.
Il concerto friulano mette così insieme due percorsi artistici distinti ma vicini per sensibilità: da una parte la scrittura di De André, attenta agli esclusi e alle figure marginali, dall’altra una band che da oltre trent’anni lavora su una narrazione del quotidiano e delle emozioni collettive.