Fondazione Vajont, l’appello per l’ingresso del Fvg
La consigliera M5S Rosaria Capozzi chiede alla Regione di valutare l’adesione e propone percorsi formativi nelle scuole.
"Riteniamo importante che la Regione Friuli Venezia Giulia valuti concretamente la possibilità di entrare nella Fondazione Vajont, contribuendo a rafforzarne il ruolo e a trasformare la memoria di una tragedia in un impegno permanente per la cultura, la prevenzione e la tutela delle comunità". È questo l'auspico manifestato dalla consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), alla luce dei lavori odierni della V Commissione permanente dell'Assemblea legislativa Fvg, incentrati sulle audizioni dei rappresentanti della Fondazione Vajont 9 ottobre 1963.
Il ruolo della Fondazione Vajont
"Nel corso dell'audizione è emersa l'importanza del ruolo della fondazione, che non si limita a custodire il ricordo della tragedia del 9 ottobre 1963, ma che al tempo stesso promuove - aggiunge l'esponente pentastellata in una nota stampa - una profonda riflessione sul rapporto tra uomo, ambiente e territorio, affinché quanto accaduto non venga mai dimenticato e soprattutto non si ripeta. Si tratta di un ente culturale impegnato nella conservazione della memoria di una delle più grandi tragedie della storia italiana. Un dramma che ha segnato profondamente anche il territorio regionale e, in particolare, le comunità di Erto e Casso".
"Attualmente, nella compagine sociale della fondazione è presente anche la Regione Veneto, insieme a Comune di Longarone, Enel Produzione Spa ed Edison Spa. Alla luce di questo assetto, riteniamo sia opportuno - precisa Capozzi - avviare una riflessione sull'eventuale ingresso della Regione Friuli Venezia Giulia, dando vita a un riconoscimento istituzionale che rafforzerebbe il legame tra la Fondazione e i territori direttamente interessati da quella drammatica vicenda".
"L'obiettivo deve andare oltre la memoria. È fondamentale, infatti, investire su un progetto culturale e formativo - sottolinea la rappresentante del M5S - rivolto alle scuole di ogni ordine e grado, capace di trasmettere alle nuove generazioni il valore della tutela ambientale, della sicurezza del territorio e della responsabilità delle scelte umane. La tragedia del Vajont ci consegna una lezione che non possiamo dimenticare: quando si interviene sulla natura senza rispettarne gli equilibri, quando gli interessi economici prevalgono sulla sicurezza delle persone e sulla tutela dell'ambiente, le conseguenze possono essere devastanti".
"Ricordare il Vajont significa assumersi una responsabilità verso il futuro, ma significa anche - conclude Capozzi - educare le nuove generazioni a comprendere che il territorio non è una risorsa da sfruttare senza limiti, ma un patrimonio da rispettare e proteggere".