Fondazione Vajont, il Friuli Venezia Giulia non aderisce: quota da 375mila euro

In Consiglio regionale Mario Anzil ha spiegato che la quota richiesta non è ritenuta proporzionata all’interesse regionale.

15 settembre 2026 16:01
Fondazione Vajont, il Friuli Venezia Giulia non aderisce: quota da 375mila euro -
Condividi

PORDENONE - La Regione Friuli Venezia Giulia non aderirà, almeno per ora, alla Fondazione Vajont 9 ottobre 1963. A chiarirlo in Consiglio regionale è stato il vicegovernatore con delega alla Cultura, Mario Anzil, che ha spiegato come l’istruttoria sia stata conclusa senza esito favorevole perché la quota di ingresso richiesta, pari a 375mila euro, non è stata giudicata proporzionata all’interesse regionale concretamente riscontrabile.

La posizione è stata espressa rispondendo a un’interrogazione dedicata alla possibile partecipazione della Regione alla Fondazione. Secondo quanto riferito da Anzil, la valutazione ha preso in esame sia l’entità dell’investimento richiesto sia il ruolo che il Friuli Venezia Giulia potrebbe ricoprire all’interno dell’ente.

La valutazione della Regione

Anzil ha spiegato che l’ipotesi di adesione è stata analizzata tenendo conto anche della decisione assunta dalla Fondazione nel giugno dello scorso anno, quando per il Friuli Venezia Giulia era stata definita una quota di ingresso uguale a quella versata dalla Regione Veneto.

Nel corso dell’istruttoria, ha aggiunto il vicegovernatore, non è stato valutato soltanto l’aspetto economico, ma anche l’effettivo interesse regionale collegato alla partecipazione e il peso che la Regione avrebbe potuto avere nella futura attività della Fondazione.

Il punto centrale, nella ricostruzione fornita in aula, è che nelle condizioni attuali non sono emersi elementi tali da giustificare l’adesione. Per questo la procedura di valutazione è stata chiusa con un orientamento negativo.

Memoria del Vajont e possibili sviluppi

Anzil ha comunque precisato che la decisione non riguarda il valore storico e civile della memoria del Vajont. Il vicegovernatore ha ribadito che la tragedia resta un passaggio che ha segnato profondamente il territorio e la comunità regionale e che la scelta fatta dalla Giunta va letta come una valutazione di opportunità sull’ingresso nella Fondazione, non come un ridimensionamento dell’attenzione verso quel patrimonio di memoria.

La Regione, ha aggiunto, continuerà a seguire con attenzione le iniziative legate al Vajont. Lo scenario, quindi, non viene considerato definitivamente chiuso.

La porta resta aperta a una rivalutazione

Nel suo intervento in Consiglio regionale, Anzil ha infatti lasciato aperta la possibilità di un riesame in futuro. Se dovessero emergere nuove condizioni, un diverso interesse regionale oppure elementi che rendano più conveniente la partecipazione, la Regione Friuli Venezia Giulia si è detta disponibile ad approfondire nuovamente la questione.

Una eventuale rivalutazione, ha precisato il vicegovernatore, passerebbe da ulteriori verifiche sull’attività futura della Fondazione e sul ruolo concreto che la Regione potrebbe assumere al suo interno.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail