Il documentario friulano «Fora pal mont» premiato al Vittorio De Seta 2026

Il documentario di Lorena Trevisan e Michele Pastrello è stato premiato il 1° agosto a Soverato nell’ambito del Clorofilla Film Festival.

03 agosto 2026 12:33
Il documentario friulano «Fora pal mont» premiato al Vittorio De Seta 2026 -
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PORDENONE - Un riconoscimento nazionale per un documentario nato in Friuli e dedicato a una pagina poco raccontata della memoria montana. Fora pal mont - I passi rimasti, firmato dai pordenonesi Lorena Trevisan e Michele Pastrello, ha ottenuto la Menzione d’onore della giuria al Premio Vittorio De Seta, assegnata il 1° agosto 2026 a Soverato durante la cerimonia ospitata dal Magna Graecia Film Festival.

Il premio rientra nella venticinquesima edizione del Clorofilla Film Festival, il festival cinematografico di Legambiente. La menzione assegnata al film friulano è stata uno dei tre riconoscimenti attribuiti dalla giuria del Premio Vittorio De Seta, dedicato a opere che raccontano storie, luoghi e patrimoni materiali e immateriali rimasti ai margini della memoria.

Il documentario friulano «Fora pal mont» premiato al Vittorio De Seta 2026

La storia raccontata nel film

Al centro del documentario ci sono le sedonere della Valcellina, conosciute altrove anche come furlane: donne che nella prima metà del Novecento affrontavano povertà e isolamento spingendo i loro carretti fora pal mont, verso la pianura e verso città spesso mai viste prima.

La giuria, presieduta da Franco Blandi, ha premiato il lavoro di Trevisan e Pastrello per la capacità di riportare alla luce questa vicenda con «rigore documentario e sensibilità antropologica». Secondo la motivazione, il film restituisce voce e memoria a un viaggio silenzioso ma radicale, in cui il bisogno si trasformava anche in esperienza di emancipazione femminile.

Le sedonere, infatti, non portavano a valle soltanto mestoli e utensili di legno, ma anche «uno sguardo nuovo sul mondo», aprendo passo dopo passo la strada a una maggiore dignità sociale delle donne.

Il documentario friulano «Fora pal mont» premiato al Vittorio De Seta 2026

Testimonianze dalla Valcellina

Fora pal mont - I passi rimasti raccoglie le testimonianze di sei donne anziane, nate tra il 1926 e il 1935, che da bambine o giovanissime furono tra le ultime sedonere di Claut, Cimolais ed Erto. Attraverso le loro voci, le immagini della Valcellina e un ampio patrimonio fotografico, il documentario ricostruisce una forma di emigrazione stagionale femminile rimasta a lungo ai margini della storia ufficiale.

La motivazione della giuria

Nel testo integrale della motivazione, la giuria richiama il lavoro di Vittorio De Seta, maestro del documentario italiano capace di raccontare negli anni Cinquanta «la fatica e la dignità dei ceti popolari con uno sguardo capace di cogliere l’epica nel quotidiano».

Il documentario friulano «Fora pal mont» premiato al Vittorio De Seta 2026

Per i giurati, nel film I passi rimasti Trevisan e Pastrello riportano alla luce «una storia rimasta troppo a lungo nell’ombra», quella delle sedonere della Valcellina, donne che attraversarono le montagne per cambiare non solo il proprio destino ma anche quello di chi sarebbe venuto dopo.

Gli autori e la colonna sonora

A firmare il documentario sono Lorena Trevisan e Michele Pastrello, entrambi pordenonesi. Nell’opera trova spazio anche la canzone originale “Feméne”, scritta e interpretata dal cantautore friulano Franco Giordani.

Il progetto è stato realizzato in collaborazione con il Museo della Casa Clautana e con l’Ecomuseo Vajont, con il patrocinio di Carta di Pordenone, Voce Donna, Lis Aganis, Circolo culturale Menocchio, Afap aps e Uci.

Locandina: Il documentario friulano «Fora pal mont» premiato al Vittorio De Seta 2026

Tra i dati che definiscono il cuore del lavoro restano soprattutto le voci delle sei donne di Claut, Cimolais ed Erto, ultime testimoni dirette di una migrazione stagionale femminile che il documentario riporta al centro della memoria friulana.

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