Fòrema: nelle imprese venete il digitale spinge l’occupazione, ma il welfare resta indietro

Studio su mille aziende presentato a Roma: cresce chi investe in innovazione, ma nelle piccole imprese pesano gap su parità e tutele

01 luglio 2026 13:45
Fòrema: nelle imprese venete il digitale spinge l’occupazione, ma il welfare resta indietro -
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PADOVA - Nelle imprese venete che investono in innovazione digitale cresce anche l’occupazione, ma sul welfare familiare e sulla parità di genere resta un forte divario legato soprattutto alla dimensione aziendale. È il dato centrale che emerge dall’ultima survey di Fòrema, società di formazione e consulenza di Confindustria Veneto Est, presentata a Roma durante il Festival “Umano Tutto Intero”, in programma il 16 e 17 giugno 2026 al Pio Sodalizio dei Piceni.

Lo studio, condotto su mille aziende, analizza l’impatto delle tecnologie Industria 4.0 e 5.0 sulle imprese italiane e mette in relazione investimenti, crescita economica e organizzazione del lavoro. Il quadro che ne esce è doppio: da un lato le aziende che innovano registrano risultati migliori, dall’altro le realtà più piccole restano indietro sulle misure di sostegno ai dipendenti e alle famiglie.

Cosa dice la survey su innovazione e occupazione

Secondo la ricerca, gli investimenti digitali sono associati a un aumento dell’occupazione pari al +12,8%. Il dato conferma la correlazione tra adozione di tecnologie avanzate, sviluppo competitivo e crescita aziendale. Nella presentazione romana, il direttore generale Matteo Sinigaglia ha illustrato il passaggio dal paradigma Industria 4.0 al modello 5.0, con attenzione non solo a automazione e software, ma anche a competenze, organizzazione e impatto sulle persone.

Tra le imprese coinvolte, il 57% prevede ulteriori investimenti nei prossimi due anni, a condizione di poter contare su supporti efficaci. Le richieste si concentrano su strategia di trasformazione digitale e green, formazione specialistica, accesso alla finanza e agli incentivi. Tra gli strumenti più utilizzati viene indicato il credito d’imposta, adottato dal 78,5% delle aziende.

Il nodo della parità di genere e del welfare familiare

La parte più critica dell’indagine riguarda il rapporto tra imprese, dipendenti e misure di tutela. La survey segnala infatti un marcato divario dimensionale: le grandi aziende risultano più avanti sia nella governance sia nelle politiche di benessere, mentre le piccole soffrono un deficit strutturale.

Il primo ostacolo è la conoscenza della prassi PdR 192/2026: il 29% delle aziende dichiara di non conoscerla e solo il 17% risulta certificato oppure in fase di definizione del percorso. Il gap tra imprese piccole e grandi emerge in modo particolare nelle azioni legate alla carriera, con uno scarto di 2,6 punti, e nel welfare familiare, con 2,5 punti di differenza.

Restano inoltre sotto la soglia di attenzione diversi temi pratici per i lavoratori: gestione dei caregiver, benessere aziendale e tutele per la paternità. Secondo Sinigaglia, proprio su questo terreno si gioca una parte della competitività futura, perché la trasformazione tecnologica da sola non basta se non è accompagnata da una crescita delle tutele interne.

La presentazione a Roma e il focus sul lavoro

I risultati della survey sono stati portati al Festival “Umano Tutto Intero”, dove tra gli ospiti attesi figurava anche il ministro per le Pari opportunità Eugenia Maria Roccella. Sinigaglia è intervenuto nel panel dedicato al lavoro e alle nuove frontiere produttive, presentando i dati sull’innovazione nelle aziende italiane e il focus sul rapporto tra impresa e dipendenti.

L’analisi si inserisce in una fase in cui molte aziende del Veneto stanno spingendo su internazionalizzazione, competenze e nuovi modelli organizzativi, come mostrano anche gli incontri tra imprese, innovazione e cultura promossi in questi giorni da realtà del territorio.

I numeri di Fòrema nel 2025

Fondata a Padova nel 1983, Fòrema è la società di formazione e consulenza di Confindustria Veneto Est. Nel 2025 ha chiuso il bilancio con 9,5 milioni di euro di fatturato, in crescita dell’11,6%, e con un Ebitda al 10%.

Sul fronte operativo, la società ha supportato le imprese nell’accesso al Piano Transizione 5.0, recuperando oltre 32 milioni di euro di crediti d’imposta, e ha ottenuto più di 3 milioni di fondi europei per la sostenibilità, assistendo 70 aziende nel bilancio ESG. Ha inoltre gestito 12 milioni tra fondi interprofessionali e competence center.

Nel complesso sono state coinvolte 30mila persone in 45mila ore di formazione; secondo i dati diffusi, l’80% trova lavoro entro sei mesi. I clienti di Fòrema sono suddivisi tra grandi imprese (17,8%), medie aziende (37,8%) e piccole imprese (42,7%). La distribuzione geografica vede una prevalenza di Padova e provincia con il 64%, seguita da Vicenza con il 16%. Per settori, la quota maggiore riguarda il metalmeccanico (37,8%), poi chimica-gomma (12,5%), servizi (11,5%) e alimentare (7,5%).

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