Api morte a Osigo, Cantina e Comune: nessun legame accertato con i produttori di Torchiato
Dopo il caso segnalato da un’apicoltrice e rilanciato da Apat Veneto, il Comune annuncia accertamenti e i produttori respingono le accuse.
FREGONA - Sulla moria di api segnalata a Osigo, frazione di Fregona, intervengono la Cantina Produttori Fregona, la Pro Loco e il sindaco Giacomo De Luca. Al centro del caso ci sono migliaia di api trovate morte venerdì sera da un’apicoltrice in via Castagnola, la stessa zona dove ha sede la cantina e dove fino a domenica si è svolta la 50esima edizione della Mostra del Torchiato. Dopo che Apat Veneto ha attribuito l’episodio a un trattamento eseguito su un’area vicina, i produttori del Torchiato di Fregona docg contestano che vi sia un collegamento con la loro attività.
Il presidente della Cantina Produttori di Fregona, Alessandro Salatin, esclude una relazione tra l’episodio e i viticoltori che conferiscono alla struttura. «Siamo tutti produttori certificati SQNPI, il cui simbolo tra l’altro è proprio un’ape, e impieghiamo tecniche di difesa delle colture e prodotti a basso impatto ambientale, a tutela della salute del consumatore e dell’ambiente. Viste le voci circolate, ci tengo a chiarire che non c’è alcuna correlazione tra i produttori di Torchiato della nostra cantina e questo episodio», afferma.
Gli accertamenti annunciati dal Comune
Il sindaco Giacomo De Luca spiega di essersi mosso dopo essere stato informato domenica dall’apicoltrice su quanto accaduto due giorni prima. Il primo cittadino riferisce di aver incontrato i produttori di Torchiato della zona di via Castagnola e di aver ricevuto da tutti la stessa indicazione: da tre mesi, sostiene, non sarebbero stati eseguiti trattamenti sui vigneti con prodotti nocivi per le api.
«Stiamo cercando di capire con la nostra polizia locale cosa possa essere successo. Domenica, dopo esser stato informato dall’apicoltrice di quanto accaduto venerdì sera, ho incontrato i produttori di Torchiato della zona di via Castagnola e tutti mi hanno confermato che da tre mesi non eseguono trattamenti sui vigneti con prodotti nocivi per le api. Inoltre, mi hanno dato la propria disponibilità a collaborare, mettendo a disposizione i registri dei trattamenti», dichiara De Luca.
Secondo il sindaco, quindi, la causa potrebbe essere diversa da quella finora ipotizzata. «Potrebbe dunque esserci dell’altro, che nulla avrebbe a che fare con i trattamenti sui vigneti, dietro a questo episodio». Per questo, aggiunge, dopo i contatti avuti nelle ultime ore con il presidente di Apat Veneto Dal Colle, la polizia locale preleverà alcuni campioni di api morte da inviare all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie per gli accertamenti.
De Luca sottolinea anche che il Comune dispone di un regolamento di polizia rurale «molto rigido» e assicura che l’amministrazione sarà inflessibile non appena emergerà una certezza sulle cause. Nello stesso intervento ricorda il proprio impegno sul tema, citando il progetto promosso quando era presidente di Savno con la donazione di arnie per incrementare la presenza delle api nel territorio. Sul caso delle api morte a Osigo, nelle stesse ore sono stati riportati i primi elementi che hanno portato all’apertura degli accertamenti.
La posizione della Pro Loco
A prendere posizione è anche la presidente della Pro Loco Fregona, Francesca Bertolin, che contesta il modo in cui la vicenda è stata discussa pubblicamente. «Siamo un comune rispettoso dell’ambiente e su questo ci distinguiamo», premette. Poi aggiunge che dispiace vedere, tra post sui social e dichiarazioni alla stampa, una generalizzazione su «questo episodio isolato» con l’indicazione degli agricoltori come responsabili della morte delle api.
Bertolin sostiene che a Fregona il rapporto con l’ambiente faccia parte della tradizione locale e afferma che aria e acqua del territorio siano «tra le migliori per purezza della provincia». Ricorda inoltre che il paesaggio agricolo locale non è segnato da grandi estensioni vitate, ma da una presenza diversificata di olivi, alberi da frutto e castagni.
Il riferimento al Torchiato e ai vigneti
Nel suo intervento, la presidente della Pro Loco insiste anche sulle caratteristiche della produzione del Torchiato, descritta come legata a campi vitati limitati, a una lavorazione ancora fondata sulla gestualità e su pratiche rispettose della natura. Tra gli esempi citati c’è lo sfalcio manuale dell’erba nei sottofilari. Bertolin aggiunge che i produttori si limitano agli interventi obbligatori previsti dal calendario fitosanitario regionale e precisa che, in questo periodo, tali interventi non sarebbero previsti e risulterebbero peraltro dannosi perché i vigneti sono in piena fioritura.
La presidente richiama anche la Mostra del Torchiato, conclusa domenica, osservando che i visitatori hanno potuto vedere da vicino il prodotto, la tecnica produttiva tramandata dai soci di generazione in generazione e il paesaggio in cui questa produzione si inserisce. In questi giorni a Fregona si è parlato anche della Mostra del Torchiato, richiamata dalla stessa Pro Loco nel suo intervento sul caso.
L’episodio risale a venerdì 25 maggio 2026 in via Castagnola, a Osigo di Fregona. Per domattina il Comune ha annunciato il prelievo di campioni di api morte da parte della polizia locale, con successivo invio all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie per gli accertamenti del caso.