Friulano, Maurmair: la legge del 1996 ha rafforzato la tutela della lingua
Nel Consiglio regionale a Trieste l'intervento del consigliere FdI sui 30 anni della legge 15 del 1996 e sul ruolo delle famiglie.
TRIESTE - A trent'anni dalla legge regionale 15 del 1996, il dibattito sulla tutela della lingua friulana torna al centro del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia. In occasione della commemorazione in Aula, il consigliere regionale Markus Maurmair (Fratelli d'Italia) ha definito l'anniversario un passaggio utile per misurare il lavoro fatto e le responsabilità future sulla salvaguardia della marilenghe.
Per Maurmair, quella norma ha dato "un riconoscimento concreto" al friulano, rafforzando un percorso di tutela che considera parte della storia e della specialità del Friuli Venezia Giulia. Il punto, secondo il consigliere, è ora fare in modo che la lingua resti viva e usata nella quotidianità, senza fermarsi al piano istituzionale.
La ricorrenza dei 30 anni della legge regionale 15 del 1996 è stata al centro anche del confronto politico e culturale di queste ore in Regione, come nel dibattito sui 30 anni della legge regionale che ha riportato l'attenzione sulle nuove sfide per la tutela delle lingue minoritarie.
Il richiamo alla diversità linguistica
Nel suo intervento Maurmair ha richiamato anche il contributo del professor Carles Duarte i Montserrat, ospite della celebrazione in Aula. Il suo richiamo al valore della diversità linguistica, ha osservato il consigliere, è particolarmente significativo perché ogni lingua custodisce una storia, una cultura e il legame di una comunità con il proprio territorio.
Secondo Maurmair, la tutela delle identità linguistiche non va letta come chiusura, ma come capacità di conservare le proprie radici continuando allo stesso tempo a confrontarsi con un contesto in cambiamento.
L'esperienza in Aclif e il lavoro dei Comuni
Il consigliere di Fratelli d'Italia ha collegato questa riflessione anche alla sua esperienza alla guida dell'Assemblea della Comunità linguistica friulana, Aclif. Un incarico che, ha spiegato, gli ha permesso di conoscere da vicino il lavoro portato avanti dai Comuni e dalle realtà che operano ogni giorno per la valorizzazione del friulano sul territorio.
Da qui il richiamo alla necessità di proseguire lungo un percorso che, per Maurmair, non può basarsi soltanto su leggi e strutture pubbliche, ma deve poggiare anche su una trasmissione concreta e quotidiana della lingua.
Il ruolo della famiglia nella trasmissione del friulano
Il passaggio centrale del suo intervento riguarda infatti la famiglia. Per Maurmair, il primo luogo in cui una lingua si trasmette resta la casa: sono genitori e nonni, ha sottolineato, a permettere alle nuove generazioni di ascoltare, parlare e vivere la marilenghe.
Se il friulano entra nella vita quotidiana familiare, il passaggio tra generazioni può continuare in modo naturale. Scuola, cultura, informazione e istituzioni possono sostenere questo percorso, ma la trasmissione familiare rimane, nelle parole del consigliere, un elemento decisivo perché una lingua continui a essere parlata, conosciuta e usata soprattutto dai più giovani.
Sul tema della tutela linguistica, il confronto istituzionale in queste ore si è esteso anche oltre i confini regionali, come mostra la riflessione sulla tutela della lingua friulana che guarda al livello europeo dopo il trentennale della legge.
Maurmair ha infine indicato la celebrazione di questo anniversario come uno stimolo a guardare avanti: tutelare il friulano, ha detto, significa preservare una parte fondamentale della storia e dell'identità regionale e creare le condizioni perché possa essere trasmesso alle nuove generazioni e continuare a vivere anche in futuro.