Friuli Venezia Giulia, 600mila euro contro le truffe: fondi a Comuni e associazioni
Nel 2026 risorse divise tra Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia. Domande da Comuni, Comunità, associazioni e fondazioni culturali.
TRIESTE - La Regione Friuli Venezia Giulia mette sul tavolo 600mila euro per finanziare nel 2026 progetti di prevenzione contro truffe e raggiri, compresi quelli informatici. Le risorse saranno distribuite in parti uguali tra le quattro aree provinciali: 150mila euro ciascuna per Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia.
La misura è stata approvata dalla Giunta regionale e punta a sostenere iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini, con particolare attenzione alle persone più fragili e ai rischi legati alle nuove tecnologie. Il bando si inserisce nel Protocollo d'intesa per la sicurezza urbana integrata sottoscritto tra le Prefetture del Friuli Venezia Giulia, la Regione e Anci Fvg.
L'assessore regionale alle Autonomie locali e sicurezza Pierpaolo Roberti ha spiegato che il fenomeno delle truffe è in crescita e richiede un lavoro costante sul fronte della prevenzione. Per questo, ha aggiunto, la Regione vuole sostenere progetti capaci di aumentare la consapevolezza dei cittadini, considerata il primo strumento di difesa.
Chi può partecipare al bando
Potranno presentare domanda i Comuni, sia singolarmente sia in forma associata, le Comunità del Friuli Venezia Giulia, le associazioni culturali senza scopo di lucro e le fondazioni culturali attive nella promozione e valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e storico. Tra i soggetti ammessi rientrano anche realtà che gestiscono musei, biblioteche o centri di ricerca e che diffondono cultura attraverso attività artistiche, musicali, letterarie e cinematografiche.
L'assegnazione dei contributi avverrà con procedura valutativa a graduatoria, sulla base della qualità e dell'efficacia dei progetti presentati.
Quali attività saranno finanziate
Il bando finanzierà una gamma ampia di iniziative: spettacoli teatrali, convegni, seminari, workshop, campagne di comunicazione e informazione, produzioni multimediali e attività che prevedano il coinvolgimento diretto della cittadinanza.
Un peso specifico sarà dato anche alla capacità di costruire reti territoriali. La Regione indica infatti come elemento rilevante la collaborazione con famiglie, commercianti, parrocchie, medici di medicina generale, doposcuola e altri soggetti in grado di aiutare la diffusione di comportamenti prudenti e informazioni corrette.
Secondo Roberti, il contrasto alle truffe non può essere demandato soltanto alle forze dell'ordine, ma richiede una partecipazione più ampia della comunità e delle realtà presenti sul territorio, soprattutto per raggiungere le fasce più esposte al rischio.
Accesso del pubblico e criteri economici
Le iniziative finanziate dovranno essere fruibili gratuitamente dal pubblico oppure prevedere un contributo simbolico, comunque inferiore al 50 per cento del costo effettivo dell'attività.
Il bando punta quindi non solo a sostenere eventi e percorsi informativi, ma anche a renderli accessibili, con l'obiettivo di allargare il più possibile la platea dei cittadini coinvolti nelle azioni di prevenzione contro truffe tradizionali e raggiri online.