Professionisti in Fvg, approvati nuovi aiuti su formazione, avvio attività e beni strumentali

Esteso il limite d’età per i contributi alla formazione, stanziati 500mila euro e nuovi aiuti fino a 30mila euro

A cura di Web Team Web Team
04 giugno 2026 17:52
Professionisti in Fvg, approvati nuovi aiuti su formazione, avvio attività e beni strumentali -
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TRIESTE - La II Commissione consiliare del Friuli Venezia Giulia ha approvato all’unanimità due regolamenti che aggiornano il sistema regionale di sostegno alle libere professioni e un ulteriore provvedimento sulle politiche attive del lavoro. Le novità riguardano soprattutto formazione, avvio dell’attività e investimenti per la competitività degli studi professionali, con modifiche pensate per semplificare le procedure e adeguare gli strumenti ai cambiamenti del lavoro negli anni successivi alla pandemia.

Il pacchetto, illustrato dall’assessore regionale al Lavoro e Formazione Alessia Rosolen, interviene su un percorso avviato con la legge regionale 13/2004 e aggiornato nel tempo fino alla legge 14/2025. In base a quanto spiegato dall’assessore, la Regione ha oggi attive otto linee di sostegno per i professionisti e una dedicata agli ordini.

Formazione, sale il limite d’età per chi ha figli minori

Il primo regolamento riguarda la formazione dei giovani professionisti e introduce una delle modifiche più rilevanti per chi intende accedere ai contributi. Se il richiedente è genitore di figli minori, il limite anagrafico viene infatti esteso da 36 a 46 anni non compiuti.

Cambia anche il perimetro delle spese ammissibili: il contributo a fondo perduto viene riconosciuto non più soltanto per i percorsi svolti all’estero, ma anche per la formazione in Italia e per quella seguita attraverso piattaforme digitali. Viene quindi eliminato il vincolo che legava il sostegno esclusivamente all’esperienza formativa fuori dal Paese. Per questa misura la dotazione prevista è di 500mila euro nel triennio.

Secondo Rosolen, il regolamento punta a rendere più aderenti gli incentivi alla realtà del lavoro professionale, anche sul fronte della conciliazione e dell’attenzione alla disabilità come possibile esito occupazionale.

Nuovi aiuti per investimenti e competitività degli studi

Il secondo regolamento introduce invece un contributo per lo sviluppo e la competitività, destinato all’acquisto di beni strumentali necessari all’attività professionale. Tra le spese previste rientrano hardware, software, arredi, marchi e brevetti.

La misura è rivolta ai professionisti under 46 che esercitano da almeno tre anni e che siano datori di lavoro con almeno tre dipendenti a tempo indeterminato, oppure con almeno un lavoratore con disabilità. Il contributo copre il 50 per cento della spesa ammissibile, con un tetto massimo di 30mila euro.

L’intervento, nelle intenzioni della Regione, serve a rafforzare la struttura organizzativa degli studi professionali e a sostenere investimenti che incidono sulla qualità del lavoro e sulla capacità di competere, compresi quelli legati a strumenti informatici e gestione documentale, tema sempre più centrale anche per la conservazione digitale degli archivi.

Il voto unanime anche sulle politiche attive del lavoro

Nella stessa seduta la Commissione ha approvato all’unanimità anche il regolamento relativo alle politiche attive del lavoro previsto dall’articolo 48 della legge regionale 18/2005.

Come spiegato da Rosolen in Commissione, si tratta di uno degli strumenti costruiti negli ultimi anni per affrontare le crisi che coinvolgono il sistema produttivo regionale, con particolare attenzione alle opportunità offerte ai lavoratori. Il regolamento punta in particolare a rendere più flessibile la presa in carico dei disoccupati, che viene estesa a 365 giorni, e a valorizzare i contratti di apprendistato.

L’assessore ha ricordato che questo strumento ha già contribuito in passato alla gestione di diverse crisi industriali sul territorio del Friuli Venezia Giulia. Tra gli obiettivi indicati dalla Regione ci sono quindi sia il sostegno ai professionisti sia un sistema di interventi più adattabile per accompagnare i lavoratori nelle fasi di difficoltà occupazionale.

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