Rosolen: giovani non colpevoli delle difficoltà nel lavoro in Friuli Venezia Giulia
Alla Camera di commercio Venezia Giulia il confronto su formazione, occupazione e fuga dei laureati dal Friuli Venezia Giulia.
TRIESTE - I giovani non possono essere ritenuti responsabili delle difficoltà che incontrano nel mercato del lavoro. Da Trieste, l'assessore regionale al Lavoro, formazione e istruzione Alessia Rosolen ha riportato il tema al centro del dibattito intervenendo nella Sala Maggiore della Camera di commercio Venezia Giulia all'incontro “Giovani, formazione e aspettative lavorative in Friuli Venezia Giulia”, promosso dalla Camera di commercio Venezia Giulia e dallo Studium Fidei.
L'iniziativa è stata dedicata al tema della permanenza dei giovani talenti sul territorio regionale. Nel corso del confronto sono stati affrontati il rapporto tra formazione e occupazione, il disallineamento tra le competenze richieste dalle imprese e quelle offerte dal sistema scolastico, oltre alle aspettative delle nuove generazioni rispetto al lavoro e alla qualità della vita.
Secondo Rosolen, per troppo tempo in Italia sono mancate politiche formative e occupazionali capaci di valorizzare davvero il capitale umano, mentre molte strategie industriali si sono basate soprattutto sul minor costo del lavoro. Un'impostazione che, nelle parole dell'assessore, ha finito per incidere sulle opportunità offerte alle nuove generazioni.
Il nodo tra scuola, imprese e aspettative dei giovani
Rosolen ha sottolineato che il Friuli Venezia Giulia vive pienamente il problema del calo demografico e dell'emigrazione dei laureati, un fenomeno compensato solo in parte dalla capacità attrattiva della regione nei confronti di giovani formati altrove. A questo, ha aggiunto, si somma una distanza ancora troppo marcata tra scuola e mondo del lavoro e, in molti casi, tra le esigenze personali dei giovani e il contesto sociale ed economico che viene loro proposto.
L'assessore ha indicato nella precarietà occupazionale e nei bassi salari due criticità ancora molto forti per le giovani generazioni. Se l'obiettivo è trattenere i talenti, ha osservato, servono opportunità professionali stabili, percorsi di crescita e condizioni di vita dignitose. Il lavoro, ha aggiunto, non può essere soltanto una risposta economica, ma deve rappresentare anche uno strumento di realizzazione personale e sociale.
Le misure regionali richiamate da Rosolen
Nel suo intervento l'assessore ha richiamato le misure messe in campo dalla Regione per favorire l'occupazione giovanile e il raccordo tra formazione e sistema produttivo. Tra queste ha citato le politiche per l'istruzione e la formazione professionale, il rafforzamento del rapporto tra formazione e imprenditorialità, il sostegno alle imprese che assumono giovani e donne, gli investimenti nella formazione tecnica e artigianale, il potenziamento degli ITS Academy post diploma e le azioni dedicate all'attrazione di talenti.
Sul fronte del rapporto con il sistema produttivo, Rosolen ha richiamato anche il tema delle misure a sostegno delle imprese e delle filiere regionali, già al centro del confronto sulla crisi Electrolux.
Formazione tecnica e innovazione
Nel passaggio dedicato all'istruzione tecnico-professionale, l'assessore ha osservato che l'Italia continua a collocarsi agli ultimi posti in Europa per diffusione della formazione professionale tecnica, mentre il Friuli Venezia Giulia rappresenta oggi una delle realtà più avanzate a livello nazionale. Una direzione che, secondo Rosolen, va ulteriormente rafforzata perché le imprese chiedono sempre più nuove professionalità tecnologiche e competenze artigianali altamente specializzate.
Rosolen ha inoltre ricordato che la Regione è “strong innovator” a livello europeo, una condizione che, ha spiegato, consente di trasferire conoscenza nel mondo della produzione.
All'incontro sono intervenuti anche il presidente della Camera di commercio Venezia Giulia Antonio Paoletti e lo Studium Fidei, rappresentato da monsignor Ettore Malnati. A moderare il dibattito è stato il giornalista Francesco De Filippo.