Friuli Venezia Giulia, quasi 100mila dichiarazioni per la prima seconda casa con Ilia ridotta

Per l’anno d’imposta 2025 registrate 99.249 dichiarazioni. Lignano il Comune con più domande, a Trieste il risparmio massimo arriva a

10 luglio 2026 12:30
Friuli Venezia Giulia, quasi 100mila dichiarazioni per la prima seconda casa con Ilia ridotta -
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TRIESTE - Sono 99.249 i cittadini che in Friuli Venezia Giulia hanno dichiarato la propria “prima” seconda casa per l’anno d’imposta 2025, accedendo così all’aliquota Ilia ridotta. Il dato arriva dal portale realizzato da Insiel e presentato oggi dalla Regione: complessivamente, dall’avvio della misura, le comunicazioni trasmesse sono state 105.344, comprese quelle relative al 2026 e quelle dei residenti all’estero.

La novità interessa chi possiede più immobili e può indicare quale abitazione considerare come “prima” seconda casa, beneficiando dell’abbassamento dell’aliquota comunale massima allo 0,70%. La facoltà è stata introdotta in Friuli Venezia Giulia dal 1° gennaio 2025, con possibilità di presentare la dichiarazione entro il 30 giugno dell’anno successivo rispetto a quello d’imposta.

A illustrare i numeri sono stati gli assessori regionali Pierpaolo Roberti e Sebastiano Callari, insieme all’amministratore unico di Insiel Diego Antonini. Per la Regione, il primo anno di applicazione della misura ha superato le attese e mostra un doppio effetto: alleggerimento fiscale per i contribuenti e maggiore convenienza nell’acquisto di una seconda casa sul territorio regionale.

I numeri delle dichiarazioni

Nel dettaglio, le comunicazioni registrate sul portale sono 105.344. Di queste, 99.249 riguardano l’anno d’imposta 2025, mentre 6.094 fanno riferimento all’anno d’imposta 2026. Nel totale rientrano anche 3.663 comunicazioni inviate da cittadini residenti all’estero.

Tra i Comuni con il maggior numero di “prime” seconde case dichiarate, il primo posto è di Lignano Sabbiadoro con 14.770 comunicazioni. Seguono Trieste con 11.615, Udine con 8.222, Grado con 4.503 e Pordenone con 4.410.

Numeri rilevanti, tra i venti Comuni più rappresentati, anche per alcune località montane a forte vocazione turistica: Tarvisio conta 2.139 dichiarazioni, Sappada 1.637 e Forni di Sopra 838.

Come funziona l’agevolazione

La misura nasce dalla competenza ottenuta dal Friuli Venezia Giulia nel 2019 sulla possibile istituzione di tributi locali anche di natura immobiliare. Da quel passaggio è derivata l’introduzione dell’Ilia, l’Imposta locale immobiliare autonoma, in sostituzione dell’Imu.

Con la riforma, il proprietario può indicare quale immobile in suo possesso debba essere considerato “prima” seconda casa. Su quell’abitazione si applica l’aliquota massima ridotta allo 0,70%, con un effetto che varia in base al Comune e alla rendita catastale dell’immobile.

La Regione ha ricordato inoltre che, in precedenza, era già stata alleggerita l’aliquota massima per gli immobili strumentali alle attività economiche. Gli sgravi, è stato precisato, non producono oneri per i Comuni perché vengono compensati dalla Regione.

Dove si risparmia di più

Il risparmio medio per ogni contribuente non è uniforme e cambia da Comune a Comune, perché dipende dall’aliquota applicata in precedenza dal singolo ente locale e dalla rendita dell’immobile dichiarato.

La punta massima registrata finora è a Trieste, dove il beneficio può arrivare fino a 3.970 euro. Un dato che rende evidente l’impatto concreto della misura soprattutto nei territori dove la tassazione precedente risultava più elevata.

Il portale Insiel e le modifiche online

Una parte centrale dell’operazione è stata la gestione digitale delle dichiarazioni attraverso la piattaforma sviluppata da Insiel. Secondo la Regione, il sistema ha permesso di evitare un carico burocratico legato alle procedure cartacee e ha sostenuto l’avvio della nuova misura su scala regionale.

Il portale, è stato spiegato, è ancora in evoluzione e consente già oggi al cittadino di modificare in qualsiasi momento l’immobile indicato come “prima” seconda casa, in base alle proprie esigenze. L’obiettivo dichiarato è rendere il sistema ancora più semplice da usare, così da agevolare anche i cittadini meno digitalizzati.

Tra le 105.344 comunicazioni complessive registrate dall’inizio della sperimentazione, 6.094 sono già riferite all’anno d’imposta 2026 e 3.663 arrivano da cittadini residenti all’estero.

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