Friuli Venezia Giulia, crescono i lavoratori domestici regolari: 19.444 nel 2025

A Trieste il quadro emerso da dati Inps e proiezioni demografiche: rafforzati i servizi per assistenti familiari, colf e baby sitter

03 giugno 2026 16:47
Friuli Venezia Giulia, crescono i lavoratori domestici regolari: 19.444 nel 2025 -
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TRIESTE - In Friuli Venezia Giulia il lavoro domestico regolare cresce, mentre a livello nazionale è in calo. Il dato, emerso a Trieste durante il convegno “Vivere più a lungo, vivere meglio: scenari attuali e nuove strategie per l’abitare e per i servizi di comunità”, interessa direttamente famiglie e lavoratori perché si lega all’aumento della domanda di assistenza domiciliare in una regione dove, entro il 2080, gli over 65 arriveranno a rappresentare il 35 per cento della popolazione.

Secondo i dati Inps illustrati nel corso dell’incontro, in Italia gli addetti al lavoro domestico regolarmente contrattualizzati sono scesi da 906mila nel 2015 a 817mila nel 2025, con una flessione vicina al 10 per cento. In Friuli Venezia Giulia, invece, nello stesso periodo si è registrato un andamento opposto: i lavoratori domestici sono passati da 16.425 a 19.444 nel 2025.

Il quadro è stato presentato nella sala Tessitori del Consiglio regionale, in un appuntamento organizzato con Assindatcolf. Al centro del confronto, il legame tra invecchiamento della popolazione, assistenza a domicilio e organizzazione dei servizi di comunità. Un tema che si intreccia anche con le politiche regionali su casa e lavoro, già al centro del dibattito in Consiglio regionale Fvg.

Più anziani, più domanda di assistenza in casa

Le proiezioni demografiche richiamate durante il convegno indicano un progressivo invecchiamento della popolazione regionale. Oltre all’aumento degli over 65, è attesa una crescita marcata anche delle fasce più anziane, in particolare over 75 e over 85. In questo scenario, l’assistenza familiare viene considerata una componente sempre più stabile del welfare territoriale.

Dal 2017, è stato spiegato durante l’incontro, il settore ha registrato un aumento significativo delle assunzioni, con un picco nel periodo della pandemia e una successiva stabilizzazione comunque su livelli più alti rispetto agli anni precedenti. Nel 2025 quasi nove nuovi rapporti di lavoro su dieci riguardano assistenti familiari e badanti, mentre cala progressivamente il peso delle tradizionali attività di collaborazione domestica.

L’assessore regionale Alessia Rosolen ha sottolineato che la crescita del comparto non dipende solo dall’aumento della popolazione anziana, ma anche dall’emersione di rapporti di lavoro irregolari, dall’incremento della richiesta di assistenza da parte delle famiglie e dalle misure messe in campo per favorire regolarizzazione e qualificazione professionale.

I servizi attivi per famiglie e lavoratori

Tra gli strumenti citati dalla Regione c’è la rete dei 17 sportelli Si.Con.Te, finanziata con 3,9 milioni di euro del Fondo sociale europeo Plus 2021-27. Nati nel 2006 per favorire l’emersione del lavoro irregolare, oggi gli sportelli sono integrati nei servizi pubblici per il lavoro e operano come punto di riferimento per chi cerca assistenti familiari, colf o baby sitter e per chi vuole entrare in questo settore.

Friuli Venezia Giulia, crescono i lavoratori domestici regolari: 19.444 nel 2025
Friuli Venezia Giulia, crescono i lavoratori domestici regolari: 19.444 nel 2025

Gli sportelli, è stato spiegato, svolgono attività di incontro tra domanda e offerta di lavoro, consulenza e accompagnamento. Accanto a questo servizio, sono stati attivati laboratori informativi dedicati al contratto collettivo nazionale del lavoro domestico e ai temi della conciliazione tra vita e lavoro.

Nel 2025 questi percorsi hanno coinvolto 426 lavoratori, 56 famiglie datrici di lavoro e 715 partecipanti nelle attività dedicate alla conciliazione. Rosolen ha ricordato anche gli investimenti regionali per la qualificazione professionale degli assistenti familiari, attraverso corsi di formazione, percorsi per il conseguimento della qualifica regionale, certificazione delle competenze e aggiornamento professionale.

Rete famiglia e sostegni alla domiciliarità

Nel sistema di sostegno regionale rientrano anche la Rete famiglia, che coinvolge amministrazioni pubbliche, enti del Terzo settore e soggetti privati nella diffusione di pratiche e politiche a favore delle famiglie, e il Fondo per l’autonomia possibile, misura pensata per aiutare la permanenza delle persone non autosufficienti nella propria abitazione.

La casa, in questo quadro, resta il primo luogo di cura. Un’impostazione che si collega anche ad altri interventi regionali sul fronte dell’abitare, come la nuova legge regionale in Friuli Venezia Giulia per la fascia Isee tra 35mila e 46mila euro.

Nel corso dell’evento, Assindatcolf ha richiamato il peso crescente dei cambiamenti demografici e il ruolo sempre più centrale del lavoro domestico e di cura. L’associazione ha evidenziato anche come il modello della famiglia intesa come unico ammortizzatore sociale non sia più sostenibile, sia per i costi dell’assistenza sia per l’evoluzione delle strutture familiari, oggi meno in grado di garantire una cura continuativa. Da qui la necessità, emersa durante il convegno, di sviluppare una pluralità di soluzioni assistenziali con al centro la dimensione domestica, indicata come il luogo in cui la maggior parte delle persone desidera vivere la propria terza età.

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