Friuli Venezia Giulia, approvati nuovi parametri per 1.557 posti letto in più agli over 70
La III Commissione ha dato il via libera ai nuovi criteri regionali: centri diurni da 646 a 1.253 posti, autorizzabili 1.557 posti letto
PORDENONE - Il Friuli Venezia Giulia aggiorna i criteri per il fabbisogno di posti destinati agli over 70 non autosufficienti e amplia la rete dei servizi tra centri diurni e strutture residenziali. Il via libera è arrivato dalla III Commissione del Consiglio regionale, che ha approvato le due delibere della Giunta sui nuovi parametri per l’assistenza semiresidenziale e residenziale.
Il dato più immediato riguarda i centri diurni: il parametro passa da 2,6 a 5 posti ogni mille residenti con almeno 70 anni. In termini concreti, i posti autorizzati in regione saliranno dagli attuali 646 a 1.253.
Nel territorio regionale gli ultrasettantenni sono circa 250 mila; oltre 36 mila sono non autosufficienti e altri 30 mila sono considerati a rischio non autosufficienza. È su questi numeri che si basa il nuovo assetto della programmazione.
Come cambiano i centri diurni
I centri semiresidenziali oggi attivi in Friuli Venezia Giulia sono 34, di cui 13 specializzati nell’assistenza a persone con demenza. Con il nuovo provvedimento, la distribuzione dei 1.253 posti autorizzati viene ripartita in 399 posti per Asugi, 554 per Asufc e 300 per Asfo.
L’obiettivo indicato dalla Regione è adeguare l’offerta ai cambiamenti demografici e ridurre le disomogeneità tra i territori, rafforzando una rete intermedia che possa sostenere le famiglie e alleggerire la pressione sulle strutture residenziali.
Strutture residenziali: 1.557 posti autorizzabili in più
Per la residenzialità, il sistema regionale conta oggi 170 strutture convenzionate e non convenzionate, con oltre 11.400 posti letto complessivi, circa 10 mila dei quali destinati a persone non autosufficienti.
Il nuovo provvedimento individua un fabbisogno regionale di 11.199 posti letto per gli over 70 non autosufficienti. Rispetto ai 9.642 posti oggi disponibili, risultano quindi autorizzabili 1.557 nuovi posti, mentre la programmazione regionale prevede la realizzazione di 641 nuovi posti.
I nuovi criteri fissano inoltre un parametro di 4,1 posti letto ogni cento residenti ultrasettantenni non autosufficienti. Le nuove strutture potranno essere realizzate negli ambiti territoriali con un fabbisogno residuo di almeno 120 posti letto; dove il fabbisogno sarà inferiore, saranno possibili ampliamenti, trasformazioni o trasferimenti di strutture già autorizzate.
Liste d’attesa e sostegno economico alle famiglie
Nel corso dell’esame in Commissione, l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi ha richiamato anche il tema dei tempi di accesso alle strutture residenziali. I dati disponibili, ha riferito, indicano attese medie comprese tra 60 e 80 giorni, considerando insieme strutture convenzionate e non convenzionate.
Secondo l’assessore, i provvedimenti approvati dovrebbero contribuire anche a ridurre queste tempistiche. Riccardi ha collegato il tema della non autosufficienza alla più ampia riorganizzazione del sistema sanitario e sociosanitario regionale, sottolineando la necessità di differenziare l’offerta e di rafforzare tutte le misure che permettano agli anziani di restare il più a lungo possibile al domicilio.
Sul fronte economico, la Regione ricorda che dal 2018 le risorse destinate all’abbattimento delle rette sono aumentate di oltre il 40%, arrivando a 110 milioni di euro l’anno. A questo si aggiunge il Fondo per l’autonomia possibile, con una dotazione 2026 di 70 milioni destinata al sostegno di famiglie e caregiver.
Il nodo del personale nelle strutture
Tra i temi affrontati anche quello dell’organizzazione del lavoro nelle residenze per anziani. Riccardi ha evidenziato che nelle strutture pubbliche il personale dipendente rappresenta circa il 10% degli operatori, mentre il restante 90% è legato a esternalizzazioni basate sulla prestazione. Una situazione che, secondo l’assessore, richiede una riflessione anche in vista di nuove forme di collaborazione con il privato sociale e il Terzo settore.
Nel suo intervento, l’assessore ha ricordato inoltre gli investimenti sull’abitare possibile, con uno stanziamento di 20 milioni di euro nell’ultimo anno, indicandoli come parte della strategia regionale insieme all’aumento dei posti nelle strutture e al sostegno economico per l’assistenza.