Gasolio “travestito”, pompe truccate e distributori abusivi: maxi controlli della Finanza

Maxi controlli della Guardia di Finanza sui carburanti: oltre 20 milioni di chili sequestrati e migliaia di violazioni sui prezzi.

10 agosto 2026 09:17
Gasolio “travestito”, pompe truccate e distributori abusivi: maxi controlli della Finanza -
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Benzina e gasolio spacciati per altri prodotti petroliferi, depositi clandestini, distributori abusivi, carburante agricolo utilizzato illegalmente e perfino pompe che erogano meno prodotto di quanto indicato sul display. È questo il quadro che emerge dalla vasta attività di controllo della Guardia di Finanza nel settore dei carburanti, intensificata anche alla luce delle tensioni sui mercati energetici internazionali.

Tra il 1° marzo e il 31 luglio 2026, le Fiamme Gialle hanno concluso 1.371 interventi in materia di accise sui prodotti energetici, denunciando 265 persone e sequestrando oltre 20 milioni di chilogrammi di prodotti energetici. I consumi ritenuti in frode superano invece i 6,5 milioni di chilogrammi.

Designer fuels: benzina e gasolio “travestiti”

Uno dei sistemi più utilizzati è quello dei cosiddetti designer fuels.

Si tratta di carburanti che, secondo gli investigatori, vengono dichiarati formalmente con denominazioni differenti per sottrarli al normale regime fiscale. Benzina e gasolio possono così essere presentati nei documenti come olio lubrificante, liquido anticorrosivo o altri derivati petroliferi, nel tentativo di evitare il pagamento delle accise.

Il sistema è stato individuato anche nel Nordest.

I Nuclei di Polizia economico-finanziaria di Udine e Verona hanno intercettato due tank container provenienti dall’Est Europa e diretti verso il Sud Italia. Il carico, pari a 64mila litri, era indicato formalmente come olio lubrificante, ma dagli accertamenti sarebbe risultato gasolio per autotrazione.

Maxi sequestri tra Udine, Tolmezzo e Tarvisio

Particolarmente rilevanti i numeri registrati in Friuli Venezia Giulia.

Il Gruppo Udine e le Compagnie di Tolmezzo e Tarvisio hanno individuato diversi carichi di carburante provenienti da Paesi dell’Unione europea ed extra-Ue e dichiarati come olio lubrificante.

Gli accertamenti hanno portato al sequestro di oltre 427.950 litri di idrocarburi.

Le Fiamme Gialle hanno inoltre ricostruito consumi ritenuti in frode per 1.216.500 litri di prodotti petroliferi, con un’evasione stimata in oltre 1,13 milioni di euro di accise e circa 510mila euro di Iva.

Depositi clandestini e distributori abusivi

Un altro sistema emerso dalle indagini riguarda la creazione di vere e proprie stazioni di servizio clandestine.

Ad Acerra, nel Napoletano, la Guardia di Finanza ha scoperto un deposito abusivo nel quale erano stoccati oltre 80mila litri di gasolio per autotrazione riconducibile ai cosiddetti designer fuels.

A Taranto sono invece stati sequestrati oltre 30mila litri di carburante tra benzina, gasolio, carburante avio e gasolio agricolo. Le cisterne erano dotate di pompe elettriche, contalitri e attrezzature che permettevano di utilizzarle come veri distributori abusivi.

Gasolio agricolo venduto a chi non ne aveva diritto

Tra le frodi più diffuse compare anche l’utilizzo improprio del gasolio agricolo agevolato, che beneficia di una tassazione inferiore proprio perché destinato ad attività specifiche.

A Orta Nova, in provincia di Foggia, i finanzieri hanno scoperto vicino a un supermercato un’area utilizzata per vendere carburante senza autorizzazioni.

Secondo le indagini, veniva ceduto gasolio agricolo a 1,50 euro al litro anche a soggetti che non avevano diritto all’agevolazione.

Sono stati sequestrati circa 1.400 litri di prodotto insieme alle attrezzature utilizzate per la distribuzione.

Aziende agricole create solo sulla carta

In altri casi, il sistema sarebbe stato ancora più articolato.

A Gallipoli le indagini hanno ricostruito un meccanismo basato sulla costituzione artificiosa di imprese agricole, attraverso documentazione ritenuta falsa, per ottenere grandi quantitativi di gasolio agevolato.

Il prodotto, anziché essere utilizzato per mezzi agricoli, sarebbe stato successivamente ceduto a soggetti non autorizzati e utilizzato per autotrazione.

L’operazione ha portato a misure cautelari nei confronti di quattro persone e alla segnalazione di 23 soggetti. Il carburante sottratto al regime fiscale agevolato sarebbe stato pari a oltre 519mila litri.

Pompe che erogavano meno carburante

Le verifiche non riguardano solamente il contrabbando.

A Silandro, in Alto Adige, la Guardia di Finanza ha controllato due distributori e disposto i sigilli su 10 colonnine di erogazione.

In uno dei casi, otto pistole risultavano prive dei contrassegni previsti dalle verifiche metriche. Gli accertamenti avrebbero inoltre evidenziato che gli impianti erogavano quantità inferiori di carburante rispetto a quelle indicate sul display.

In un secondo distributore sono state individuate altre due pistole difettose con lo stesso problema.

Carburante sottratto direttamente dal deposito

A Vado Ligure, invece, gli investigatori hanno scoperto un presunto sistema organizzato da alcuni autotrasportatori.

Durante il normale caricamento delle autocisterne, il carburante sarebbe stato sottratto attraverso la manipolazione delle manichette e l’utilizzo di bypass meccanici.

Il prodotto veniva quindi portato all’esterno del deposito e rivenduto a prezzi inferiori.

Le perquisizioni hanno portato al sequestro di oltre 3.700 litri di carburante e alla segnalazione di 17 persone complessivamente coinvolte a vario titolo.

Distributori: oltre 2.200 violazioni sui prezzi

Parallelamente alla lotta alle frodi, la Guardia di Finanza ha controllato anche la trasparenza dei prezzi alla pompa.

Dal 1° marzo al 31 luglio sono stati effettuati 3.428 interventi nei confronti degli impianti stradali.

Le violazioni contestate sono state 2.279, riferite a 937 operatori.

Le irregolarità più frequenti riguardano la mancata esposizione dei prezzi e la differenza tra i valori comunicati e quelli realmente applicati agli automobilisti.

Oltre 400 operatori sotto approfondimento

Sono stati sottoposti ad analisi anche oltre 400 tra depositi fiscali, depositi commerciali e altri operatori della filiera.

L’obiettivo è seguire il carburante lungo tutto il percorso, dall’importazione e dallo stoccaggio fino alla distribuzione finale, cercando di individuare anomalie prima che il prodotto arrivi sul mercato.

Controlli anche nel Nordest

Il Friuli Venezia Giulia rappresenta uno dei territori strategici per questi accertamenti, soprattutto per la presenza dei valichi con l’Europa centrale e orientale.

Nei mesi scorsi sono stati intensificati anche i controlli sui prezzi di benzina e gasolio in Friuli Venezia Giulia, mentre lungo le direttrici provenienti dall’Est Europa sono stati individuati diversi carichi sospetti.

Il tema si intreccia anche con la recente scoperta di 33mila litri di benzina di contrabbando dichiarata come solvente, intercettata dopo l’ingresso in Italia dal valico di Tarvisio.

La stretta sulle frodi

La Guardia di Finanza proseguirà i controlli sull’intera filiera, concentrandosi sia sul rispetto delle accise sia sulla correttezza dei prezzi praticati ai consumatori.

Dietro un litro di carburante venduto a prezzo particolarmente conveniente, infatti, può nascondersi un sistema molto più complesso: gasolio agricolo trasformato in carburante stradale, prodotti importati con nomi diversi, depositi nascosti o pompe alterate.

Fenomeni che, oltre a sottrarre risorse allo Stato, rischiano di danneggiare le imprese regolari e alterare la concorrenza in un settore già fortemente condizionato dalle oscillazioni dei prezzi.

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