Furti in abitazione per milioni di euro nel Nordest: presa la banda
Sono 24 i reati attribuiti ad un sodalizio criminoso dedito alla commissione di furti aggravati composto da due cittadini albanesi, uno tunisino ed un nomade che il Sost. Procuratore dr. Marco FAION,...
Sono 24 i reati attribuiti ad un sodalizio criminoso dedito alla commissione di furti aggravati composto da due cittadini albanesi, uno tunisino ed un nomade che il Sost. Procuratore dr. Marco FAION, titolare del fascicolo processuale della Procura della Repubblica del Tribunale di Pordenone ha rinviato a giudizio.
Le attività investigative, condotte dai Carabinieri del NOR della Compagnia di Pordenone, in stretta collaborazione con i colleghi della Stazione CC di Lignano Sabbiadoro (UD), di fatto si sono concluse lo scorso 7 ottobre 2020 con il fermo in flagranza di tre dei quattro componenti il sodalizio, operato nel comune di Zoppola (PN) dove il terzetto aveva trovato base operativa e messo a segno una decina di furti in altrettante abitazioni da cui venivano asportati svariati milioni di euro in contanti e diversi monili in oro. Il tutto rinvenuto e sequestrato a carico dei fermati e riconosciuto dai legittimi proprietari cui veniva restituito.
L’indagine aveva avuto inizio nel mese di agosto 2020, quando gli investigatori scoprono delle interessanti similitudini nel modus operandi di due episodi di furto verificatisi uno (un tentativo di furto in abitazione) nel Comune di Fiume Veneto (PN) nel mese di luglio 2020 e l’altro nel Comune di Lignano Sabbiadoro (UD) nel mese di agosto 2020 ove si consuma il furto di una cassaforte prelevata in pieno giorno da un hotel di quel centro abitato; le modalità riscontrate fanno emergere la possibilità che si tratti degli stessi autori nei due singoli episodi.
Le fonti di prova raccolte dai due Comandi dell’Arma territoriale, a cui va riconosciuto il merito di aver avviato i primi importanti riscontri, sono risultate basilari per avviare una complessa ed articolata attività d’indagine che ha consentito agli investigatori di mettersi sulle tracce di un sodalizio strutturato, dedito principalmente a furti in abitazione lasciate incustodite anche per brevi periodi di tempo, che gravitava nella provincia di Reggio Emilia ma aveva base operativa anche in questo capoluogo e che agiva sul tutto il territorio nazionale utilizzando veicoli privati “puliti”, principalmente intestati a “prestanomi” e altri provento di furto, dalle stesse abitazioni dove compivano i furti.
Le indagini svolte con sistemi investigativi tecnici e tradizionali (analisi modus operandi, acquisizioni di immagini dai circuiti di video sorveglianza, servizi di osservazione e pedinamento anche nelle località di residenza dei soggetti) hanno permesso in pochi mesi di:
- identificare compitamente il gruppo resosi responsabile di 24 reati contro il patrimonio posti in essere dal periodo luglio/ottobre nel nordest d’Italia e specificatamente nelle Province di Pordenone (4 episodi), Udine (7 episodi), Treviso (4 episodi), Venezia (4 episodi) e Modena (5 episodi), in cui sono stati asportati denaro contante, monili in oro, elettrodomestici, biciclette e autovetture per un valore complessivo stimato in circa €.200.000,00);
- rinvenire e sequestrare numerosi arnesi da scasso, parte della refurtiva composta da monili in oro, ingenti somme di denaro in contanti (10.000,00), un autovettura Fiat Grande Punto rubata nella Provincia di Modena, pregiati capi di abbigliamento e vari elettrodomestici;
- rintracciare un latitante colpito da provvedimento restrittivo internazionale in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dall’A.G. albanese per rapina, deferito successivamente anche per possesso di documenti personali falsi (artt.477 e 482 C.P.).
La stretta collaborazione tra più Reparti dell’Arma territoriale, che grazie alla sua distribuzione capillare è presente su tutto il territorio, e la preziosa azione di coordinamento operata dalla Procura della Repubblica di Pordenone, che ha consentito agli investigatori di portare a termine con successo tutte le attività, hanno permesso di porre termine ad una lunga serie di reati contro il patrimonio e assicurare alla giustizia il sodalizio criminale che imperversava in tutto il nord est negli ultimi mesi.