Fvg, solo un terzo dei fondi per parrucche oncologiche usato nel 2025
Capozzi chiede di eliminare il limite Isee e rafforzare l'informazione ai pazienti: il tema tornerà in Aula.
TRIESTE - In Friuli Venezia Giulia i contributi per l'acquisto di parrucche destinate alle persone in cura per tumori risultano ampiamente sottoutilizzati: nel 2025, secondo i dati diffusi dalla consigliera regionale Rosaria Capozzi (M5s), è arrivato ai cittadini solo circa un terzo delle risorse disponibili. Da qui la richiesta di rivedere i criteri di accesso, eliminando il limite Isee oggi fissato a 30mila euro e rafforzando l'informazione rivolta ai pazienti oncologici e alle loro famiglie.
Il tema è riemerso durante l'esame dell'Assestamento di bilancio 2026-2028 in III Commissione, dove Capozzi ha segnalato la necessità di rendere davvero accessibile una misura già finanziata. L'emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle, poi ritirato su richiesta dell'assessore con l'impegno a riproporlo in Aula, non chiedeva nuove risorse ma un diverso utilizzo di quelle già stanziate.
I numeri dei contributi nelle tre aziende sanitarie
Nel dettaglio, sempre secondo quanto riferito dalla consigliera, nel 2025 ad Asufc sono stati assegnati oltre 26mila euro, ma ne sono stati utilizzati meno di 10mila. In Asugi, su quasi 18mila euro disponibili, le richieste hanno superato di poco i 5mila euro. In Asfo, infine, dei quasi 15mila euro stanziati, sono stati impiegati poco più di 5mila euro.
Per Capozzi il problema non riguarda quindi la copertura finanziaria, ma l'effettiva accessibilità della misura. Le cause individuate sono due: una comunicazione insufficiente verso i malati oncologici e i familiari, e i criteri di accesso legati al reddito.
La proposta: contributo legato alla condizione clinica
La richiesta del M5s è di cancellare il requisito dell'Isee sotto i 30mila euro per ottenere il contributo all'acquisto della parrucca dopo chemioterapia o radioterapia. Secondo la consigliera, non si tratta di un bene accessorio ma di un presidio che incide sul benessere psicologico, sulla dignità personale e sulla qualità della vita durante il percorso di cura.
Nella sua presa di posizione, Capozzi sottolinea che la perdita dei capelli è uno degli effetti collaterali più visibili della malattia e può avere conseguenze pesanti nella vita quotidiana: esporsi agli sguardi degli altri, rivivere continuamente la propria condizione, affrontare un disagio emotivo che può riflettersi sul lavoro e sulle relazioni sociali. Per questo, sostiene, il bisogno di una parrucca non cambia in base al reddito dichiarato.
Il precedente del 2024 e il passaggio in Aula
La consigliera ricorda che già durante l'Assestamento 2024 il Consiglio regionale aveva approvato all'unanimità un emendamento del M5s che aveva aumentato di 41mila euro le risorse per questo contributo. Proprio alla luce di quel precedente, la bassa percentuale di utilizzo registrata nel 2025 viene letta come un segnale di criticità nella costruzione della misura.
Capozzi ha parlato anche di apprezzamento per l'attenzione ricevuta in Commissione su altri dossier sanitari: dallo screening del Dna fetale per le principali anomalie cromosomiche agli interventi su fibromialgia ed endometriosi, temi sui quali il Movimento 5 Stelle ha presentato una proposta di legge. Citati inoltre gli interventi sullo screening per celiachia, diabete di tipo 1 e prevenzione del tumore ai polmoni.
Il punto, nel caso delle parrucche oncologiche, resta però pratico: secondo la proposta, il contributo dovrebbe essere riconosciuto in base alla condizione clinica e non alla situazione reddituale, perché un percorso oncologico comporta già costi aggiuntivi tra farmaci, trasporti, visite, assistenza e possibili riduzioni del reddito dovute alle assenze dal lavoro.