Ilia, proposta in Friuli Venezia Giulia per esentare Rsa e Asp senza scopo di lucro

Nel disegno di legge sull’Assestamento 2026-2028 la proposta di allineare l’imposta regionale immobiliare alle regole Imu nazionali

A cura di Web Team Web Team
20 luglio 2026 19:00
Ilia, proposta in Friuli Venezia Giulia per esentare Rsa e Asp senza scopo di lucro -
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TRIESTE - Nel dibattito sull’Assestamento di bilancio 2026-2028 del Friuli Venezia Giulia entra anche il tema della tassazione immobiliare per le strutture assistenziali senza fini di lucro. Il consigliere regionale Francesco Martines (Pd) ha presentato un emendamento al disegno di legge 93 per chiedere l’esenzione dell’Ilia a Rsa, Asp, case di riposo e strutture sanitarie e sociosanitarie non commerciali, con l’obiettivo di allineare la normativa regionale a quella nazionale sull’Imu.

La proposta riguarda in particolare gli immobili utilizzati per attività assistenziali, sanitarie e sociosanitarie svolte con modalità non commerciali. Secondo Martines, l’intervento permetterebbe alle strutture interessate un risparmio economico che, pur non essendo risolutivo per la loro tenuta finanziaria, alleggerirebbe comunque i costi.

Cosa prevede l’emendamento

L’emendamento al ddl 93 punta a modificare la disciplina dell’Ilia – l’Imposta locale immobiliare autonoma della Regione – per renderla coerente con il quadro nazionale in materia di Imu applicato agli enti non commerciali che operano nell’assistenza e nel sociosanitario.

Martines richiama la legge di bilancio 2026, che a livello statale ha chiarito e rafforzato l’esenzione Imu per gli immobili destinati ad attività assistenziali, sanitarie e sociosanitarie svolte senza finalità commerciali. Tra i soggetti interessati rientrano anche le strutture residenziali per anziani e le Rsa accreditate o convenzionate.

Quando scatta l’esenzione secondo le norme nazionali

Nella ricostruzione del consigliere dem, la normativa nazionale considera non commerciali le attività svolte da strutture accreditate e contrattualizzate. In questi casi, gli immobili beneficiano dell’esenzione Imu.

Lo stesso principio, aggiunge Martines, vale anche per le strutture che non siano contrattualizzate o convenzionate, ma che eroghino il servizio gratuitamente oppure dietro pagamento di corrispettivi simbolici.

Le strutture coinvolte in Friuli Venezia Giulia

Se il percorso di allineamento andasse avanti, il beneficio potrebbe riguardare Rsa, Asp, case di riposo e più in generale le strutture assistenziali che operano senza scopo di lucro in Friuli Venezia Giulia.

Secondo Martines, la Regione non può applicare automaticamente la disciplina statale per semplice analogia, ma avrebbe la possibilità di intervenire con una norma propria, esercitando i poteri riconosciuti dall’autonomia speciale.

L’obiettivo dichiarato è evitare che gli enti del Friuli Venezia Giulia subiscano un trattamento fiscale peggiorativo rispetto a realtà analoghe presenti nel resto d’Italia, dove – osserva il consigliere – la giurisprudenza tributaria si sarebbe già espressa in modo coerente sul riconoscimento dell’esenzione.

Il nodo dell’autonomia regionale

Nella richiesta politica contenuta nell’emendamento, Martines sostiene che il Friuli Venezia Giulia debba usare in modo “virtuoso” la propria autonomia, soprattutto alla luce della scelta di gestire la sanità con risorse proprie e dell’introduzione dell’Ilia come imposta regionale distinta dall’Imu.

Per il consigliere del Pd, l’intervento dovrebbe quindi aprire un percorso di allineamento tra normativa statale e regionale, cercando allo stesso tempo di superare eventuali criticità che potrebbero emergere sul piano della disciplina europea.

La proposta è ora legata all’esame del disegno di legge 93 sull’Assestamento di bilancio regionale, nel quale è stato depositato l’emendamento che punta a estendere l’esenzione alle strutture assistenziali, sanitarie e sociosanitarie senza fine di lucro.

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