Fvg, proposta di legge per le case editrici indipendenti: 3,75 milioni in tre anni
Previsti contributi per saloni del libro, festival, traduzioni, innovazione, audiolibri ed e-book: focus su filiera locale e occupazione
TRIESTE - Una proposta di legge regionale punta a sostenere le piccole e medie case editrici indipendenti del Friuli Venezia Giulia con 3 milioni 750 mila euro nell’arco di un triennio. Il testo, illustrato in Consiglio regionale da esponenti delle opposizioni insieme ad alcuni rappresentanti del settore, mette al centro contributi per la diffusione del patrimonio librario del Fvg in Italia e all’estero, la partecipazione ai saloni del libro, l’organizzazione di festival anche transfrontalieri e le traduzioni delle opere.
L’iniziativa si intitola “Misure di sostegno alle piccole e medie case editrici indipendenti regionali” ed è stata presentata dai consiglieri Manuela Celotti e Marko Pisani, con Diego Moretti, Nicola Conficoni, Laura Fasiolo, Rosaria Capozzi, Furio Honsell e Serena Pellegrino. Secondo i promotori, riconoscere queste realtà attraverso una norma regionale significa considerarle strumenti di sviluppo culturale, sociale e turistico per il territorio, oltre che un tassello dell’industria culturale e creativa del Fvg.
Nel dettaglio, la proposta prevede canali contributivi per rafforzare la presenza delle case editrici regionali nei principali appuntamenti del settore e per sostenere iniziative capaci di valorizzare il patrimonio storico, artistico, paesaggistico, turistico, enogastronomico e linguistico della regione. Tra i punti indicati ci sono anche gli aiuti per la traduzione delle opere in lingue straniere e nelle lingue minoritarie del Friuli Venezia Giulia, aspetto che i consiglieri collegano direttamente alla specialità regionale.
Un altro capitolo riguarda l’aggiornamento del comparto: sono previste linee di finanziamento dedicate all’innovazione dei processi produttivi, alla formazione del personale e alla produzione di audiolibri ed e-book. L’obiettivo dichiarato è rafforzare un settore ritenuto strategico, accompagnandolo nei cambiamenti del mercato editoriale senza perdere il radicamento locale.
Nelle intenzioni dei firmatari, la legge dovrebbe anche premiare le realtà che lavorano lungo la filiera corta del libro regionale, favorendo una produzione quanto più possibile realizzata sul territorio. Per i promotori questo approccio può avere ricadute anche sul piano occupazionale e sullo sviluppo economico, valorizzando professionalità già presenti in regione e consolidando una rete che coinvolge editori, enti locali, scuole e associazioni culturali.
La proposta introduce inoltre un tavolo regionale dell’editoria, pensato per rendere stabile il rapporto tra Regione e case editrici indipendenti. Secondo Celotti e Pisani, questo strumento dovrebbe rafforzare una collaborazione che già oggi esiste con Comuni, istituti scolastici e realtà associative e che viene considerata centrale anche per la promozione della lettura.
Nel corso della presentazione, i consiglieri hanno sottolineato che altre Regioni hanno già adottato misure specifiche per riconoscere il ruolo delle piccole e medie case editrici. In Friuli Venezia Giulia, hanno aggiunto, queste realtà rappresentano presìdi di cultura locale e possono contribuire alla promozione del patrimonio regionale anche fuori dai confini del territorio.
Il provvedimento si inserisce nel dibattito più ampio sul futuro degli strumenti regionali e sul ruolo del territorio friulano e giuliano nelle politiche istituzionali del Fvg, tema tornato al centro anche con la proposta sui due enti di area vasta.
A firmare la proposta di legge sono Manuela Celotti e Marko Pisani, insieme a Diego Moretti, Nicola Conficoni, Laura Fasiolo, Rosaria Capozzi, Furio Honsell e Serena Pellegrino, alla presenza di rappresentanti di alcune case editrici regionali.