Fvg, scuola: stop tamponi per raffreddore, nuove linee guida da domani

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“Le linee guida per la gestione dei contatti Covid nelle scuole sono fondamentali per le famiglie e per far chiarezza sui percorsi da seguire. Abbiamo individuato protocolli sicuri dal punto di vista sanitario, ma che semplificano il carico burocratico, grazie alla fondamentale condivisione con i medici, i pediatri e la scuola”.

Il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, definisce così gli obiettivi del documento che firmerà nella giornata odierna e che entrerà in vigore da domani in tutte le scuole della Regione.

Le linee di indirizzo favoriscono l’utilizzo del test rapido rispetto alla cui dotazione Fedriga ha precisato che la Regione avrà 40mila test: “abbiamo avviato una gara con la Regione Veneto e già questa settimana attendiamo la fornitura di 12.500 kit. Da Roma il ministero ha annunciato l’acquisto di 5 milioni di test rapidi per la distribuzione a livello nazionale, ma abbiamo ritenuto, intanto, di muoverci in autonomia per raggiungere quanto prima i risultati sperati. I test saranno destinati prevalentemente ai monitoraggi nelle scuole ma successivamente non escludiamo di utilizzarli in altri ambiti se ciò si renderà necessario”.

Il governatore ha toccato anche il tema del trasporto pubblico scolastico evidenziando che “per ridurre la capienza a bordo abbiamo bisogno di più mezzi e di più personale di cui abbiamo fatto richiesta allo Stato, al momento senza riscontro”.

Fedriga non esclude l’ipotesi di alternare la didattica a distanza nelle classi quarte e quinte delle scuole superiori con l’obiettivo di ridurre il ricorso al trasporto scolastico, ma si tratta di una proposta ancora al vaglio e al momento rigettata dal ministero.

“Dobbiamo evitare posizioni oltranziste che non si conciliano con il mutare dell’emergenza pandemica”, ha detto Fedriga, che ha quindi lanciato un appello ai cittadini del Friuli Venezia Giulia: “continuiamo a fare quello che facevamo ma con le dovute prescrizioni comportamentali sull’uso della mascherina e sul distanziamento; dobbiamo proteggere le persone più fragili della nostra comunità ed attivare un senso di responsabilità comune. Solo così potremo mantenere il difficilissimo equilibrio tra tenuta sanitaria e tenuta economica della Regione e del Paese”.

Rispetto alla posizione della Conferenza delle Regioni sull’ultimo Dpcm, Fedriga ha ribadito lo scarso tempo a disposizione per un’analisi approfondita del testo su cui “sarebbe stato possibile prendersi ancora un giorno per fare delle valutazioni; contestiamo alcuni passaggi sulle feste private e sulle chiusure dei bar, rispetto alle quali va garantito un ristoro economico” ha evidenziato il governatore.

Sulla fotografia della situazione pandemica ad oggi in Friuli Venezia Giulia, il vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha sottolineato come “il dato sul numero delle persone monitorate (165,7 ogni mille abitanti) ci pone in linea con il Veneto, considerata la regione con il miglior livello di sorveglianza”. “L’andamento della curva della terapia intensiva e dei ricoveri in altri reparti è in rialzo seppur lontana dai numeri gestiti a marzo – ha detto Riccardi – al momento la domanda ospedaliera è sostenibile e sotto controllo, ma la nostra attenzione è alta, tanto che la macchina della Protezione civile ha ripreso a governare l’emergenza”.

Quanto alle situazioni di rischio, Riccardi ha sottolineato nuovamente che “l’effetto scuola è minore del contagio in famiglia e tra amici, il che significa che l’elemento comportamento diventa determinante. La svolta sarà determinata dal modo di affrontare il test rapido, da questo aggiornamento dei protocolli scolastici che consenta alle persone di non subire controlli inadeguati e da un’organizzazione che ci consenta di effettuare i test in condizioni di maggiore prossimità al cittadino. Su tutto ciò stiamo lavorando”.

Infine l’assessore regionale all’Istruzione, Alessia Rosolen, ha ricordato come si sia giunti a queste linee guida “perché il lavoro operativo per rendere le scuole dei luoghi sicuri è stato avviato con ampio anticipo sull’inizio dell’anno scolastico, colmando le lacune derivate da mancati interventi del ministero e del Comitato tecnico scientifico; abbiamo lavorato in primis a migliorare il raccordo tra scuole, Dipartimenti di prevenzione e Ufficio scolastico”.

“La chiusura delle scuole sarebbe una sconfitta che né Stato né Regione possono accettare – ha ribadito Rosolen -. Chiedo all’Ufficio scolastico regionale di vigilare sulla corretta applicazione e sulla conoscenza dei protocolli e delle procedure da seguire. È necessaria una responsabilità condivisa unita alla responsabilità di ciascuno”.

Intanto l’assessore ha annunciato che oggi verrà inviato a tutti gli Istituti il protocollo per la sanificazione degli edifici scolastici, mentre non è ancora stato reso noto dall’Ufficio scolastico reginale il dato ufficiale dei lavoratori fragili all’interno del sistema scolastico.

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