Gare partite sul Tagliamento: argini e ponte di Latisana attesi da 10 anni
Appalti per i servizi di ingegneria su argine sinistro e ponte stradale. Capozzi chiede chiarimenti su costi, portate e sicurezza.
LATISANA - Dopo dieci anni dallo stanziamento delle risorse, sono partite le gare per assegnare i servizi di ingegneria legati a due opere attese sul basso Tagliamento: il rialzo e la diaframmatura di un tratto dell’argine sinistro del fiume e il rialzo del ponte stradale di Latisana. L’avvio degli appalti riguarda direttamente i territori di Latisana e Lignano, interessati dagli interventi di mitigazione del rischio idraulico.
A darne notizia è la consigliera regionale Rosaria Capozzi (Movimento 5 Stelle), che richiama anche un terzo passaggio già avviato: la redazione del documento di fattibilità che dovrà indicare le alternative alle opere di sbarramento a monte di Latisana.
I lavori previsti sul basso corso del fiume
Secondo quanto riferito da Capozzi, gli interventi sono pensati per garantire, tra la parte meridionale del Comune di Latisana e Lignano, il transito di una portata di 2.400 metri cubi al secondo, contro i 1.800 mc/s previsti una decina d’anni fa. Una variazione che, osserva la consigliera, comporterà la necessità di argini più alti e con maggiore impatto lungo il basso corso del fiume.
L’obiettivo indicato è ridurre la quantità d’acqua che, attraverso il canale Cavrato, confluirà nella Laguna di Bibione. Proprio su questo punto Capozzi solleva una serie di perplessità, annunciando ulteriori interrogazioni alla Giunta regionale.
I nodi aperti: costi, sicurezza e scelte tecniche
Tra gli aspetti contestati c’è anzitutto il costo del ponte stradale di Latisana, che secondo la consigliera negli ultimi otto anni sarebbe passato da 18 a 43 milioni di euro. Resterebbe invece ferma a 9 milioni di euro, come nella previsione del 2016, la spesa per i lavori sugli argini, nonostante inflazione e aumento delle portate previste.
Capozzi mette in discussione anche il quadro complessivo della sicurezza idraulica dei territori attraversati dal Tagliamento. In particolare, chiede che venga spiegata con precisione la scelta di non far arrivare una parte dell’eventuale piena centennale nella Laguna di Marano, mentre oggi si considera possibile convogliare acqua attraverso il Cavrato verso la Laguna di Bibione.
Il tema delle portate verso il Cavrato
Un altro punto riguarda i volumi ritenuti sostenibili. Secondo la ricostruzione della consigliera del M5S, negli anni i tecnici avrebbero considerato compatibile una portata di 2.250 mc/s verso quell’area, mentre ora il valore indicato sarebbe di 1.200 mc/s, quasi la metà.
Per Capozzi, questa inversione di portata avrebbe consentito anche di prevedere, alla foce del Cavrato, la costruzione di un villaggio turistico da 30 milioni di euro su 50 ettari di terreno oggi sostanzialmente non edificato.
La consigliera collega l’annuncio delle gare alla giornata in cui in Friuli Venezia Giulia vengono ricordati i tragici eventi alluvionali del 1965 e del 1966, sostenendo che sarebbe stato preferibile arrivare a questa ricorrenza con opere già completate e non ancora in fase di affidamento dei servizi di ingegneria.
L’ultimo appalto citato riguarda proprio il documento di fattibilità chiamato a valutare le alternative alle opere di sbarramento a monte di Latisana, passaggio destinato a incidere sulle scelte future per la gestione del rischio idraulico nel basso corso del Tagliamento.