«Potrebbero essere stati usati per video di torture»: il giallo dei 14 gatti spariti | VIDEO

L’avvocata Oleksandra Stukova racconta a Patrick Ganzini il caso dei 14 gatti spariti a Padova e l’ipotesi dei video di torture online.

26 agosto 2026 12:50
«Potrebbero essere stati usati per video di torture»: il giallo dei 14 gatti spariti | VIDEO -
Condividi

PADOVAQuattordici gatti scomparsi, alcuni successivamente ritrovati feriti, denutriti o in condizioni preoccupanti e quattro giovani finiti sotto indagine. È una vicenda dai contorni ancora tutti da chiarire quella affrontata da Patrick Ganzini nell’intervista all’avvocata Oleksandra Stukova, legale della donna che si occupa della colonia felina nella zona della Stanga, a Padova.

Al centro dell’inchiesta c’è soprattutto una domanda: che cosa sarebbe accaduto agli animali dopo la loro cattura?

Ed è proprio su questo punto che la legale ha avanzato un’ipotesi particolarmente inquietante, che allo stato attuale non risulta accertata dagli investigatori: i gatti potrebbero essere stati utilizzati per realizzare filmati di violenze da diffondere e vendere online.

Quattordici gatti spariti tra il 2024 e il 2025

La vicenda riguarda una serie di sparizioni avvenute tra il 2024 e il 2025 nella zona di via Carli, alla Stanga.

Secondo quanto denunciato, sarebbero 14 complessivamente i gatti scomparsi. Non tutti appartenevano alla colonia seguita dalla donna.

«Si tratta di gatti comuni, non di razza pregiata», ha spiegato l’avvocata Stukova.

Questo elemento rende ancora più importante capire quale potesse essere l’eventuale finalità delle catture.

Gatti attirati con cibo e giochi

Secondo le testimonianze raccolte, alcuni giovani sarebbero stati visti mentre tentavano di attirare i felini utilizzando scatolette di cibo e giochi.

In una circostanza un residente avrebbe assistito direttamente al tentativo di cattura di un gatto, che sarebbe riuscito a divincolarsi e a fuggire.

In un altro episodio, alcuni ragazzi sarebbero stati notati durante la notte mentre si aggiravano nella zona con delle torce.

Quando una persona avrebbe domandato loro cosa stessero cercando, la risposta sarebbe stata: «I gatti».

In seguito agli accertamenti sono stati individuati quattro giovani, tutti di origine cinese, attualmente indagati. Tra le ipotesi contestate figurerebbero il tentato furto e altri reati minori.

Le responsabilità individuali sono ancora da accertare e, fino a eventuale sentenza definitiva, vale naturalmente la presunzione di innocenza.

Alcuni gatti tornano feriti e denutriti

A rendere ancora più delicata la vicenda sono le condizioni nelle quali tre o quattro degli animali sarebbero successivamente ricomparsi.

Secondo quanto riferito dalla legale, alcuni presentavano ferite, lesioni, pelo strappato e una forte debilitazione, mentre altri apparivano denutriti.

Non è però ancora stato accertato che tali condizioni siano direttamente riconducibili alle persone attualmente indagate.

«Il sospetto è che servissero per video di torture»

È sul possibile destino degli animali che l’intervista di Patrick Ganzini entra nel punto più delicato.

«Vorrei capire a cosa servissero questi gatti. Il mio forte sospetto è che servissero per video di torture da mettere poi in rete a pagamento», ha spiegato l’avvocata Stukova.

Si tratta, è importante sottolinearlo, di un sospetto della legale e non di una conclusione dell’inchiesta.

Secondo quanto sarebbe emerso dalle indagini difensive, esisterebbero infatti circuiti online nei quali verrebbero commercializzati filmati contenenti violenze sugli animali, in alcuni casi anche realizzati su richiesta.

Proprio per comprendere se possa esserci o meno un collegamento con queste realtà, la difesa della responsabile della colonia chiede ulteriori approfondimenti investigativi.

La richiesta: analizzare telefoni e computer

L’avvocata ha chiesto che vengano acquisiti e analizzati telefoni cellulari e computer dei quattro indagati.

L’obiettivo sarebbe verificare l’eventuale presenza di video, fotografie, conversazioni, pagamenti o collegamenti con gruppi online che possano aiutare a ricostruire la sorte degli animali.

«L’unico mezzo per collegare questi ragazzi a una comunità organizzata che trae profitto dalla sofferenza animale sono i loro dispositivi elettronici», sostiene Stukova.

Spetterà naturalmente alla Procura e agli organi investigativi valutare quali attività disporre e se vi siano gli elementi necessari per procedere in questa direzione.

L’inchiesta della Procura di Padova

Il procedimento è coordinato dal pubblico ministero Roberto D’Angelo, mentre gli accertamenti sono affidati al Nucleo tutela animali della Polizia locale di Padova.

L’inchiesta nasce dalla denuncia della donna che segue la colonia felina e punta ora a ricostruire ogni singola scomparsa e il possibile destino dei gatti che non sono più tornati.

La vicenda riporta al centro il tema della protezione degli animali, sul quale recentemente Nordest24 ha raccontato anche il salvataggio di un cane precipitato in un profondo dirupo, recuperato dai Vigili del fuoco.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail