Gatti spariti, l’allarme si allarga: «Una carcassa sezionata chirurgicamente» | VIDEO
Gatti scomparsi nel Bellunese: Lorenzo Croce intervistato da Patrick Ganzini su carcasse ritrovate, nuove segnalazioni e indagini.
SEDICO – Una carcassa descritta come «sezionata chirurgicamente», un altro gatto morto sottoposto a esami e nuove segnalazioni dai paesi circostanti. Sono gli elementi illustrati da Lorenzo Croce, presidente dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente (AIDAA), nell’intervista condotta da Patrick Ganzini su Nordest24 sul caso dei gatti domestici scomparsi nel Bellunese.
Il numero richiamato durante il collegamento è di 51 animali scomparsi. Secondo Croce, dopo la forte attenzione mediatica gli episodi a Sedico sarebbero quasi cessati, mentre l’allarme avrebbe interessato altre località. L’associazione considera questa evoluzione un motivo per approfondire l’ipotesi di azioni umane, senza escludere che alcuni animali possano essere stati predati.
Il racconto sul gatto ritrovato morto
Croce ha precisato la propria descrizione: «No, sezionata chirurgicamente», spiegando che si trattava della prima carcassa ritrovata. È una dichiarazione dell’intervistato: nel collegamento non vengono illustrati risultati medico-veterinari che confermino come siano state prodotte le lesioni.
Il presidente ha riferito inoltre del ritrovamento di un secondo gatto morto, inviato per gli esami all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie. Gli accertamenti sono parte del lavoro necessario a comprendere le cause dei decessi.
La tutela degli animali è al centro anche di altri interventi raccontati da Nordest24, tra cui il sequestro di un collare elettrico a Tolmezzo.
Due gatti tornati a casa e sparizioni quasi ferme a Sedico
Nel descrivere gli aggiornamenti, Croce ha riferito che a Sedico le scomparse si sarebbero fortemente ridotte dopo l’attenzione dei giornali. Ha parlato, con cautela, di forse altri due episodi e ha aggiunto che due gatti sono tornati a casa.
Ganzini ha ricordato che un calo delle segnalazioni era stato riferito anche dopo l’esposto presentato dall’associazione nelle settimane precedenti.
Durante l’intervista è stata ripresa, esplicitamente come battuta, l’idea di un lupo che avrebbe imparato a leggere i giornali e si sarebbe spaventato. Il senso della provocazione era sottolineare il cambiamento osservato dall’associazione in coincidenza con l’attenzione pubblica sul caso. Questa coincidenza, da sola, non stabilisce però la causa delle sparizioni.
Perché AIDAA sospetta un intervento umano
Croce ha ribadito che l’associazione non esclude predazioni per una parte dei gatti. Allo stesso tempo, ritiene che le nuove segnalazioni da altre località, insieme al rallentamento a Sedico, rafforzino il sospetto di una mano umana.
La sua posizione è che possano esistere spiegazioni diverse per i singoli episodi, comprese più piste nell’eventualità di un coinvolgimento umano.
Il presidente ha comunque rimesso alle autorità il compito di svolgere gli accertamenti e indicare la ricostruzione sostenuta dalle prove. Anche l’ipotesi di un responsabile di uccisioni ripetute, evocata nel collegamento, resta da verificare.
I primi venti o ventuno animali nella stessa zona
Un altro dato presentato nell’intervista riguarda la mappatura delle scomparse. Secondo Croce, i primi venti o ventuno gatti sarebbero spariti dalla medesima zona, caratterizzata da villette.
Da questa concentrazione nasce il sospetto dell’associazione che qualcuno possa essersi mosso tra le abitazioni cercando di non essere notato. Nel racconto non vengono però indicate persone identificate come responsabili.
Resta aperta la domanda sul perché gli animali siano scomparsi. Croce ha sottolineato che soltanto chiarendo questo aspetto sarà possibile attribuire un significato agli elementi raccolti.