Gelato artigianale verso l’UNESCO: la sfida passa anche dai consumatori

Gelato artigianale italiano verso l’UNESCO: qualità e scelte dei consumatori decisive per il futuro.

15 aprile 2026 16:41
Gelato artigianale verso l’UNESCO: la sfida passa anche dai consumatori -
Condividi

ITALIA - A pochi mesi dall’inserimento della cucina italiana – che comprende anche il gelato – nella lista UNESCO del Patrimonio Immateriale dell’Umanità, il 12 marzo è stata presentata la candidatura dei Maestri del Gelato Artigianale di Tradizione Italiana. Un’iniziativa che punta a tutelare un mestiere, una cultura e un prodotto simbolo del Made in Italy, oggi sempre più esposto al rischio di standardizzazione.

Secondo Federico Maronati, CEO di Artigeniale ed esperto del settore, la salvaguardia del gelato artigianale non può prescindere da un cambio di prospettiva che coinvolga anche il consumatore: “Il consumatore contribuisce direttamente a definire gli standard di qualità del mercato. Se scegliamo in modo superficiale, premiamo inevitabilmente prodotti mediocri. Se invece sviluppiamo maggiore consapevolezza, possiamo stimolare gli artigiani ad alzare il livello”.

In un contesto in cui solo una parte degli artigiani riesce a rimanere fedele alla propria visione qualitativa, spesso sostenendo anche un importante sforzo educativo, emerge con forza il tema della scelta. “Il mercato segue le nostre decisioni: ogni gelato che acquistiamo orienta l’offerta futura”, sottolinea Maronati.

Negli ultimi anni si osserva un’evoluzione nei comportamenti di consumo: il gelato, tradizionalmente legato a un acquisto d’impulso, si sta progressivamente trasformando in una scelta più consapevole. Un cambiamento che si riflette anche nella riduzione delle porzioni e in un approccio sempre più orientato al “meno, ma meglio”. Tuttavia, resta ancora limitata la capacità di riconoscere la qualità autentica.

“Non sempre ciò che piace è sinonimo di qualità”, spiega Maronati. “Dolcezza, aromi e colori possono influenzare il nostro giudizio. La qualità, invece, è fatta di equilibrio, ingredienti e tecnica. La vera sfida è evolvere il nostro ‘mi piace’ ”.

Tra i fattori critici, anche le aspettative dei consumatori, come la richiesta di gusti disponibili tutto l’anno, che può portare a compromessi sulla stagionalità e sull’autenticità delle materie prime. “Se vogliamo la fragola in ogni stagione, non possiamo aspettarci che sia sempre fresca: anche le nostre abitudini incidono sulla qualità finale”, evidenzia.

Un altro nodo riguarda il valore economico del prodotto. “Non tutto il gelato artigianale è uguale. Ingredienti, lavorazione e competenze hanno costi diversi, ma spesso il prezzo finale non riflette queste differenze”, afferma Maronati. “Prezzi differenziati non significano più caro, ma più coerente: riconoscere il valore della qualità è fondamentale per sostenerla”.

In questo scenario, la qualità del gelato artigianale emerge come una responsabilità condivisa tra chi produce e chi sceglie. “Una parte della qualità dipende da noi: dalle nostre aspettative, dalla nostra consapevolezza e da ciò che decidiamo di premiare. Il futuro del gelato artigianale si costruisce anche attraverso le scelte quotidiane dei consumatori”.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail