Gemona, gli psicologi nazionali ricordano il sisma del 1976 con il convegno a Palazzo Fantoni
A Palazzo Fantoni il convegno “Narrazioni sul Terremoto” ha riunito il Consiglio nazionale e gli Ordini regionali degli psicologi.
GEMONA DEL FRIULI - A cinquant’anni dal terremoto del 6 maggio 1976, Palazzo Fantoni ha ospitato il convegno “Narrazioni sul Terremoto”, appuntamento che ha portato a Gemona il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi insieme ai presidenti degli Ordini regionali e delle Province autonome. Per il Friuli Venezia Giulia è stata la prima presenza istituzionale al completo del CNOP sul territorio, in quella che segna anche la partenza del primo evento itinerante della nuova consigliatura nazionale.
Il dato più rilevante emerso dall’incontro riguarda il tema scelto per la giornata: la psicologia dell’emergenza, disciplina che nel 1976 non esisteva ancora in forma strutturata e che proprio anche da esperienze come quella del sisma friulano ha iniziato a prendere forma, fino a diventare oggi parte dei piani di intervento della Protezione Civile.
Ad aprire i lavori sono state la presidente dell’Ordine regionale Eva Pascoli e la presidente del Consiglio Nazionale Maria Antonietta Gulino. Gulino ha spiegato la scelta di portare il Consiglio nazionale nei territori, incontrando iscritti e comunità professionali nei luoghi in cui vivono e operano, indicando nella prossimità un elemento centrale del lavoro psicologico.
Il significato dell’incontro a Gemona
La sede scelta non è stata casuale. Gemona è uno dei luoghi simbolo del terremoto del Friuli e della successiva ricostruzione, richiamata anche in questi mesi da iniziative sul territorio dedicate ai cinquant’anni del sisma, dai percorsi di studio nei luoghi del terremoto e della ricostruzione ai momenti di riflessione pubblica sul modello friulano.
Nel corso del convegno è stata sottolineata la presenza corale dei presidenti degli Ordini regionali e delle Province autonome, arrivati in Friuli per rappresentare l’intera comunità professionale nazionale. Un passaggio che ha dato all’appuntamento non solo un valore commemorativo, ma anche operativo, legato al rapporto tra memoria, trauma collettivo e risposta nelle emergenze.
I relatori e gli interventi
A guidare l’incontro è stata ancora Eva Pascoli, che ha accompagnato il pubblico in un percorso tra memoria e partecipazione. Tra gli interventi, Paola Comito ha portato una testimonianza sul ruolo della psicologia dell’emergenza nel supporto alle comunità colpite da eventi traumatici.
Lorenzo Cozianin, sindaco del terremoto e della ricostruzione, ha proposto il ricordo diretto di quegli anni. Hanna Farah ha affrontato il tema della solidarietà, mentre lo storico Angelo Floramo ha riportato il discorso sul piano della memoria collettiva e della cultura del territorio. Sono intervenuti anche Carlo Martina e Ivan Pesamosca con le loro testimonianze.
Le istituzioni presenti
Al convegno hanno partecipato anche le istituzioni locali e sanitarie. Erano presenti il sindaco di Gemona Roberto Revelant, il consigliere regionale Edy Morandini e il direttore del Distretto sociosanitario, dott. Gianni Borghi. Nei loro interventi è stato riconosciuto il valore dell’integrazione tra professionalità diverse nella gestione delle emergenze, un tema che nel cinquantenario del sisma torna al centro anche nel dibattito sul modello Friuli e sulla capacità del territorio di fare rete.
La chiusura di Eva Pascoli
Nel corso della giornata è stato rivolto un ringraziamento particolare a Eva Pascoli per l’organizzazione dell’iniziativa. La presidente dell’Ordine degli Psicologi del Friuli Venezia Giulia ha spiegato il senso della scelta di partire proprio da Gemona: “Se da un luogo dovevamo partire, volevo che fosse Gemona. La nostra comunità è una promessa da mantenere. Questa giornata ci lascia tesori da custodire e semi da coltivare”.