Gestore unico regionale dell’acqua, Martines chiede di valutare la strada pubblica
Il consigliere regionale commenta l’ipotesi di affidamento a Cafc a Trieste e richiama il nodo dei circa 180 milioni per il subentro.
Trieste, 3 novembre - "La decisione del Comune di Trieste di valutare seriamente la gestione in house providing (gestione pubblica), avviando una collaborazione istruttoria con Ausir e ipotizzando l'affidamento alla società udinese Cafc, potrebbe rappresentare una grandissima svolta che smentisce le voci di una scelta definitiva verso la gara d'appalto". Lo afferma in una nota il consigliere regionale Francesco Martines (Pd), commentando "gli sviluppi legati alla scadenza, a fine 2027, della concessione del servizio idrico integrato nel capoluogo giuliano, un asset della concessione con scadenza nel 2039 dal valore stimato in circa un miliardo di euro".
Le ipotesi per il gestore unico regionale
"Questo cambio di passo - spiega Martines - pone domande precise alla politica regionale e spinge inevitabilmente, visti i tempi stretti e i ritardi accumulati, verso una possibile proroga dell'attuale gestione a favore di Hera Acegas, passaggio fondamentale per definire il Piano d'ambito regionale e valutare con attenzione le diverse opzioni".
"Le dinamiche in atto nell'area provinciale orientale triestina - continua il dem - dimostrano che la partita non è locale: la società Acquedotto del Carso ha scelto di avviare un percorso per l'integrazione con Cafc per mantenere il servizio in house fino al 2045. Se anche Trieste individuasse nella società di viale Palmanova il soggetto idoneo, saremo davanti a segnali chiari: questo può essere il passo decisivo verso il Gestore unico regionale previsto dalla legge 5/2016".
Secondo Martines, "resta però da sciogliere il nodo finanziario. Una gestione interamente pubblica comporta il pagamento del diritto di subentro al gestore uscente, quantificabile in circa 180 milioni di euro, dopo che Ausir avrà provveduto a certificarne l'importo. In un periodo di incertezza e ingorgo elettorale, con le comunali a Trieste e le possibili scadenze regionali, prendere decisioni economiche così rilevanti è complesso. Trieste da sola non può farcela, né può farlo un nuovo gestore pubblico". Le soluzioni, conclude, "esistono e la politica lungimirante deve trovarle. L'esperienza di Cafc dimostra che il pubblico efficiente esiste e potrebbe, se la governance e i soci della stessa decidessero in tal senso, creare le reali condizioni per guidare la transizione verso il gestore unico regionale".