Gianluca e Prince, 13 anni insieme: la storia del cane in carrozzina raccontata a Nordest24 | VIDEO
Il 15 aprile 2026 Gianluca ha raccontato a Nordest24, intervistato da Patrick Ganzini, la storia del suo cane Prince: 13 anni di amore, disabilita, cura e responsabilita.
Il 15 aprile 2026, a Nordest24, Gianluca ha raccontato la sua storia davanti alle telecamere, intervistato da Patrick Ganzini. Ma piu che una semplice intervista, quella andata in onda e' stata una testimonianza di vita: il racconto di un ragazzo diventato uomo insieme al suo cane, Prince, un American Pitbull di oltre 13 anni che oggi vive con una grave disabilita e si muove grazie a una carrozzina.
Una storia di amore quotidiano, di sacrifici silenziosi, di responsabilita scelta ogni giorno. Una di quelle storie che non fanno rumore fino a quando qualcuno le ascolta davvero. E allora diventano qualcosa di piu: un messaggio, una domanda, uno specchio.
Perche Prince non e' soltanto un cane. Per Gianluca e' un fratello, un compagno di crescita, una presenza che ha attraversato l'adolescenza, i cambiamenti, la casa dei genitori, la convivenza, il lavoro, le paure e le rinunce. E' parte della famiglia. E' una vita dentro un'altra vita.
L'arrivo di Prince: "Avevo 16 anni, siamo cresciuti insieme"
Quando Prince arriva nella vita di Gianluca, lui ha appena 16 anni. E' il 2013, Gianluca e' un adolescente, vive ancora con i genitori e desidera fortemente un cane. Da quel momento, pero, capisce subito una cosa che molti scoprono troppo tardi: prendere un animale non e' un gioco.
Prince cresce con lui. In casa ci sono anche Joy, un altro cagnolino che diventera il migliore amico di Prince, e Ugo, il gatto di famiglia. Poi gli anni passano, Gianluca diventa adulto, va a convivere e Prince lo segue. Non resta il cane di casa: resta il suo cane, il suo compagno, la sua responsabilita.
Ed e' proprio questa parola, responsabilita, il cuore della storia. Gianluca lo ripete piu volte: quello che fa per Prince, per lui, dovrebbe essere normale. Ma il fatto stesso che questa vicenda abbia colpito cosi tante persone dimostra che normale, purtroppo, non lo e' ancora abbastanza.
Nordest24 racconta spesso il rapporto tra persone e animali nella sezione Nordest a 4 Zampe, uno spazio dedicato a storie di cura, salvataggio, seconde possibilita e legami familiari. La storia di Gianluca e Prince si inserisce proprio qui: non come eccezione sentimentale, ma come esempio concreto di cosa significhi restare accanto a un animale anche quando la vita cambia forma.
La malattia, la paura e la scelta di restare
La vita di Prince cambia quando iniziano i primi segnali della malattia. All'inizio una zampa che scivola, qualche difficolta nel camminare, il dubbio che sia il pavimento. Poi le visite, le ipotesi, la paura di una mielopatia degenerativa. In seguito, racconta Gianluca, emergera un quadro diverso, legato a ernie ormai non piu operabili.
La conseguenza, pero, e' durissima: Prince perde progressivamente la sensibilita delle zampe posteriori e poi anche di quelle anteriori. Oggi non controlla piu autonomamente la vescica e ha bisogno dell'aiuto costante di Gianluca per i bisogni, l'acqua, il cibo, le uscite, gli spostamenti.
Eppure c'e' un punto che Gianluca chiarisce con forza: Prince non soffre. Non vive nel dolore, non e' spento, non ha perso la voglia di partecipare alla vita. E' disabile, anziano, fragile, ma ancora presente. Ancora vivo nello sguardo. Ancora capace di chiedere, chiamare, uscire, guardare il mondo.
Ogni decisione sulla salute di un animale anziano o malato deve sempre essere presa insieme al veterinario, valutando dolore, qualita della vita e condizioni reali. Ma nel caso di Prince, racconta Gianluca, la scelta e' stata quella di accompagnarlo, non di arrendersi. Fonti veterinarie come la Cornell University College of Veterinary Medicine ricordano come alcune patologie neurologiche possano portare a perdita di mobilita e come, in certi casi, ausili e supporti possano aiutare il cane a mantenere attivita e qualita della vita.
La carrozzina e una nuova liberta
Quando Prince perde l'uso delle zampe posteriori, arriva la prima carrozzina. Gianluca racconta che l'adattamento e' quasi immediato: Prince viene sistemato sul carrellino e comincia subito a muoversi. Una reazione rara, sorprendente, commovente.
Per un periodo, grazie a quelle ruote, Prince rinasce. Torna a uscire, a camminare, perfino a correre. Prima Gianluca lo aiutava con una fascia, sostenendolo fisicamente, ma col tempo capisce che Prince ha bisogno di uno strumento piu adatto. La carrozzina diventa allora un modo per restituirgli una parte di mondo.
Poi la situazione peggiora anche davanti. Le zampe anteriori iniziano a perdere forza e sensibilita. Gianluca si spaventa. Teme che quello sia l'inizio della fine. Ma invece di fermarsi cerca un'altra soluzione: un nuovo carrellino, pensato per sostenere tutte e quattro le zampe.
Oggi Prince viene accompagnato cosi. Non cammina come prima, ma esce. Guarda. Incontra le persone. Vive. E in questa ostinazione dolce c'e' il senso piu profondo della cura: non cancellare la fragilita, ma costruirle attorno un modo per continuare.
Le passeggiate, i bambini e gli sguardi della gente
Quando Gianluca esce con Prince, le persone si fermano. Alcune chiedono se possono accarezzarlo, altre osservano in silenzio, molti bambini si avvicinano incuriositi. Prince, racconta Gianluca, e' un cane buono, soprattutto con i piccoli.
Durante una giornata normale possono fermarlo anche sette o otto persone. Non sempre tutti capiscono subito. A volte c'e' diffidenza, forse per la razza, forse per la carrozzina, forse per quella fragilita visibile che mette le persone davanti a qualcosa che non sanno nominare. Ma spesso, dopo pochi istanti, arriva la tenerezza.
In fondo Prince fa una cosa semplice: continua a esserci. E questo, in una societa abituata a correre e a rimuovere cio che e' fragile, diventa quasi rivoluzionario.
Storie come quella di Prince dialogano con altri racconti di Nordest24 dedicati agli animali e alla loro dignita, come la puntata di Nordest a 4 zampe a Rive d'Arcano, dove l'oasi Animaliamo Onlus e' stata raccontata come luogo di rinascita, convivenza e seconde possibilita.
Una vita organizzata intorno a Prince
La parte piu forte dell'intervista non e' solo la malattia di Prince, ma cio che quella malattia comporta ogni giorno per Gianluca.
La sua vita gira intorno al cane. Il lavoro, le trasferte, le ferie, le uscite, gli orari: tutto deve tenere conto delle necessita di Prince. Non puo lasciarlo troppe ore solo, perche Prince non riesce ad andare a bere da solo. Non puo programmare una vacanza qualsiasi, perche deve poterlo portare con se. Non puo piu affidarlo facilmente ai genitori come un tempo, perche oggi Prince ha bisogno di cure specifiche.
E' una dedizione totale, concreta, fisica. Non fatta di parole grandi, ma di gesti ripetuti: sollevarlo, pulirlo, portarlo fuori, aiutarlo a fare pipi, dargli da bere, controllarlo, rassicurarlo.
Il Ministero della Salute, parlando di convivenza con gli animali d'affezione, richiama proprio il valore della responsabilita consapevole: prima di accogliere un animale bisogna valutare tempo, impegno, ambiente e risorse reali. Nella storia di Gianluca e Prince questa responsabilita non resta teoria. Diventa sveglia al mattino, rientri anticipati, rinunce, routine, presenza.
"E' il mio fratellone"
C'e' un passaggio dell'intervista che resta addosso. Quando Patrick Ganzini chiede a Gianluca cosa rappresenti Prince per lui, la risposta non passa dalla retorica. Gianluca lo chiama "fratellone".
Dice che Prince e' stato con lui nel passaggio piu importante: dall'adolescenza all'eta adulta. Lo ha aiutato in tanti momenti della vita. Gli ha dato felicita. E continua a dargliene, nonostante tutto.
C'e' anche una frase dolorosa, umanissima: a volte Gianluca pensa che forse avrebbe preferito non averlo mai avuto, per non dover soffrire il dopo Prince. Ma subito dopo arriva la verita piu grande: se non lo avesse avuto, non sarebbe stato cosi felice in tutti questi anni.
E' il paradosso di ogni amore profondo. Sappiamo che prima o poi fara male, ma non per questo vale meno. Anzi, forse vale proprio perche non e' eterno.
Quando un animale fragile continua a insegnare
La storia di Prince non e' solo la storia di un cane in carrozzina. E' la storia di un animale che costringe chi lo guarda a cambiare prospettiva. Prince non chiede compassione. Non e' una immagine da usare per commuoversi in fretta. E' un cane anziano, disabile, vivo, con bisogni precisi e desideri ancora riconoscibili.
Vuole uscire. Vuole mangiare. Vuole bere. Vuole stare vicino al suo umano. Vuole, semplicemente, continuare a partecipare alla vita che conosce.
Su Nordest24 sono state raccontate anche esperienze che mostrano quanto il legame tra persona e cane possa incidere sull'autonomia e sulla qualita della vita, come la consegna dei quattro cani guida a Padova. Sono storie diverse, ma tutte ricordano una cosa: gli animali non sono presenze decorative. Entrano nelle vite, le modificano, le sostengono, le interrogano.
I commenti, le critiche e il valore di sentirsi capiti
Dopo la diffusione della storia, Gianluca ha ricevuto tantissimi commenti positivi. Persone che lo hanno ringraziato, incoraggiato, definito una brava persona. Lui dice di non aver bisogno dell'approvazione degli altri, ma ammette che sentirsi dire "hai fatto una bella cosa" fa bene.
Non sono mancati commenti negativi e prese in giro. Succede spesso sui social: anche davanti alla cura, alla fragilita e all'amore, qualcuno sceglie la cattiveria facile. Gianluca pero non da troppo peso a quelle parole. Preferisce tenere con se il sostegno ricevuto.
In una societa in cui gli animali sono spesso al centro di cronache difficili, dai casi di maltrattamento ai salvataggi, raccontare storie come questa serve anche a cambiare prospettiva. Nordest24 lo ha fatto piu volte, raccontando per esempio il salvataggio di un cane caduto in una roggia a Pordenone o il caso del traffico illecito di cuccioli scoperto a Latisana. Vicende diverse, ma tutte legate allo stesso tema: la responsabilita umana verso chi non puo difendersi da solo.
Il messaggio di Gianluca: non smettere di lottare
Nel finale dell'intervista, Gianluca lancia un appello semplice e potente. Se un animale ha ancora forza, se ha ancora voglia di vivere, se non soffre, non bisogna smettere di lottare per lui. Non bisogna scegliere la strada piu facile solo perche la cura diventa faticosa.
Il suo non e' un discorso contro chi, davanti alla sofferenza reale e irreversibile di un animale, si trova a prendere decisioni dolorose insieme al veterinario. E' piuttosto un invito a non confondere la disabilita con la fine della vita. A non pensare che un animale fragile valga meno. A non abbandonare chi ci e' stato accanto quando eravamo noi ad avere bisogno.
Anche realta come ENPA richiamano da anni l'importanza della tutela, del rispetto e della protezione degli animali. Parole che nella storia di Gianluca e Prince diventano gesti quotidiani, spesso faticosi, sempre concreti.
Prince non e' una diagnosi: e' una storia
Prince, oggi, e' un cane anziano e disabile. Ma per Gianluca e' ancora Prince. Non una diagnosi, non un peso, non una rinuncia. E' il cane che ha voluto quando era ragazzo. E' quello che lo ha visto crescere. E' quello per cui, ogni giorno, sceglie di esserci.
Questa storia colpisce perche non idealizza nulla. Non nasconde la fatica, non trasforma la disabilita in favola, non cancella la paura del dopo. Racconta invece una verita piu adulta: amare significa anche organizzare la propria vita intorno alla fragilita di qualcuno. Significa cambiare programmi, dire qualche no, tornare a casa prima, imparare gesti nuovi, accettare che la cura sia ripetitiva, scomoda, concreta.
Ed e' forse questo il senso piu profondo della loro storia: l'amore non si misura quando tutto e' facile. Si vede quando la vita cambia forma, quando la liberta diventa una carrozzina, quando una passeggiata richiede fatica, quando restare diventa una scelta quotidiana.
Gianluca e' rimasto. Prince, a modo suo, continua a camminare con lui.