Giornate del Cinema Muto, a Pordenone oltre mille accreditati da 42 Paesi
La 45ª edizione chiude con 250 titoli, sale piene e la replica di The Iron Horse domenica 11 ottobre alle 16.30.
PORDENONE - Oltre un migliaio di accreditati da 42 Paesi, 250 titoli presentati e un calendario che guarda già al 2027: si chiude così la 45ª edizione delle Giornate del Cinema Muto, dirette da Jay Weissberg e presiedute da Livio Jacob, dopo otto giorni di proiezioni, musica dal vivo, incontri e lezioni che hanno riportato al centro Pordenone nel circuito internazionale del cinema delle origini.
Il dato più immediato è quello della partecipazione: l’Italia rappresenta il 38% degli accreditati, mentre tra le presenze straniere oltre il 13% arriva dagli Stati Uniti, l’8% dal Regno Unito e il 6% dalla Germania. Ampia anche la presenza da Spagna e Giappone, due Paesi a cui il festival ha dedicato specifiche sezioni di programma. Accanto agli accreditati in presenza si aggiungono oltre 400 abbonati alla programmazione online realizzata con MYmovies, mentre le pagine del sito visitate durante il festival hanno raggiunto quota 125.000.
I numeri dell'edizione 2026
Nell’arco della manifestazione sono stati presentati 250 titoli, tra cortometraggi e lungometraggi, provenienti da 67 archivi di 19 Paesi. Oltre alle proiezioni con accompagnamento dal vivo, il programma ha incluso i “Dialoghi” quotidiani del Collegium, le Pordenone Masterclasses per musicisti, presentazioni di libri, gli stand della FilmFair e diverse conferenze.
Tra gli appuntamenti più seguiti figurano la Jonathan Dennis Memorial Lecture tenuta da Allyson Nadia Field e la Costume Lecture del costumista premio Oscar Mark Bridges. Il Teatro Verdi ha fatto registrare il tutto esaurito per la serata inaugurale con Don Q, Son of Zorro, per l’appuntamento speciale con il film giapponese Una pagina di follia accompagnato dalla narrazione di un benshi e da tre musiciste giapponesi, per Pest in Florenz di Otto Rippert, sceneggiato da Fritz Lang, e per la chiusura con The Iron Horse di John Ford.
Per il pubblico resta ancora un appuntamento: il film di chiusura, Il cavallo d’acciaio del 1924, torna infatti in replica domenica 11 ottobre alle 16.30, sempre con l’accompagnamento dell’Orchestra da Camera di Pordenone diretta da Ben Palmer.
I film e le sezioni che hanno raccolto più attenzione
Oltre agli eventi con orchestra, il festival ha richiamato pubblico e addetti ai lavori con la riscoperta del cinema giapponese, il cinema tedesco del primo dopoguerra e il western americano. Buona risposta anche per i programmi dedicati al cinema delle origini, per “A colpi di note”, per la sezione sulla follia femminile e per i film del regista americano Marshall Neilan.
Tra i titoli più notati ci sono la commedia Her Wild Oat con Colleen Moore e M’liss con Mary Pickford, presentato in un nuovo restauro. Molto interesse ha accompagnato anche l’intera retrospettiva su Weimar, che proseguirà nel 2027 con una nuova serie di titoli, e la seconda parte del percorso dedicato a Italia Almirante Manzini, culminata nella prima mondiale del restauro di L’arzigogolo.
Nella sezione delle riscoperte e dei restauri sono stati proposti anche The Humming Bird di Sidney Olcott e Sadie Thompson di Raoul Walsh, entrambi interpretati da Gloria Swanson, volto scelto per il manifesto della 45ª edizione.
La musica dal vivo e gli interpreti
La musica dal vivo si è confermata uno degli elementi centrali del festival, con una presenza ancora più ampia di interpreti, strumenti e linguaggi musicali. Accanto ai musicisti che formano la squadra stabile della manifestazione - Neil Brand, Frank Bockius, Günter Buchwald, Philip Carli, Mauro Colombis, Stephen Horne, Meg Morley, José María Serralde Ruiz, Donald Sosin, John Sweeney, Gabriel Thibaudeau e Daan van den Hurk - si sono esibiti anche altri artisti coinvolti negli accompagnamenti delle proiezioni.
Il cartellone ha così mantenuto quella formula che unisce la visione dei film al concerto dal vivo, elemento che nelle serate principali ha avuto un peso decisivo anche nella risposta del pubblico.
Le anticipazioni per il 2027
Le prossime Giornate del Cinema Muto sono già fissate: la 46ª edizione tornerà a Pordenone dal 2 al 9 ottobre 2027. Tra le anticipazioni annunciate ci sono il proseguimento della retrospettiva su Weimar, un programma dedicato alla Campania e un omaggio a Florence Turner, star americana del muto affermatasi sia negli Stati Uniti sia in Inghilterra.
Il 2027 coinciderà anche con l’anno di Pordenone Capitale italiana della Cultura. In collaborazione con il Teatro Verdi di Pordenone, il festival proporrà quattro appuntamenti distribuiti nell’arco dell’anno, uno per ogni stagione, con la proiezione di altrettanti capolavori muti accompagnati dal vivo. È prevista inoltre una novità: il primo Concorso di composizione musicale per film muti su un’opera individuata dal Teatro Verdi insieme alle Giornate. La nuova partitura firmata dal compositore vincitore sarà presentata durante la 46ª edizione.
Una selezione dei film presentati a Pordenone, curata dal direttore Jay Weissberg, sarà infine proposta a novembre alla Fondation Seydoux-Pathé di Parigi e, per la prima volta quest’anno, anche alla Cinemateca Brasileira di San Paolo.