Tornano le Giornate FAI di Primavera: eventi speciali e 18 luoghi aperti in FVG | GALLERY

Il 21 e 22 marzo tornano le Giornate FAI di Primavera: 780 luoghi aperti in 400 città italiane.

12 marzo 2026 15:25
Tornano le Giornate FAI di Primavera: eventi speciali e 18 luoghi aperti in FVG | GALLERY -
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FVG - Sabato 21 e domenica 22 marzo 2026 tornano per la 34ª edizione le “Giornate FAI di Primavera”, il più grande evento di piazza dedicato al patrimonio culturale e paesaggistico dell’Italia: il più efficace strumento con cui il FAI - Fondo per l’Ambiente Italiano ETS dal 1975 esercita la sua missione di educazione della collettività alla conoscenza e alla tutela di quel patrimonio, perché sia per sempre e per tutti. Accogliendo l’invito del FAI, dal 1993 - anno della pionieristica prima edizione dell’evento – al 2025 quasi 13 milioni e mezzo di italiani hanno potuto scoprire e riscoprire oltre 17.000 luoghi speciali delle città e dei territori in cui vivono.


Le Giornate FAI di Primavera, così come quelle d’Autunno, sono dunque una preziosa occasione offerta agli italiani per conoscere e apprezzare le meraviglie del nostro Paese, ma anche un’importante iniziativa di sensibilizzazione e raccolta fondi della Fondazione, a sostegno della sua missione di utilità pubblica di cura e tutela del patrimonio culturale, nello spirito dell'articolo 9 della Costituzione e secondo il principio della sussidiarietà (art.118): ciò che viene raccolto dalle iscrizioni e dalle donazioni ricevute durante l’evento sostiene concretamente le sue attività istituzionali e permette al FAI di portare avanti gli interventi di restauro e i progetti di valorizzazione, alcuni dei quali molto onerosi, sui 75 Beni che cura, gestisce e conserva, di cui 60 regolarmente aperti al pubblico affinché tutti i cittadini possano goderne, per sempre. In occasione delle Giornate FAI di Primavera, saranno visitabili - a contributo libero - 780 luoghi in 400 città italiane, scelti con inesauribile curiosità e passione, e aperti grazie all’eccezionale cura organizzativa dei volontari del FAI, capaci di coinvolgere, ancor prima del pubblico che li visiterà, istituzioni, aziende e privati cittadini che li metteranno a disposizione, dando così il loro contributo a questa grande “festa collettiva”. Un patrimonio multiforme, spesso inatteso e sempre sorprendente, fatto di tesori di storia, arte e natura più o meno conosciuti e anche di storie, tradizioni e saperi unici che vengono tramandati e rinnovati dalle comunità che li custodiscono.


Grazie all’impegno e all’entusiasmo di 7.500 volontari delle Delegazioni e dei Gruppi FAI attivi in tutte le regioni, guidati dall’instancabile desiderio di proporre sempre nuovi luoghi, e a 17.000 Apprendisti Ciceroni, giovani studenti della scuola secondaria appositamente formati dai loro docenti per raccontare le bellezze che li circondano, apriranno le loro porte centinaia di luoghi speciali, da nord a sud della Penisola, spesso poco conosciuti o poco valorizzati, e molti dei quali solitamente inaccessibili: dalle ville ai castelli, dalle chiese ai luoghi dell’educazione e della ricerca, dai laboratori artigiani alle aree naturalistiche, passando per sedi istituzionali, teatri, collezioni d’arte e siti produttivi e persino un’idrovora e uno stadio di calcio, perché in Italia il patrimonio di arte, natura e cultura è ovunque (elenco dei luoghi aperti e modalità di partecipazione su www.giornatefai.it). Ad ogni visita sarà possibile sostenere la missione della Fondazione con una donazione e, tra le tante aperture proposte, alcune saranno dedicate agli iscritti al FAI e a chi si iscriverà durante l’evento.

Le “chicche” della nostra regione sono: le Prefetture a Udine e a Trieste, Palazzo Antonini Stringher (sede di Fondazione Friuli) e Palazzo Antonini Mangilli del Torso (Sede CISM) a Udine.


Ecco tutte le aperture regionali:


La DELEGAZIONE FAI DI TRIESTE porta i visitatori alla scoperta di tre luoghi di Trieste.


Il Palazzo del Governo di Trieste è l'ultimo, in ordine di tempo, ad essere stato realizzato nella Piazza dell’Unità d'Italia e oggi ospita gli uffici della Prefettura, l'abitazione del Prefetto e diverse stanze per gli ospiti. L’edificio originariamente veniva chiamato Palazzo della Luogotenenza ed è stato realizzato tra il 1901 ed il 1905 su progetto dell'architetto viennese Emil Artmann.È normalmente chiuso al pubblico, ma grazie alla disponibilità del Prefetto dott. Giuseppe Petronzi si potranno visitare i saloni di rappresentanza da dove è possibile accedere alla loggia che dà su Piazza dell'Unità, alla grande sala da ballo e allo studio del Presidente della Repubblica.

Dettagli:
Orari di visita: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18. Visite in lingua inglese sabato alle 11.30 senza prenotazione. Visite in lingua slovena domenica alle ore 11 senza prenotazione. Visite a cura della Delegazione FAI e del Gruppo FAI Giovani di Trieste.


Palazzo Vivante verrà aperto eccezionalmente al pubblico grazie all’Opera Figli del Popolo. Raffinata testimonianza dell’evoluzione urbanistica e culturale della città tra Settecento e Novecento, situato nel cuore del borgo giuseppino, il palazzo rappresenta un esempio significativo dell’architettura residenziale ottocentesca legata alla vocazione commerciale e cosmopolita di Trieste. Sarà possibile scoprire gli ambienti novecenteschi sopravvissuti ai bombardamenti del 1945, solitamente non accessibili, e ammirare il ciclo pittorico attribuito al maestro viennese Alois Hans Schram, artista attivo anche presso il Palazzo di Giustizia di Salisburgo e il Parlamento di Vienna.

Dettagli:
Orari di visita: sabato 21 dalle 10 alle 18 e domenica 22 marzo dalle 14 alle 18. Visite in lingua inglese sabato alle 14 senza prenotazione. Visite in lingua slovena domenica alle ore 14 senza prenotazione. Visite a cura di Apprendisti Ciceroni® degli istituti Liceo "F. Petrarca" e del Liceo “G. Galilei”.


Solo gli iscritti FAI avranno la possibilità di scoprire la Chiesa greco-ortodossa della SS. Trinità e San Nicolò, nota come Chiesa di San Nicolò dei Greci, uno dei luoghi più rappresentativi della presenza greca in città. Sorta per volontà della comunità greco-orientale insediatasi a Trieste dopo la proclamazione del Porto Franco, la chiesa testimonia il ruolo centrale svolto dai commercianti e dai marittimi ellenici nello sviluppo economico e culturale cittadino, anche grazie alle concessioni di Maria Teresa d'Austria. Completata alla fine del Settecento e successivamente impreziosita dalla facciata neoclassica progettata da Matteo Pertsch, la chiesa colpisce per l’armonia degli spazi interni e per la straordinaria iconostasi argentata che custodisce le icone sacre, cuore simbolico e liturgico dell’edificio. Le visite offriranno un’occasione unica per approfondire la storia e l’identità multiculturale di Trieste attraverso uno dei suoi monumenti più significativi.

Dettagli:
Orari di visita: solo sabato 21 alle ore 10, 11, 12 e alle ore 15, 16 e 17. Visite, a cura del Presidente della Comunità Greco Orientale di Trieste Antonio Sofianopulo. Prenotazione obbligatoria al link https://bit.ly/gfp_chiesagrecoortodossa


Per informazioni su tutte le attività: [email protected]

La DELEGAZIONE FAI DI GORIZIA porta alla scoperta della cittadina di Mossa.

Villa Codelli si trova sul colle della Vallisella di Mossa, all’interno di un ampio parco terrazzato, sul limitare dei  resti dell’antico castello di epoca medievale. Il complesso, edificato sul finire del 1500 dal carinziano Giovanni Cobenzl, feudatario di Mossa, include la villa padronale, una cappella e un folatoio. Nel Settecento il barone Agostino Codelli di Fahnenfeld (che ebbe un ruolo di rilevanza nelle vicende che condussero all'istituzione della prima Diocesi di Gorizia) acquistò e ampliò la proprietà. Si potrà accedere alle stanze del pianterreno della villa e alla chiesa, normalmente non aperte al pubblico, e ci sarà l'occasione per passeggiare nel parco che circonda la villa e ascoltare la storia antica di Mossa e del complesso della villa, così come le vicende delle famiglie Cobenzl e Codelli. Inoltre sarà possibile visitare le mostre allestite per l’occasione nel folador.
Dettagli:
Orari di visita: sabato 21 marzo dalle ore 15 alle ore 17.30 e domenica 22 marzo dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 14 alle 17.30. Visite a cura di: Apprendisti Ciceroni® dell'ISIS "Brignoli-Einaudi-Marconi" - Sezione Agraria di Gradisca d'Isonzo; volontari narratori della Delegazione

La Scuola dell’infanzia “ C. Collodi” ospita la mostra “Tino Piazza una vita tra immagini e opere” che, attraverso testimonianze fotografiche, scritti ed oggetti, offre la possibilità di venire in contatto con l'esperienza e la vita di questo artista che ha sperimentato diverse tecniche e linguaggi espressivi. La sua ricerca costante gli ha consentito di raggiungere sia una produzione artistica molto variegata sia una competenza raffinata ed allo stesso tempo aperta nell'insegnamento. La vita e l’arte di Tino Piazza saranno raccontate al pubblico da relatori d’eccezione di “Gradisc’Arte”, che lo hanno conosciuto o lo hanno avuto come insegnante. Si potrà ammirare il graffito che l’artista ha realizzato per la scuola: un’opera di dimensioni ragguardevoli (300x550 cm) su sfondo blu cobalto e tasselli colorati, in un paesaggio narrativo popolato dai personaggi delle fiabe più popolari come Pinocchio, Il Gatto con gli stivali, Hansel e Gretel, La bella addormentata.

Dettagli:
Orari di visita: sabato 21 marzo dalle ore 14 alle ore 17 e domenica 22 marzo dalle ore 10 alle ore 13 e dalle 14 alle 17. Visite a cura di volontari narratori della Delegazione e associazione "Gradisc'Arte" di Gradisca d'Isonzo.

Evento di apertura:

Conferenza “L’arte sacra a Mossa”

Venerdì 20 marzo alle ore 18.30, presso la Sala del Centro Civico di Mossa, lo storico Giulio Tavian con l’ausilio di alcune immagini inedite illustrerà opere passate e presenti nelle chiese del Comune di Mossa. Il relatore ha pubblicato numerose monografie, saggi e articoli che sono il frutto di studio e ricerche nell'ambito dell'arte sacra regionale. La partecipazione alla conferenza è libera fino a esaurimento posti. Prenotazione consigliata scrivendo all'indirizzo email di Delegazione.


Iniziative speciali:

Laboratori artistici presso la Scuola dell’Infanzia
Sabato 21 marzo e domenica 22 marzo dalle 15.30 per bambini dai 5 agli 11 anni saranno allestiti due laboratori artistici a partire dalle opere di Tino Piazza condotti da maestre volontarie della Delegazione. I bambini dovranno essere accompagnati da un adulto di riferimento, i materiali saranno messi a disposizione dalla Delegazione. Prenotazione obbligatoria: [email protected]

Due esposizioni artistiche nel Folador di Villa Codelli
La Scuola Merletti di Gorizia (dell’ERPAC - Ente Regionale per il Patrimonio Culturale), che mantiene viva una tradizione artigianale risalente al XVII secolo.
La Fondazione Bambini e Autismo di Pordenone che, attraverso la sua Officina dell’Arte, realizza opere musive come esempio concreto di inclusione e come espressione del lavoro creativo svolto con persone con disturbi dello Spettro Autistico.
Esposizione di costumi d'epoca provenienti da una collezione privata.
Ingresso libero, senza prenotazione durante entrambe le giornate.

Santuario della Madonna del Preval
Sabato dalle 15.30 alle 17.00 e domenica dalle 15.30 alle 17.00 ci sarà l’occasione per visitare il Santuario della Madonna del Preval, incastonato nella Riserva della Piana del Preval. La chiesa, solitamente chiusa, si trova a breve distanza da Villa Codelli e si può raggiungere a piedi o in bici lungo la pista ciclabile, oppure in automobile per strada carrozzabile. Ingresso libero, senza prenotazione.

Per informazioni su tutte le attività: [email protected].

I volontari della DELEGAZIONE FAI DI UDINE propongono quattro visite a Udine, una in Carnia e una a Torviscosa, quest’anno supportati dal neonato Gruppo Giovani FAI di Udine.


Palazzo Antonini Stringher, sede della Fondazione Friuli, si trova nel cuore della città. Le origini risalgono al tardo XVI secolo, ai tempi della Serenissima Repubblica di Venezia, quando l'edificio costituiva un ampliamento della vicina residenza della famiglia Antonini, progettata dall’architetto Andrea Palladio. Dopo diverse ristrutturazioni e adattamenti, nel 1899 l'istituto di credito, che sarebbe diventato la Banca centrale del Regno d'Italia, ha acquisito l'intero complesso, e dal 1923 ha attuato una serie di trasformazioni interne, adibendo parte degli spazi anche ad alloggio del direttore. Nel febbraio del 2007 l'intero complesso edilizio della Banca d'Italia venne dichiarato di interesse culturale, ma appena due anni dopo l’immobile venne messo in vendita. Nel 2018 ne fu autorizzata la cessione al professor Attilio Maseri, che  lo volle donare all'Università di Udine. Questa acquisì l'edificio nel settembre 2020, cedendolo - prima in comodato e poi in proprietà - alla Fondazione Friuli, che già nel 2006 aveva acquisito le oltre 600 opere d’arte del patrimonio della Cassa di Risparmio di Udine e Pordenone e a cui si sono aggiunte nel tempo altre opere giunte attraverso donazioni o frutto di acquisti mirati sul mercato privato. Tra gli artisti presenti nella collezione si possono citare Pomponio Amalteo, Nicola Grassi e Jacopo Negretti detto Palma il Giovane, Afro e Mirko Basaldella, Giuseppe Zigaina.

Dettagli: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita composti da massimo 15 persone con partenze circa ogni 20 minuti. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni® del Liceo Classico Statale “Jacopo Stellini” e del Liceo Artistico “Giovanni Sello”.


L'apertura di Palazzo Antonini Maseri, sede del Rettorato dell’Università degli Studi di Udine, è riservata agli iscritti FAI. Sorto nel centro storico di Udine su progetto di Andrea Palladio per Floriano Antonini, i lavori iniziarono nel 1556 e proseguirono per anni. Nel tempo la struttura e la distribuzione interna subirono modifiche tra Sei e Settecento, adattando spazi e decorazioni alle esigenze dei proprietari e allo stile del periodo. Nel XIX-XX secolo fu sede della Banca d'Italia, con adeguamenti funzionali, mentre nel 2018 l'edificio e il parco vennero acquisiti e donati all'Università di Udine, offrendo un nuovo ruolo culturale. L'edificio presenta una facciata sobria e compatta, intonacata, scandita da finestre regolari e da un portale centrale che introduce a un impianto organizzato attorno a un atrio tetrastilo, che distribuisce gli ambienti laterali e conduce allo scalone e al salone principale, fulcro della rappresentanza nobiliare. Gli spazi interni sono caratterizzati da proporzioni armoniche, rapporti modulari e da un rigoroso ordine architettonico. Il prospetto sul giardino dialoga con il parco retrostante, integrando architettura e paesaggio. Nel tempo l'edificio ha subito modifiche e adattamenti, ma conserva l'impianto palladiano, riconoscibile nella chiarezza distributiva e nell'equilibrio tra funzione e decoro.

Dettagli: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita composti da massimo 15 persone con partenze ogni 30 minuti. Visite a cura del Gruppo FAI Giovani Udine e degli studenti della Scuola Superiore e dell’Università degli Studi di Udine. Prenotazione obbligatoria al link: https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-antonini-maseri-60214


La Prefettura di Udine, ex Ospedale Militare, si trova in borgo Pracchiuso. Sarà possibile ripercorrere la storia dell'ex complesso monastico e militare fino alle attuali fasi di restauro che hanno riportato alla città di Udine un importante brano della sua storia architettonica ed urbanistica. Le carte custodite nel convento dei padri Serviti, intitolato alla Beata Vergine delle Grazie, raccontano la storia di un borgo, le vicende di una piccola comunità al tempo stesso compresa ed esclusa da un organismo più grande: la città di Udine. Il complesso architettonico fu costruito nella seconda metà del Seicento per ospitare il Terzo Ordine Femminile dei Servi di Maria. Nel 1689 le Terziarie Servite - anche dette monache della vergine dei Sette Dolori - riuscirono ad allargare il lato nord del monastero e ad unificarsi all'attigua chiesa di San Valentino. Dall'anno seguente poterono seguire le funzioni religiose della chiesa da una posizione riservata e interna al monastero, attraverso finestre comunicanti, mentre nel 1744 fecero costruire il chiostro e una chiesa. Oggi non c'è più traccia della chiesa e al suo posto sorge una costruzione risalente ai primi anni del Novecento. In seguito all'emanazione del decreto napoleonico, nel 1806 il monastero venne assegnato al demanio per essere destinato a casermaggio. Gli austriaci destinarono parte del monastero a caserma di cavalleria e parte a ospedale militare. Dopo il definitivo trasferimento delle truppe e delle scuderie austro-ungariche nell'ex monastero di Sant'Agostino la struttura fu adibita a ricovero dei soldati, scopo che mantenne anche dopo l’annessione del Friuli al Regno d'Italia. Nel 1915 fu denominato Ospedale Militare Principale di Via Pracchiuso, attività che durò fino al 2006, fino al trasferimento del comprensorio al demanio civile, oggi Prefettura di Udine.

Dettagli: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita composti da massimo 20 persone con partenze ogni 30 minuti. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni® dell’Istituto Tecnico “Antonio Zanon”, dei Licei “Bertoni” e del Liceo Scientifico Paritario “Don Milani”.


Il CISM - Centro Internazionale di Scienze Meccaniche, la più importante istituzione scientifica non universitaria del Friuli, ha sede nel prestigioso Palazzo Antonini Mangilli del Torso (Piazza Garibaldi). Attivo oggi in ambito sia internazionale sia locale, fu fondato nel 1968 per volontà di Luigi Sobrero, professore di Meccanica Razionale a Trieste che ebbe l'idea di costituire a Udine un centro internazionale di studi avanzati dedicato alle Scienze Meccaniche e alle discipline a esse collegate. Si partirà dall'androne per entrare nell'edificio con una prima tappa nel cortile; poi si continuerà all’interno attraverso l'importante scalone in pietra impreziosito da statue, procedendo attraverso le diverse sale quasi interamente affrescate. Di particolare rilevanza il corridoio di collegamento tra le due ali dell'edificio, interamente decorato a parete e soffitto nel 1786 con affreschi attribuiti ad Andrea Urbani, a Francesco Chiarottini e a Giuseppe Morelli. Spettacolare è la sala dei divani, ex sala da ballo nella quale nel 1935 si svolse l'ultimo grande avvenimento mondano: il ballo organizzato dal conte Enrico del Torso in onore del Principe di Piemonte in visita alla città.

Dettagli:

Orari di visita: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita di massimo 20 persone con partenze ogni 20 minuti. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni® del Liceo Scientifico Statale “Niccolò Copernico” e dell’Educandato Statale “Collegio Uccellis”.


A Villa Santina si potrà visitare Carnica Arte Tessile, una tessitura artigiana erede delle antiche tradizioni tessili carnico-friulane che hanno avuto il loro massimo splendore nel Settecento con le fabbriche di Jacopo Linussio. Negli anni ‘50 del Novecento il sen. Michele Gortani sostenne l'avvio di corsi di formazione all'arte del tessere e ne affidò la conduzione a Tomasina Da Ponte Tonon, la quale nel 1964 in una vecchia falegnameria a Invillino diede origine alla Tessitura Carnica, oggi Carnica Arte Tessile. Nel 1970 l'ampliamento dell'attività rese necessario il trasferimento nell'attuale sede, acquisendo un posizionamento di prestigio fra i produttori di biancheria fine per la casa, apprezzata in Italia ed all'estero. Nel 2020 un incendio ha distrutto completamente lo stabilimento: dal fuoco si sono salvati il vecchio telaio di Tomasina, alcune rocche di filo verde e la voglia di rinascere. Il 15 dicembre 2025 la Carnica arte tessile è risorta dalle sue ceneri più forte e importante di prima. Attraverso l'esperienza dei titolari si potrà conoscerne la storia, le curiosità, la grande esperienza artigiana dei nuovi e vecchi telai che con sapienza ancora oggi producono filati pregiati conosciuti in tutto il mondo.

Dettagli: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 17. Turni di visita composti da massimo 10 persone con partenze ogni 30 minuti. Visite a cura della Carnica Arte Tessile.


Evento di apertura:

Passeggiata d’autore a Palazzo Antonini Stringher

Venerdì 20 marzo dalle 15 alle 16 visita della sede di Fondazione Friuli con Elena Commessatti e Liliana Cargnelutti, curatrici del libro "/dén·tro/ Palazzo Antonini Stringher", volume che racconta la storia del palazzo. Due straordinarie interpreti della storia e della cultura udinese da sempre accanto alla Delegazione FAI di Udine nella narrazione e valorizzazione della città.

Dettagli: Prenotazione obbligatoria al link https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/palazzo-antonini-stringher-63884 Contributo libero a partire da 10€ per gli iscritti FAI e 15€ per i non iscritti.


Iniziativa speciale:

Chiesa di San Valentino a Pracchiuso

Nel 1355 la famiglia dei conti Valentinis fece costruire la chiesa come oratorio dedicato al santo invocato per proteggere la città dalla peste nera che aveva colpito Udine. Nel 1513 nacque la Confraternita di San Valentino, che raccolse fondi e fece erigere un edificio più ampio, completato nel 1574 ed elevato a parrocchia nel 1581. Le reliquie di un martire attribuito a San Valentino furono portate a Udine nel 1664. La chiesa divenne così il cuore spirituale di una delle feste più antiche della città: dal 1689 ogni 14 febbraio si celebra infatti la tradizionale festa di San Valentino, con benedizione del pane a forma di “8” e delle “chiavette”, simboli di protezione e devozione popolare.

Dettagli: Sabato 21 marzo dalle 14.30 alle 17 con accesso dall'ingresso principale su via Pracchiuso. Prenotazione obbligatoria: https://faiprenotazioni.fondoambiente.it/evento/chiesa-di-san-valentino-udine-63566 Ingressi ogni 40 minuti con un massimo di 20 persone a turno. Contributo libero a partire da 5€ per gli iscritti FAI e 8€ per i non iscritti.

Per informazioni su tutte le attività: [email protected].


Il GRUPPO FAI DI PALMANOVA porta alla scoperta della Centrale termoelettrica Edison di Torviscosa.
L’impianto è una centrale a ciclo combinato a gas naturale (CCGT) da 856 MW, che ha sostituito la centrale a carbone destinata in precedenza ad alimentare lo stabilimento della Caffaro, azienda che ha segnato la storia industriale di Torviscosa. La centrale contribuisce alla nuova fase dello sviluppo produttivo del territorio. L'impianto, gestito da Edison, è costituito da due turbine a gas e una turbina a vapore, configurazione che consente una produzione continua di energia con elevata efficienza. La centrale è dotata di sistemi di raffreddamento a torri evaporative e opera in regime di Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), nel rispetto della normativa vigente in materia ambientale. Dopo l’introduzione dei Volontari FAI sulla storia della vicina cittadella industriale di Torviscosa i visitatori potranno approfondire il funzionamento di un impianto a ciclo combinato attraverso un percorso guidato che attraversa diversi ambienti significativi: la sala controllo, la sottostazione elettrica, la sala macchine dove sono installati i gruppi di produzione e l’impianto esterno con i vari componenti di servizio al ciclo combinato.
Dettagli: Solo sabato 21 marzo dalle 10 alle 12.00 e dalle 14 alle 17. Visite ogni 30 minuti per gruppi di massimo 20 persone.

Per informazioni: [email protected]


Il GRUPPO FAI DI CIVIDALE DEL FRIULI porta a Premariacco con due aperture alla scoperta di Rocca Bernarda, l’originale villa-castello che fonde elementi da fortilizio e da villa di campagna e che dal 1977 è proprietà del Sovrano di Ordine di Malta.


Rocca Bernarda: intrecci di-vini, arte e poesia: un percorso immersivo tra storia, arte, poesia e cultura del vino all’interno della villa-fortezza che farà conoscere le sale e le particolarità del luogo. La Camera Rossa con il lampadario di Boemia e la Sala delle Poesie con il fogolar, le grottesche dell’Orangerie e i mobili austriaci, la chiesetta di San Bernardo e la barricaia storica, fino alla vista sul giardino all’italiana con il suo glicine secolare. La visita sarà arricchita dalla presenza di figuranti in costume dell’associazione storico-culturale “Nobiltà Feudale”, grazie all’Associazione del Palio di Cividale del Friuli, e da momenti di lettura di versi poetici che restituiranno l’atmosfera di un autentico salotto letterario.


I paesaggi poetici di Carlo V: una passeggiata che condurrà i visitatori tra vigneti, oliveti, boschi e il parco storico, con il cipresso monumentale secolare e scorci che raccontano la storia della villa e dei suoi abitanti. Rocca Bernarda rappresenta il presidio di Terre dei Cavalieri sui Colli Orientali del Friuli, una delle denominazioni vinicole più prestigiose d'Italia che si estende su circa 200 ettari. In epoca romana la collina era nota come Colle di Azzano, dal nome di Anzio, un ex legionario che aveva fondato un'azienda agricola alla base dell'attuale complesso. Nel corso dei secoli degli scavi hanno portato alla luce importanti reperti archeologici che sottolineano la storicità del sito. Si narra anche che Carlo V abbia assaggiato i vini della Rocca Bernarda, confermando la tradizione vinicola secolare che si racchiude nel vigneto storico di Picolit, uno dei prodotti simbolo dell'azienda.


Dettagli per entrambe le visite: sabato 21 e domenica 22 marzo dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. Visite a cura degli Apprendisti Ciceroni® dell’ISIS "Paolino d'Aquileia". Partenze ogni 30 minuti, gruppi di 25 persone, durata circa 40 minuti. Presenti stand di prodotti locali, attività a tema e per i più piccoli il gioco “Custodi della Rocca”.


Iniziativa speciale:

C’era una volta… arte, versi e sapori nelle “Terre del Cavalieri”: da Shakespeare a Fiore dei Liberi

Sabato 21 marzo, ore 19

Una serata unica dedicata ad arte, versi ed enogastronomia condotta da Stefano Cosma, direttore della rivista Fuoco Lento, per celebrare la tradizione cavalleresca, la poesia e la cultura del territorio con i suoi personaggi storici. L’evento propone la degustazione dei vini della Rocca Bernarda con assaggio di piatti rivisitati dallo chef Daniele Cinel in collaborazione con la cooperativa sociale Arte e Libro. La serata sarà animata da una piccola esibizione di scherma olimpica, in collaborazione con l’Accademia Fiore dei Liberi di Cividale. Letture poetiche e riferimenti a Shakespeare e ai grandi poeti friulani completeranno il racconto creando un’esperienza evocativa e quasi magica. Al mattino sarà presente anche lo scultore Giorgio Benedetti per spiegare il suo rapporto tra l’arte e la natura. Contributo minimo richiesto: 15€  iscritti FAI, 20€  non iscritti.

Per informazioni su tutte le attività: [email protected].


La DELEGAZIONE FAI DI PORDENONE propone un percorso alla scoperta del Comune di Polcenigo, uno dei “Borghi più belli d’Italia”.


Il Mulino Faletti-Sanchini, simbolo della tradizione produttiva polcenighese, racconta una storia che affonda le radici nel Medioevo, quando l’economia locale ruotava attorno alla forza dell’acqua. Come attestato dalla documentazione storica, sul territorio operarono nei secoli numerosi opifici idraulici, come mulini, folli da panni e segherie, alimentati dal Gorgazzetto, canale artificiale derivato dal torrente Gorgazzo. Il complesso del Mulino Faletti–Sanchini, documentato già dal XV secolo come sede di un follo da panni e successivamente ampliato con segheria e mulino ad acqua, rappresenta una rara testimonianza di archeologia proto-industriale. Restaurato nel 2016 e oggi alimentato ancora dal canale, conserva l’intera strumentazione molitoria e parte dei macchinari della segheria alla veneziana, con le sue caratteristiche lame verticali. Una visita che permetterà di comprendere concretamente come l’acqua abbia modellato la storia economica e sociale del borgo.


Palazzo Polcenigo-Manin-Zaro, edificato nel tardo Cinquecento per volontà dei Conti di Polcenigo e Fanna e venduto nel 1607 ai Manin di Udine (tra le famiglie più influenti della Serenissima), custodisce secoli di vicende nobiliari e politiche. Dalla trifora centinata in facciata, al brolo un tempo esteso fin quasi al fiume Livenza, passando per la torretta medievale e gli interni ricchi di arredi storici, l’edificio racconta il passaggio di proprietà tra importanti famiglie friulane e le trasformazioni subite nei secoli, fino agli eventi delle due guerre mondiali. Un’occasione unica per entrare in una dimora privata ancora abitata, custode di memorie familiari e testimonianze artistiche di grande valore.


Palazzo Scolari-Salice, restaurato nel 1515 come inciso sull’architrave del portale, si distingue per il suo elegante portico con colonne quadrilobate del XIII secolo. Nel XIX secolo divenne residenza dell’ingegner Pietro Quaglia, figura centrale per la storia locale, progettista di giardini e opere idrauliche. A lui si deve l’originale giardino all’italiana terrazzato che si arrampica sulla collina retrostante, raro esempio di impianto in pendenza, recentemente restaurato nel rispetto dell’originaria struttura. Gli interni custodiscono opere d’arte e arredi di pregio, mentre dal parco si gode una suggestiva vista panoramica sul borgo.


Palazzetto Diana-Santarossa, affacciato sul suggestivo Borgo San Rocco, presenta una facciata di gusto seicentesco con elementi barocchi, tra cui un elegante portale e una balconata affacciata sul Gorgazzo. Originariamente dimora della famiglia Diana, attiva a Polcenigo fin dal XVII secolo, l’edificio conobbe nel tempo diverse trasformazioni, diventando anche locanda e albergo tra Otto e Novecento. Oggi restituisce al visitatore il fascino di una casa borghese che racconta l’evoluzione sociale ed economica del borgo. Apertura riservata solo agli iscritti FAI.


Si torna a Pordenone per l’Antico Ospitale dei Battuti, bene donato al FAI dalla signora Marilena Busato, vedova De Luca. Fondato probabilmente agli inizi del XIV secolo e legato alla Confraternita dei Battuti, l’edificio rappresenta una testimonianza preziosa della vita urbana e caritativa medievale. All’interno si potranno ammirare importanti cicli pittorici del Cinquecento con episodi della vita della Vergine e figure di Evangelisti e Padri della Chiesa, attribuiti alla cerchia del Pordenone. Un luogo di grande suggestione che racconta la storia religiosa e civile della città.


Dettagli per tutte le aperture:

Orari di visita: dalle 9 alle 18. Contributo minimo suggerito a partire da 4€. Visite a cura dei Volontari della Delegazione FAI di Pordenone, dei Volontari per un Giorno e degli Apprendisti Ciceroni® delle scuole: Liceo Leopardi-Majorana (Pordenone), IIS F. Flora (Pordenone), Licei Le Filandiere (San Vito al Tagliamento), ISIS G. A. Pujati, ISIS Sacile-Brugnera G. Marchesini e ISIS E. Torricelli (Maniago).

Iniziativa speciale:

Tesori del Convento di San Giacomo

Sabato 21 e domenica 22 marzo alle ore 10, 14 e 16.

Un invito a scoprire i tesori custoditi nel sito conventuale che domina il borgo di Polcenigo. Accompagnati dal Maestro Dante Tizianel potrete godere della splendida voce del settecentesco organo del Pescetti ed entrare nell’antica Sacrestia con soffitto a cassettoni e paramenti liturgici del XVII-XVIII secolo. Il percorso si snoda poi tra la Sala Capitolare, con le sue venticinque metope lignee dai soggetti enigmatici, e il Refettorio affrescato a motivi geometrici, per concludersi nella Sala dell’Archivio, con la raccolta di libri antichi, tra i quali la cinquecentina “Sancti Gregorii Magni operum” e i due settecenteschi libri corali, il Graduale Romanum e il Psalterium, recentemente restaurati. Contributo minimo 4 euro, max 50 persone a turno.


Per informazioni su tutte le attività: [email protected].

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