Gorizia, Croce Rossa sull’Isonzo il 5 settembre per fermare i rifiuti prima del mare
Volontari al lavoro a valle del ponte VIII Agosto per il progetto Waves of Change.
GORIZIA - Un intervento sull’Isonzo per fermare plastica e rifiuti prima che raggiungano il mare. Nel pomeriggio di sabato 5 settembre 2026 i volontari del Comitato di Gorizia della Croce Rossa Italiana saranno impegnati a valle del ponte VIII Agosto nell’ambito di “Waves of Change”, progetto promosso dal Centre for the Cooperation in the Mediterranean a cui la CRI partecipa attivamente.
L’iniziativa punta a ridurre l’inquinamento del mare che arriva dalle zone costiere e dai fiumi, con un’azione concreta sul territorio e un obiettivo più ampio: proteggere il Mediterraneo e i suoi ecosistemi, sempre più esposti agli effetti della crisi climatica e ambientale.
Dove si svolge l’intervento
L’attività è prevista sul fiume Isonzo, nel tratto a valle del ponte VIII Agosto. Qui i volontari lavoreranno per impedire che i rifiuti trascinati dall’acqua arrivino fino al mare, con un’attenzione particolare alla tutela della fauna marina e della biodiversità.
Accanto all’azione pratica, è prevista anche una componente di sensibilizzazione pubblica sul legame tra abbandono dei rifiuti, inquinamento dei corsi d’acqua e conseguenze ambientali lungo tutta la filiera, dal fiume alle coste.
Perché il problema riguarda anche il Mediterraneo
Il progetto nasce dentro una cornice più ampia. La crisi climatica e ambientale viene indicata dalla Croce Rossa e dalla Mezzaluna Rossa tra le cinque sfide globali prioritarie, anche per gli effetti diretti sulla salute umana. Tra le conseguenze segnalate ci sono l’aumento del rischio di malattie cardiovascolari e respiratorie, la diffusione di infezioni trasmesse da insetti vettore e lo stress collegato agli eventi meteorologici estremi.
Sul fronte marino, il dato richiamato dall’iniziativa è particolarmente netto: il Mediterraneo, pur rappresentando meno dell’1% delle acque marine del pianeta, concentra oltre il 7% delle microplastiche globali. Un elemento che rende ancora più rilevante il contenimento dei rifiuti già nei fiumi, prima che questi vengano trasportati fino alla costa.
Gli effetti dei rifiuti nel fiume
La Croce Rossa richiama alcune conseguenze concrete dell’inquinamento fluviale. La plastica presente nell’acqua tende a frammentarsi in particelle sempre più piccole e finisce poi nel mare, contribuendo all’inquinamento delle spiagge ed entrando nella catena alimentare dei pesci.
I rifiuti rappresentano inoltre un pericolo diretto per gli animali selvatici, che possono scambiarli per cibo oppure restare intrappolati, riportando anche lesioni gravi.
Non c’è solo il danno ecologico. Gli accumuli di materiali lungo il corso d’acqua possono ostacolare il normale deflusso, aumentando il rischio di allagamenti, mentre alcune sostanze chimiche rilasciate dai rifiuti possono contaminare le falde di acqua dolce poi utilizzate dalla popolazione.
L’azione in programma a Gorizia si inserisce quindi in un progetto che guarda all’intero bacino mediterraneo ma parte da un punto preciso del territorio: il tratto dell’Isonzo a valle del ponte VIII Agosto, dove nel pomeriggio del 5 settembre i volontari saranno impegnati per bloccare i rifiuti prima del loro arrivo al mare.