Gusti di Frontiera 2026, oltre 800mila visitatori: bene anche musei e mostre a Gorizia
Durante i quattro giorni della manifestazione hanno registrato affluenza anche castello, Dag, Sinagoga e Museo del Lasciapassare.
GORIZIA - Non solo borghi gastronomici e stand internazionali. Nell’edizione 2026 di Gusti di Frontiera, chiusa con oltre 800mila visitatori, ha tenuto anche l’offerta culturale diffusa in città, con musei, mostre e luoghi storici che hanno intercettato una parte del pubblico arrivato a Gorizia per la manifestazione.
Il bilancio complessivo della rassegna era già emerso nel primo resoconto di Gusti di Frontiera 2026, ma a pochi giorni dalla chiusura arrivano anche i numeri legati ai siti culturali coinvolti durante la quattro giorni.
Secondo quanto riferito dall’assessore alla Cultura del Comune di Gorizia Fabrizio Oreti, la rete costruita con Erpac, Promoturismo, Fondazione Carigo e Fondazione Coronini ha permesso di affiancare all’offerta enogastronomica anche un percorso culturale capace di richiamare visitatori italiani e stranieri.
I numeri dei siti culturali
Tra i dati comunicati, il Castello ha superato quota 2.500 visitatori. La Dag ha registrato 18.084 accessi: per l’occasione è stata usata sia come museo digitale sia come punto di passaggio dai parcheggi al centro, confermando anche la funzione strategica della sua collocazione.
La Sinagoga ha accolto oltre 150 visite, in gran parte da turisti arrivati da Austria e Germania. Al Museo del Lasciapassare, pur non essendo collocato nel cuore del centro cittadino, si sono contati circa 300 visitatori considerando sia l’area esterna del giardino sia lo spazio multimediale interno.
Mostre e spazi che hanno richiamato pubblico
Buona affluenza anche per la mostra dedicata agli anni 70 a Palazzo Attems, curata da Erpac, così come per lo Smart Space della Fondazione Carigo, per Palazzo Coronini con la visita alla dimora storica e per la mostra sull’artista Bardusco all’Auditorium.
Nel fine settimana conclusivo, inoltre, il pubblico ha potuto costruire un percorso che andava oltre il solo centro gastronomico, tra borghi, piazza Transalpina e sedi espositive, come raccontato anche nella guida all’ultima domenica a Gorizia.
Il commento del Comune
Per Oreti, il risultato conferma che la manifestazione ha funzionato anche come occasione per far conoscere meglio la città attraverso i suoi luoghi culturali. L’assessore ha parlato di “ospitalità culturale” pensata per incuriosire i visitatori e spingerli a tornare a Gorizia anche oltre i giorni della kermesse.
Nel dettaglio, il Comune ha ringraziato Erpac, Promoturismo, Fondazione Carigo, gli Uffici Cultura comunali e gli operatori impegnati sul campo, indicando come elemento centrale proprio il lavoro condiviso tra enti e istituzioni cittadine che ha accompagnato l’edizione record della manifestazione.