Gorizia inaugura Casa e Ospedale di comunità nell’ex pneumologico: «investimento da 47 milioni»
Nel nuovo polo convivono Casa di comunità, Ospedale di comunità e Centrale operativa: struttura di 12.200 mq finanziata al 90% dalla Regione.
GORIZIA — Taglio del nastro per la nuova Casa di comunità e per l’Ospedale di comunità ricavati nell’ex struttura pneumologica del capoluogo isontino. Un intervento che la Regione Friuli Venezia Giulia presenta come un passaggio chiave nel rafforzamento dell’assistenza territoriale e nella presa in carico dei pazienti cronici.
Alla cerimonia sono intervenuti l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi, il sindaco Rodolfo Ziberna e il direttore generale di Asugi Antonio Poggiana. Riccardi ha sottolineato che l’apertura della struttura non è soltanto il risultato di atti amministrativi, ma “un modo concreto di offrire un servizio” capace di dare risposte più rapide a una domanda di salute in continua trasformazione, con la cronicità al centro dei percorsi assistenziali.
Un polo unico che integra più servizi
Secondo l’assessore, il sistema sanitario sta attraversando una fase complessa, con un’organizzazione “non pienamente coerente con i bisogni di salute dei cittadini”. Per questo, ha rimarcato, diventa ancora più determinante il lavoro quotidiano dei professionisti sanitari, tecnici e sociali, insieme ai Comuni, in un contesto in cui la componente sociale assume un peso crescente.
La struttura inaugurata a Gorizia viene indicata come un “apripista” regionale: non solo una Casa della Comunità, ma un luogo in cui trovano applicazione i contenuti del DM 77, il decreto che ridefinisce l’assistenza territoriale. All’interno del polo convivono infatti Casa della Comunità, Centrale operativa territoriale, Ospedale di comunità e una serie di servizi integrati.
L’obiettivo: intercettare i bisogni prima dell’emergenza
Riccardi ha ribadito che l’intervento non va letto come una semplice operazione edilizia: la finalità è costruire una risposta strutturata alla domanda di assistenza sul territorio, destinata — nelle stime della Regione — a crescere più rapidamente di quella ospedaliera, soprattutto per la gestione delle cronicità. In questo quadro, la nuova sede intende anche rispondere alle richieste emerse da cittadini e comitati.
Tra gli strumenti del nuovo modello territoriale, l’assessore ha richiamato la rete composta da Casa della Comunità, Centrale operativa territoriale, Ospedale di comunità, numero 116-117 e assistenza domiciliare integrata. Un percorso già avviato, ha osservato, ma che richiederà tempo per arrivare a pieno regime. Il traguardo dichiarato è “intercettare i bisogni prima che diventino emergenze”, offrendo percorsi più appropriati e meno pesanti per le persone. In questa direzione, una struttura attiva 24 ore su 24 e 7 giorni su 7 dovrebbe garantire orientamento e risposte adeguate, contribuendo anche a ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso.
Costi, tempi e finanziamenti
Come illustrato in conferenza stampa, il quadro economico complessivo dell’operazione è pari a 47 milioni di euro: il 90% coperto da fondi regionali e il restante 10% finanziato con risorse del Pnrr. Il cantiere, avviato nel gennaio 2023, è stato completato in 3 anni e 4 mesi. Il nuovo polo si sviluppa su oltre 12.200 metri quadrati.
Nel delineare le prossime sfide, Riccardi ha infine insistito sulla necessità di garantire coerenza tra il modello territoriale disegnato dal DM 77 e quello ospedaliero del DM 70, con l’obiettivo di costruire un sistema organico e sostenibile nel tempo, superando una visione frammentata della sanità.
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