Gorizia, sei giovani autori al lavoro su “Rastellotypes” per raccontare via Rastello
Il documentario nasce nell’edizione straordinaria di Via della Creatività: coinvolti sei sceneggiatori e registi, il doppio rispetto al
GORIZIA - Sei giovani sceneggiatori e registi sono arrivati in città per lavorare a “Rastellotypes”, il nuovo documentario che racconterà via Rastello attraverso memorie, trasformazioni e vite quotidiane della storica strada commerciale goriziana. Il progetto prende forma nell’edizione straordinaria 2026 di Via della Creatività, la residenza artistica di BorGo Cinema, e nasce da un bando nazionale che ha selezionato i partecipanti.
L’obiettivo è costruire un racconto cinematografico collettivo capace di intrecciare passato e presente, documentando ciò che lungo via Rastello è cambiato e ciò che invece resiste. L’ispirazione arriva da “Daguerréotypes”, il documentario con cui nel 1975 Agnès Varda trasformò in cinema la quotidianità della parigina Rue Daguerre: da qui il titolo scelto per il nuovo lavoro, su intuizione del direttore artistico Francesco Ranieri Martinotti.
I protagonisti della residenza sono Benedetto Lewin, fiorentino; i romani Silvia Amorosi, Francesco Cignitti, Tullio Edoardo Rocca e Luca Vergoni; e la ronchese Giulia Palmarin. Per tre settimane saranno impegnati a Gorizia in un percorso di immersione nella città fatto di sopralluoghi, incontri e ascolto degli abitanti, prima dell’avvio delle riprese vere e proprie.
Il progetto è stato illustrato a BorGo Cinema alla presenza del curatore di Via della Creatività e presidente nazionale ANAC Francesco Ranieri Martinotti, di Cristian Natoli per ANAC Friuli Venezia Giulia, di Giuseppe Longo per Fondazione Palazzo del Cinema, insieme al vicesindaco Chiara Gatta, all’assessore alla Cultura Fabrizio Oreti e agli autori coinvolti. La residenza si inserisce nel percorso già avviato con Via della Creatività, che a Gorizia ha portato negli ultimi anni giovani creativi e attività di formazione e produzione.
Nel corso della presentazione è stato spiegato che questa edizione straordinaria è stata resa possibile da una gestione delle risorse del PNRR Borghi che ha consentito di ampliare il progetto: invece dei tre autori inizialmente previsti, sono stati coinvolti sei giovani registi. Martinotti ha sottolineato che i partecipanti stanno vivendo un’esperienza immersiva a contatto con via Rastello e con chi la abita, fase considerata fondamentale prima della realizzazione del documentario.
Chiara Gatta ha evidenziato come il percorso finanziato dal PNRR arrivi a una conclusione ma con la volontà di proseguire, ringraziando i referenti del progetto per aver valorizzato i giovani e per aver portato a Gorizia un’esperienza di livello nazionale che, nelle intenzioni dell’amministrazione, potrebbe diventare permanente. Secondo il vicesindaco, il documentario offrirà anche uno sguardo delle nuove generazioni su un elemento storico centrale per la città.
Sulla stessa linea l’assessore Fabrizio Oreti, che ha definito BorGo Cinema una scommessa vinta, ricordando la tradizione cinematografica goriziana rappresentata anche dal Premio Amidei e il contributo che iniziative di questo tipo possono dare alla costruzione della città dei prossimi anni. Il lavoro si colloca inoltre in un territorio che sta investendo su nuovi percorsi culturali e di rigenerazione.
La produzione di “Rastellotypes” è affidata a Videoest di Alessio Bozzer, in collaborazione con Fondazione Palazzo del Cinema, Tesla Production e ANAC, all’interno dell’edizione straordinaria di Via della Creatività. Il progetto è sostenuto da “Mille anni di storia al centro dell’Europa: Borgo Castello crocevia di popoli e di culture”, finanziato con fondi Next Generation EU – PNRR Borghi.
Con la chiusura della fase finanziata dal PNRR termina un ciclo che dal 2024 ha portato a Gorizia 24 creativi internazionali provenienti da numerosi Paesi; tra promotori e istituzioni resta l’intenzione di aprire una “fase due” per rendere stabile e duraturo il progetto.