Gorizia, standing ovation in carcere per il dittico del Piccolo Opera Festival
Applausi per Il Prigioniero e la prima assoluta de Il Sigillo. Coinvolti anche alcuni detenuti; replica a Trieste il 29 giugno 2026.
GORIZIA - Una standing ovation ha salutato il debutto del dittico operistico “Il Prigioniero / Il Sigillo” nella Casa circondariale di Gorizia, dove sabato 27 giugno 2026 il Piccolo Opera Festival ha portato in scena uno degli appuntamenti più significativi della sua 19ª edizione, dedicata al tema della libertà. Lo spettacolo replicherà lunedì 29 giugno alla Risiera di San Sabba di Trieste, in co-organizzazione con il Comune di Trieste.
Il progetto ha unito musica, teatro e partecipazione diretta all’interno del carcere del capoluogo isontino, mettendo al centro non solo il tema della libertà, ma anche quelli della dignità, del riscatto e del senso di comunità. A sottolinearlo, nel corso della serata, sono stati anche la direttrice della struttura Caterina Leva e il direttore artistico del festival Gabriele Ribis.
Le opere in scena e la prima assoluta
Con la regia di Davide Garattini Raimondi e la direzione musicale di Mario Ruffini, il pubblico ha assistito all’esecuzione de “Il Prigioniero” del compositore istriano Luigi Dallapiccola e de “Il Sigillo”, nuova partitura di Maurizio Agostini su libretto di Maria Carla Curia, presentata in prima esecuzione assoluta.
L’accostamento delle due opere è stato costruito come un ponte tra le persecuzioni della Seconda guerra mondiale e una sensibilità contemporanea segnata ancora oggi dal dolore e dalla ricerca di parole come libertà, speranza e fratellanza. Il lavoro rientra anche nelle celebrazioni per i 50 anni dalla morte di Dallapiccola, sviluppate in collaborazione con l’Accademia Musicale Chigiana e il Centro Studi Dallapiccola.
Coinvolti anche alcuni detenuti
Uno degli elementi centrali del progetto è stato il coinvolgimento diretto di alcuni detenuti, inseriti nel cast artistico con il supporto dei referenti dei percorsi educativi della struttura e dell’associazione Fierascena APS. I partecipanti hanno interpretato il breve testo in prosa “Il Campanello”, scritto dallo stesso Garattini, usato come prologo all’opera di Agostini.
La scelta del carcere come spazio scenico ha dato un peso ulteriore all’intero allestimento, in linea con il percorso del festival già avviato in altri appuntamenti, come quello del Piccolo Opera Festival a Gorizia e Trieste.
Cast, musicisti e coro
Tra gli interpreti più applauditi, Federico Lepre ha dato voce al parroco tormentato, unico protagonista de “Il Sigillo”. Nel cast de “Il Prigioniero” erano impegnati Tamon Inoue nel ruolo del Prigioniero, Arlene Miatto Albeldas in quello della madre, Enrico Basso come carceriere e grande inquisitore, ancora Federico Lepre come primo sacerdote e Stefan Petković come secondo sacerdote.
Di forte impatto anche l’intervento scenico del gruppo di figure mute, affidate a Oriana Galluzzo, Sandro Zampa, Letizia Candotto, Viola Marega, Sergey Egorov e Mariia Kozlova.
Sul versante musicale hanno accompagnato le due partiture Riccardo Burato al pianoforte, Elisabeth Zawadke all’organo e Pierluigi Corvaglia alle percussioni, insieme al Coro del Teatro Nazionale Croato Ivan pl. Zajc di Rijeka/Fiume.
La replica a Trieste e gli altri appuntamenti
Dopo il debutto nel carcere di Gorizia, il dittico sarà proposto alla Risiera di San Sabba lunedì 29 giugno. La nuova tappa si inserisce nel calendario del festival, che in questi giorni comprende anche altri titoli e produzioni, tra cui L’Ape musicale di Da Ponte al Castello di Spessa.
La replica triestina proseguirà il percorso dedicato a Dallapiccola e riproporrà lo stesso dittico formato da “Il Prigioniero” e “Il Sigillo”, nato con la regia di Davide Garattini Raimondi e la direzione musicale di Mario Ruffini.