Grado, il Museo della Civiltà Lagunare amplia gli orari: aperto ogni sera dalle 20 alle 23

Da giugno apertura tutti i giorni in fascia serale. Nel percorso storie, oggetti e voci dei casoneri della laguna.

18 giugno 2026 08:18
Grado, il Museo della Civiltà Lagunare amplia gli orari: aperto ogni sera dalle 20 alle 23 -
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GRADO - Da giugno il Museo della Civiltà Lagunare amplia l'accesso e apre tutti i giorni dalle 20 alle 23, offrendo ai visitatori una visita serale dedicata alla storia dei casoneri, gli abitanti dei casoni della laguna gradese. Il museo sta attirando pubblico non solo dal Friuli Venezia Giulia, ma anche da Slovenia, Veneto, Austria e Germania, con un interesse crescente anche da parte di gruppi organizzati e famiglie.

A maggio hanno visitato gli spazi anche gruppi della Lega Navale e dei Vigili del Fuoco arrivati in occasione del raduno internazionale, mentre nel mese di giugno l'afflusso di turisti è aumentato grazie all'apertura quotidiana. Per chi si trova in città, la visita può diventare una tappa del soggiorno insieme ad altri luoghi del centro e dell'area di Piazza Biagio Marin, già al centro dell'attenzione cittadina per i turni agli uffici comunali.

Cosa racconta il museo

Il percorso ricostruisce una civiltà scomparsa a metà degli anni Cinquanta, quando la barca a remi lasciò spazio al motore e l'economia locale cambiò con l'arrivo del turismo. I casoneri vivevano nella laguna in un mondo quasi autonomo, in un periodo in cui Grado si raggiungeva soltanto in barca per esigenze commerciali.

Di quella cultura non sono rimaste testimonianze scritte. Proprio per questo il lavoro di recupero si è basato su oggetti, racconti orali e memorie di famiglia. Nel museo trovano posto attrezzi da pesca, strumenti realizzati a mano e oggetti d'uso quotidiano, dalla sessola per togliere l'acqua dalla barca fino ai materiali usati nei casoni.

Il lavoro di ricerca sui casoni della laguna

A ricostruire questo patrimonio è stata Luciana Marchesan, curatrice del museo e ricercatrice che ha dedicato la propria tesi di laurea alla storia della laguna di Grado. In oltre tre anni di lavoro sul campo ha raccolto materiali e testimonianze direttamente nei casoni, contattando i discendenti dei casoneri e recuperando oggetti di valore antropologico che altrimenti sarebbero andati dispersi.

Dalle visite guidate emerge anche un aspetto meno conosciuto della vita lagunare: il ruolo centrale delle donne. Le casonere vogavano la batela, si occupavano degli scambi commerciali fino a Fiumicello e Cervignano, aggiustavano le reti, raccoglievano le foglie per il pagiòn e vendevano cuscini e materassi. Accanto a loro c'erano le fadone, figure femminili legate ai saperi delle erbe officinali e a pratiche di guarigione popolari. Anche il Santonego, ancora oggi noto a Grado, viene ricondotto a questa tradizione.

Visite in dialetto gradese con traduzioni

Uno degli elementi più particolari del museo è il taglio multimediale e multilingue. I visitatori possono ascoltare interviste in dialetto gradese accompagnate da traduzioni in italiano, inglese e tedesco. Le traduzioni sono state curate dalla stessa Marchesan insieme al videomaker Ivan Regolin.

Il museo punta così su un'esperienza diretta più che su una semplice esposizione: le voci raccolte, i racconti delle famiglie e gli oggetti donati dai discendenti dei casoneri restituiscono la quotidianità di una comunità che viveva di pesca, baratto, fede e conoscenze tramandate oralmente. In ogni casone, ricorda il percorso, erano presenti il rosario e l'immagine della Madonna di Barbana.

Tra le testimonianze che colpiscono di più i visitatori c'è quella della signora Lugnano, casonera che raggiungeva Grado soltanto tre volte l'anno. Un racconto che, insieme alle visite di bambini e scolaresche, rende il museo anche uno strumento di lettura della storia locale per le nuove generazioni.

Il programma dell'estate 2026

Per l'estate 2026 il museo affiancherà alle visite anche serate di lettura dedicate alla laguna. Il calendario prevede appuntamenti con le poesie di Biagio Marin e letture di Pasolini, in un percorso che unisce memoria orale, letteratura e paesaggio.

Le iniziative andranno ad arricchire l'offerta culturale serale del museo, già rafforzata dai nuovi orari quotidiani dalle 20 alle 23 e da un percorso costruito attorno a oggetti originali, interviste in dialetto e testimonianze dirette raccolte nei casoni della laguna.

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